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Arte & Società

Figurine Panini – Un gruppo americano pronto a rilevare il nostro sogno da bambini

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GLIEROIDELCALCIO.COM – C’è una rovesciata divenuta icona nel mondo e che ha accompagnato l’infanzia, e non solo, di ognuno di noi: quella di Parola. Sì, la famosa rovesciata divenuta il simbolo della Panini, scatto del fotografo Corrado Banchi in un noioso e banale Fiorentina – Juventus del Gennaio 1950 terminata a reti inviolate. In quell’occasione i bianconeri erano primi in classifica e volavano a undici punti di distanza dalla squadra viola in quarta posizione. Una partita che regala emozioni solo nel finale quando il signor Bernardi di Bologna concede la massima punizione ai padroni di casa. L’incaricato Cervato non prende nemmeno lo specchio della porta e manda la palla a scuotere l’esterno della rete. E allora la rovesciata famosa? La rovesciata non è una rete e nemmeno un’azione portata in attacco con maestria. La rovesciata più famosa al mondo è un intervento difensivo a pochi minuti dal termine di questa partita in cui Parola spazza l’area dopo una mischia. Un gesto famoso ma che nell’immediatezza dell’avvenimento non ha nemmeno una riga di racconto nei quotidiani. Alcune foto di Banchi e di quella partita vennero pubblicate dallo Sport Illustrato, ma non quella. Successivamente i fratelli Panini, che erano soliti acquistare a stock le foto, ne vennero in possesso e dopo qualche tempo la fecero diventare l’icona che è oggi. E’ infatti con l’album del 1965/66 che questa foto, “ridisegnata”, diventa, a nostro giudizio, “patrimonio dell’umanità”.

Ieri la Gazzetta di Modena ha puntato un faro sulla società Panini, pubblicando un’indiscrezione che riferisce di una delegazione americana che avrebbe visitato i quartieri generali dell’azienda modenese molto interessata all’acquisizione. Gli anonimi americani valutano quindi di rilevare il pacchetto azionario in mano a Aldo Hugo Sallustro, attuale a.d., e dalla famiglia bolognese Baroni. L’ad Sallustro ha fatto il suo ingresso in Panini nel 1992 rilevando l’azienda insieme ad un pool di investitori italiani, vorrebbe comunque mantenere l’attuale insediamento produttivo a Modena, cosa che, probabilmente, i cinesi che si erano affacciati da queste parti qualche tempo fa, non erano in grado di garantire.

Il gruppo, valutato un miliardo di euro, ha 450 dipendenti a Modena e altri 700 nel mondo e un fatturato di circa 550 milioni di euro con punte ancora più alte negli anni dove ci sono gli Europei e i Mondiali.

Insomma, di tanto in tanto, qualcuno prova ad accaparrarsi le “nostre” figurine Panini, un’eccellenza italiana famosa nel mondo, il nostro sogno da bambini. Del resto siamo in periodo di “Calcio Mercato”. Speriamo bene.

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