Storie di Calcio

19 agosto 1981 – Rimini – Grêmio, Samba e liscio romagnolo: calcio bailado in riva al mare

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Francesco Fanini) – Rimini, estate 1981: l’almanacco del giorno ci riporta alla memoria un match che assume i connotati di vero e proprio evento storico. Il 19 agosto infatti allo stadio “Romeo Neri” va in scena un’amichevole di livello internazionale coi Biancorossi locali di mister Maurizio Bruno contrapposti ai campioni brasiliani del Grêmio Foot-Ball Porto Alegrense di Porto Alegre nel Rio Grande do Sul, squadra in cui militano ben cinque titolari della Nazionale “verde-oro”, come Leão campione del mondo in Messico, China nazionale juniores, Baltazar, Paulo Roberto e Paulo Isidoro, oltre ad una colonna della “Celeste” uruguayana, vale a dire Hugo Eduardo De León, vincitore del Mundialito 1980.

Per la località balneare romagnola ed il suo Club, reduce da un entusiasmante torneo cadetto, l’avvenimento sportivo rappresenta una vetrina di richiamo anche in chiave turistica e, seppur schiacciato tra il doppio impegno ravvicinato con Bologna (tradizionale passerella rivierasca di Ferragosto) e Juventus quattro giorni dopo (Coppa Italia), porta un buon numero di spettatori sugli spalti dell’impianto cittadino. Evento organizzato peraltro grazie alla sponsorizzazione di una nota marca di acque minerali, visti i non indifferenti costi del cachet della squadra ospite che, stando alle cronache, si aggira sui 30.000 dollari.

Ritaglio autografato de “Il Resto del Carlino” del 19/08/1981 Collezione Francesco Fanini

L’avversario è indubbiamente di prestigio assoluto, cosa non usuale ai tempi sotto l’Arco d’Augusto, considerato che quella riminese rappresenta l’unica tappa italiana della tournée mondiale del Grêmio, che il 3 maggio dello stesso anno si è laureato fresco vincitore del suo primo Campionato nazionale (la “Taça de Ouro”), dopo aver superato il São Paulo Futebol Clube in una doppia finale di straordinaria intensità.

Nella prima partita, a Porto Alegre, il “Tricolor Paulista” apre le marcature con Serginho, ma il Grêmio ribalta il risultato con due reti dell’asso Paulo Isidoro (2-1). Al ritorno a San Paolo il “Gaucho tricolor”, a cui basta un pari per aggiudicarsi il titolo, scende in campo combattivo e ben organizzato, non lasciando spazio agli avversari: dopo un primo tempo senza reti, al 19’ della ripresa è infatti l’attaccante Baltazar, “o artilheiro de Deus” (“il capocannoniere di Dio”) a dare al Grêmio la vittoria per 1-0, ammutolendo i 90.000 del “Morumbi”.

È proprio sulla scorta di quel successo che in estate i vincitori del “Campeonato Brasileiro” partono in Tour attraverso America ed Europa, giocando nove partite tra El Salvador, Honduras, Italia, Spagna e Stati Uniti, ottenendo ben otto vittorie e un solo pareggio. Unica gara non vinta, quella contro i messicani del Puebla nel corso del Torneo di Barcellona, terminata col punteggio di 1-1 dopo i tempi regolamentari e persa per 8-7 ai calci di rigore.

Quello dei Biancorossi, scesi per l’occasione in città direttamente dal ritiro di Montegrimano – antica località termale del Montefeltro – è al contrario ancora un cantiere aperto. L’ossatura della squadra ricalca sostanzialmente quella che ha dato grosse soddisfazioni agli sportivi l’anno prima, terminato con un eccellente 9° posto in Serie B (a lungo il risultato migliore mai ottenuto nella storia del Club), ma con rinnovati interrogativi circa la tenuta di alcuni “grandi vecchi”, in primis Saltutti sulle cui spalle, in attesa dell’esplosione di Traini e della soluzione al caso-Chiarugi (la cui riconferma è sempre più appesa a un filo), grava in quel momento tutta la consistenza dell’attacco.

Sul fronte avanzato si registra la presenza in prova della punta centrale di origini sudafricane Walter Mario Minietti, fugace meteora per la quale però non arriveranno mai né transfer, né tesseramento. In entrata, a centrocampo, quello dell’esperto Negrisolo si rivela un movimento azzeccato ma troppo isolato, mentre sullo sfondo ciò che più preoccupa maggiormente i tifosi è legato alle voci sempre più insistenti che vedono al centro di numerose trattative l’autentica colonna della difesa Luciano Favero – futuro pluricampione con la Juventus – per il quale si profilano all’orizzonte le allettanti sirene di diversi club della massima serie. La sua cessione prenderà definitivamente forma nella sessione autunnale del calciomercato e, in sede di bilancio, mai perdita si rivelerà più pesante ai fini della permanenza del Rimini in Serie B…

L’avvenimento desta vasta eco in città anche sotto il profilo del colore e i quotidiani locali gli riservano ripetute attenzioni durante l’arco della settimana. L’equipe brasiliana sbarca direttamente sull’assolato lungomare di Rimini presso l’elegante Hotel Bellevue, ai tempi sede di ritiro di prestigiose squadre transitate in città, accompagnata dalla curiosità di numerosi sportivi, con sciami di cacciatori di autografi in azione e con l’imponente “massagista” Banha che, impegnato a collezionare le serie di vecchie lire in monetine, dona in cambio gadgets del Club ai collaborativi ragazzini presenti in strada. Una piccola festa popolare per quella che all’epoca, contrariamente alla propria fama di capitale delle vacanze, era ancora una tipica realtà provinciale intenta a muovere i primi passi nel calcio che conta.

Queste le formazioni scese in campo quella sera agli ordini del Sig. Calise di Bologna.

Rimini: Petrovic (Martini), Favero, Merli (Buccilli), Baldoni, Deogratias, Parlanti, Traini (Saltutti), Negrisolo, Minietti (Ferrara), Bilardi (Sartori), Donatelli (Marchi). Allenatore Maurizio Bruno.

Grêmio: Leão, Uchoa, Newmar, Casemiro, China, Vantuir, Tarciso, Paulo Isidoro, Baltazar, Vilson Tadei, Odair (Héber). Allenatore Enio Andrade.

L’undici brasiliano sceso in campo a Rimini (foto da gremiopedia.com)

La sfida termina col punteggio di 1-3, con rete riminese di capitan Roberto Parlanti su calcio di rigore concesso per atterramento in area di Traini e tris di China, Baltazar (rig.) e Héber per l'”Imortal”, ma a discapito del risultato, sono i padroni di casa a destare le migliori impressioni, anche grazie alla scarsa vena degli avversari che, forse stanchi per il lungo trasferimento da Tegucigalpa ed abituati a palcoscenici più prestigiosi, prendono sottogamba l’impegno; cosa che altrettanto non si può affermare per la nutrita e vociante schiera di radiocronisti al seguito, giunti in Romagna per irradiare coi loro trasmettitori verso il paese d’origine la diretta dell’incontro e le relative interviste dal terreno di gioco e dagli spogliatoi.

Nils Liedholm, presente al “Neri” con la sua Roma a ranghi compatti alla vigilia di un’amichevole in zona contro il Cesena (con la sola assenza di Falcao, altro illustre ex-portoalegrense, rimasto nella capitale per completare la preparazione) avrà modo di elogiare la supremazia territoriale degli uomini di casa, che si presentano in discreta condizione schierando tra le proprie file un volitivo Pasquale Traini (prossimo di convocazione nell’Under 21 “Sperimentale” di Serie B di Valcareggi) e indomiti veterani come Charlie Sartori e Nello Saltutti entrati nella ripresa, senza riuscire tuttavia a mettere a frutto una maggior pressione offensiva e finendo col subire il tasso tecnico degli avversari che non concedono tanto allo spettacolo ma passano grazie agli spunti isolati dei propri fuoriclasse.

Dopo quel singolare rendez-vous estivo i destini delle due compagini prendono strade ineluttabilmente diverse. Il Rimini termina il campionato cadetto 1981/82 al diciassettesimo posto, totalizzando gli stessi punti (36) che l’anno precedente gli valgono un prestigioso piazzamento, ma che stavolta con la compagnia ex-aequo di Foggia, Cavese e Pistoiese attivano i meccanismi della classifica avulsa, il cui esito infrange i sogni di permanenza in Serie B per la squadra in maglia a scacchi. Categoria di appartenenza che sarà necessario attendere ancora ventitré lunghissimi anni…

Nel 1983, a distanza di due stagioni e in concomitanza dell’80° anniversario della sua fondazione, arriva invece per il “Club Tricolor” il primo titolo internazionale, grazie al successo sul Peñarol nella doppia finale di Coppa Libertadores: 1-1 all’andata il 22 luglio a Montevideo; 2-1 al ritorno il 28 luglio a Porto Alegre. Nello stesso anno il Grêmio si porta a casa anche la Coppa Intercontinentale con la vittoria per 2-1 conseguita a Tokio sull’Amburgo, squadra campione d’Europa in carica ai danni della Juventus sconfitta nella celebre finale di Atene. Vittoria acciuffata ai supplementari grazie all’astro nascente Renato Portaluppi, ricordato anche per l’unica, non esaltante esperienza italiana vissuta con la Roma nel 1988/89.

 

Foto di copertina: 

Il capitano riminese Roberto Parlanti scambia il gagliardetto con il collega Émerson Leão, numero uno di indiscussa fama, campione del mondo nel 1970.  (foto D. Minghini, da Archivio Fotografico Biblioteca Civica Gambalunga – Rimini)

 

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