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La Penna degli Altri

Annate da sogno – Il Brescia 2000/01

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NUMERO-DIEZ.COM (Francesco Botta) – […] Roberto Baggio (rimasto svincolato) si allenava da solo a Caldogno (in provincia di Vicenza), nel campo di casa sua.

[…] Per portare l’ex Pallone d’Oro a Brescia, Mazzone svelò qualche anni più tardi la strategia da lui adottata: “Un giorno dell’estate 2000 apro il giornale e leggo che la Reggina sta trattando Baggio. … Io colsi al volo l’opportunità e gli chiesi ‘Ti piacerebbe giocare a Brescia?’. Roberto mi rispose ‘Magari’. Saltai in macchina, andai nell’ufficio del presidente Corioni e gli proposi ‘Perché non portiamo Baggio a Brescia?’. Corioni ci pensò un attimo e rispose ‘Baggio è come il cacio sugli spaghetti. Il nostro sponsor ha bisogno di un testimonial importante’. Roberto si stava allenando a Caldogno con il suo preparatore personale […]”.

Attorno al Divin Codino, che nonostante l’età sognava la convocazione al Mondiale del 2002, venne costruita una squadra formata da giovani interessanti e di prospettiva come Bonera, Diana e Bachini, centrocampisti di temperamento come i gemelli Filippini, altri più esperti ovvero giocatori del calibro di Bisoli, Calori e Petruzzi, ma soprattutto un bomber come Dario Hübner, autore di ben 17 centri in quell’annata. Tra Baggio e Mazzone il feeling fu reciproco sin dall’inizio: nel contratto firmato dall’ex Juve, Milan ed Inter figurava una clausola che avrebbe previsto la risoluzione di esso nel caso in cui l’allenatore fosse stato esonerato.

[…] Il modulo utilizzato dal tecnico romano è il 3-5-1-1, il preferito delle provinciali, con Baggio a supporto di Hübner. Grazie anche al ritorno di Andrea Pirlo a metà stagione, che dopo l’adattamento dal ruolo di mezza punta a quello di regista trovò la propria dimensione ideale, il Brescia aumenta la marcia e colleziona ben 27 punti nelle ultime 18 partite. […] La miglior prodezza del diez è arrivata ad aprile e corrisponde al gol che ha permesso alla Leonessa di strappare un pareggio (1-1) in trasferta contro la Juventus: su lancio di Pirlo, l’aggancio a seguire che gli permette di dribblare Van der Sar ed insaccare la sfera in rete.

[…] Di quella stagione, oltre allo storico traguardo della qualificazione all’Interototo (gli spareggi per accedere alla Coppa Uefa), rimane ancora oggi il rapporto tra Carletto Mazzone e Roberto Baggio: la rinascita dopo gli anni bui è avvenuta anche per merito dell’allenatore romano, che non lo ha mai umiliato in nome di un progetto tecnico fuori dalle sue caratteristiche, ma al contrario lo ha posto al centro della squadra facendolo diventare il simbolo del suo calcio.

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