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La Penna degli Altri

Arpad Weisz ed Egri Erbstein: quando la Storia incrocia lo sport

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081NEWS.IT – Oggi il portale 081news.it dedica un articolo al libro “Arpad ed Egri” dello scrittore Angelo Amato de Serpis”. Un libro che descrive la storia di due grandi allenatori di calcio ebrei ungheresi, tra sport, razzismo ed antisemitismo.

Di seguito un estratto dell’articolo a firma Annibale Pietro Napolitano

[…] Arpad Weisz, il cui nome verrà italianizzato in Arpad Veisz dalle leggi razziali emanate in Italia nel 1938, fu allenatore del Bologna “che tremare il mondo fa“, portandolo alla vittoria di due scudetti nel 1936 e nel 1937 e del trofeo dell’Esposizione di Parigi

[…] Il ciclo di quel Bologna proseguì anche dopo il 1938, ma la carriera di Arpad da allenatore finì lì. Dopo ci sarà solo la fuga in Olanda, l’invasione nazista e la deportazione ad Auschwitz, all’epoca anomima località polacca. Qui, prima sua moglie e i suoi figli vennero gasati nel 1942, poi lui morì di stenti il 31 gennaio 1944, un anno prima che i sovietici entrassero da liberatori nel campo dell’orrore.

Dall’altra parte, la storia di Egri Erbstein è incredibilmente simile a quella di Arpad Weisz. Anch’egli allenatore di una squadra italiana di punta dell’epoca (quello che diventerà negli anni’40 il Grande Torino di Valentino Mazzola dei 5 scudetti consecutivi) potrà allenare il Torino solo per metà stagione nel ’38-39, per poi essere costretto ad andare in Olanda dove non arrivò mai, pur avendo un contratto già firmato con una squadra olandese. Fermato al confine tra Germania e Olanda, non avendo dove andare in Germania, andrà a Budapest, nell’Ungheria natale. Lì, quando nel 1944 l’Ungheria fu occupata dai nazisti, Erbstein venne arrestato e deportato in un campo di lavoro. Riuscì tuttavia a scappar via da morte certa e passare sotto la protezione dell’ambasciata svedese di Budapest, che in quei mesi molto si adoperava a salvare ebrei ungheresi vessati dai nazisti.

Anche la storia di Egri non è però a lieto fine. Ritornerà in Italia, ma solo a guerra finita. E ritornerà ad allenare il Torino nella stagione 48-49, quella del quinto scudetto consecutivo, ma anche quella della tragedia di Superga. Il 4 Maggio del 1949 l’aereo con a bordo il Grande Torino dei Loik, dei Mazzola e Bacigalupo e lo staff tecnico, dopo aver disputato un’amichevole a Lisbona per l’addio al calcio del centrocampista Ferreira del Benfica, si schiantò contro la collina di Superga per un errore nell’atterraggio, causa maltempo. Il bilancio fu di 31 morti e nessun sopravvissuto. Molti di quei giocatori erano titolari della nazionale italiana dell’epoca […]

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