Storie di Calcio

10 Maggio 1981: era gol quello di Turone?

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

“Il nostro gol era proprio da annullare?”

Una storia tutta italiana, mai tramontata, legata al calcio degli anni ’80 che, in quel 1981, iniziava a manifestare una grandezza destinata a conquistare il mondo.

Le analisi tecniche di un campionato vinto, manco a dirlo, dalla cinica Juve di stampo trapattoniano, lasciano spazio e copertina al più contestato dei gol, quasi mitico come quello della finale mondiale del 1966. Non si tratta di percentuale di sfera entrata nella porta. Si tratta, piuttosto, di un colpo di testa imperioso e di un fuorigioco fischiato, dopo l’iniziale convalida.

E’ il 10 Maggio del 1981, lo stadio è il Comunale di Torino, gli spettatori sono 65.000. La pioggia è battente, la sfida di quelle toste. Ci si gioca lo scudetto. Liedholm contro Trapattoni, Roma contro Juventus.

Quel giorno di 40 anni fa, per dirla con le parole dell’immenso Beppe Viola, “scorrettezze e cinismo saranno gli ingredienti principali dei 90 minuti di gioco”.

Tanti i protagonisti più o meno principali, in un film calcistico basato più sull’agonismo che sulla tecnica.  Ci sarà il tenace Furino, capitano bianconero di mille battaglie e quel giorno espulso per un durissimo fallo su Maggiora; ci sarà l’arbitro Bergamo, protagonista inizialmente indeciso di quel fischio controverso; ci sarà il muscoloso “Ramon” Turone, con le sue braccia alzate imprecanti giustizia; ci sarà, soprattutto, il guardalinee Giuliano Sancini. Sarà proprio questo giovane bolognese, classe ’39, a decidere il campionato di quella stagione.

Era fuorigioco, non mi sono mai pentito di quella decisione. Dopo il match incrociai il presidente Viola che mi fece notare, molto tranquillamente, che la Roma con la vittoria avrebbe vinto lo scudetto, ma la cosa finì subito lì” (dalle dichiarazioni rilasciate in esclusiva da Sancini a Il Fatto Quotidiano).

Nascerà una delle più accese polemiche della storia del nostro calcio. Nessuno riuscirà a capire se quel gol fosse regolare oppure no, neppure il rivoluzionario (per quegli anni) TeleBeam, apparecchiatura avveniristica utilizzata dalla Rai dopo la seconda metà di quello splendido decennio. Rimarrà il dubbio ai romanisti indispettiti, agli juventini vittoriosi, all’iconico Carlo Sassi e alla sua moviola.

da La Gazzetta dello Sport dell’11 Maggio 1981

 

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