La Penna degli Altri

19 maggio 1999: la Lazio vince l’ultima edizione di Coppa delle Coppe

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FOXSPORTS.IT (Jvan Sica) – Il 19 maggio 1999, quasi in sordina rispetto a quello che stava accadendo nel campionato italiano, si giocò l’ultima partita della storia di Coppa delle Coppe. Giocarono al Villa Park di Birmingham la Lazio e il Maiorca, in una finale molto appassionante e piena di colpi di scena. In quel momento la Lazio di Cragnotti era una delle squadre più importanti d’Europa. La rosa faceva spavento per l’abbondanza su cui poteva contare l’allenatore Eriksson. Il presidente aveva comprato Vieri, Mancini, Salas, Fernando Couto, Mihajlovic, Sergio Conceicao, unendoli a chi era da più anni in squadra come Nesta, Marchegiani e Negro.

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Quello che doveva essere l’ultimo atto di un trofeo che sarebbe scomparso vedeva quindi la sfida fra due filosofie aziendali totalmente diverse. Da una parte quella ipercapitalistica di Cragnotti, che accumulava calciatori in maniera quasi ingestibile e l’altra che si basava invece sulle idee innovative di un allenatore argentino, che avrebbe fatto poi grandi cose anche con il Valencia. La storia della Coppa delle Coppe è ricca di questi incroci e guardandola a 20 anni di distanza dall’ultima partita si trasforma in un vero e proprio racconto con campioni e squadre indimenticabili. Tutto iniziò in maniera molto simile alla nascita della Coppa dei Campioni. Più giovane di cinque anni infatti, nacque dalle idee di giornalisti di varia nazionalità. Esistendo una coppa nazionale in quasi tutti i paesi europei, per loro fu naturale proporre di far sfidare i diversi vincitori. La squadra che ne ha vinte di più, quattro edizioni, è il Barcellona, di cui l’ultima con Ronaldo autore del gol vittoria nel 1997.

Lazio e Maiorca si sfidano a Birmingham per vincere l’ultima Coppa delle Coppe

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Le squadre arrivarono all’appuntamento del Villa Park di Birmingham in maniera del tutto diversa. Il Maiorca aveva giocato una straordinaria Liga, lottando fino ad un mese dal termine contro le corazzate Real Madrid e Barcellona per la vittoria finale. In Serie A invece il mese di maggio era stato a dir poco emozionante e carico di tensioni per laLazio. Dopo le due sconfitte consecutive contro Roma e Juve, la squadra di Eriksson aveva rimesso in gioco un campionato che sembrava ormai vinto, facendo avvicinare ad un solo punto il Milan di Zaccheroni.

Nelle giornate successive i rossoneri riuscirono a tenere la stessa distanza grazie alla vittoria sulla Sampdoria, con un gol al 95’ su un tiro di Ganz deviato da Castellini e poi vincendo a Torino contro la Juventus con una doppietta di Weah. La Lazio vinse contro Udinese e Bologna, ma alla penultima giornata pareggiò a Firenze e venne superata di un punto. I biancocelesti partirono per Birmingham con la rabbia e la delusione di uno scudetto molto probabilmente perso.

Eriksson decise di schierare la squadra titolare. Mancini era il centro della manovra offensiva, coperto da Almeyda schierato mediano. Vieri era il centravanti, intorno al quale giravano Salas e Nedved, pronti ad approfittare delle sponde e degli spazi aperti dal numero 9 della Nazionale. Cuper invece si affidò al suo centrocampo e in attacco aveva due punte molto dinamiche, Dani e Biagini, i quali avrebbero dovuto creare problemi ai centrali laziali con i loro continui movimenti.

I primi 11 minuti di gioco furono uno spettacolo. Al 7’, su un lungo lancio di Pancaro, Vieri riuscì a surclassare fisicamente il terzino Olaizola e a superare Roa con un pallonetto di testa. Passarono solo 4 minuti e Jovan Stankovic infilò Pancaro sulla fascia, ebbe il tempo di vedere il bel movimento di Dani, che si smarcò e di piatto pareggiò.

Dopo un inizio del genere non si poté che rallentare il ritmo per capire i punti deboli dell’avversario. Per tutta la prima frazione, il solo a rendersi pericoloso fu Vieri, che lottò come un leone e si procurò anche un taglio sul sopracciglio. Nel secondo tempo il Maiorca alzò il baricentro e Ibagaza entrò nel cuore del gioco. L’azione più pericolosa capitò sul destro di Lauren, con un tiro all’incrocio che Marchegiani riuscì a respingere.

Tutto sembrava andare lentamente verso i supplementari, quando Salas si liberò dalla pressione di Engonga e servì in verticale Vieri. Il centravanti tirò e poi lottò con Gustavo Siviero per riprendere il pallone. Intimorito dalla furia dell’italiano, il difensore non respinse con decisione e fece restare la palla al limite dell’area. Ci si fiondò subito Pavel Nedved che di prima scoccò un tiro di destro che beffò Roa.

Restavano poche energie alla squadra spagnola per pareggiare di nuovo e ci si avviò verso la fine della partita senza grandi sussulti. La squadra creata da Sergio Cragnotti e messa insieme intorno alle idee di Sven Goran Eriksson vinse l’ultima Coppa delle Coppe. In quel momento sembrava quasi un torneo secondario, ma visto oggi quel trionfo è diventato storico, così come quella grande Lazio che l’anno successivo riuscirà a raggiungere anche il sogno scudetto.

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