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Storie di Calcio

23 novembre 1999 – Fiorentina vs Manchester United 2-0. I Red Devils diventano Viola

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Luca Negro) – Era la Fiorentina allenata da Giovanni Trapattoni. Era la Fiorentina del patron Cecchi Gori. Era la Fiorentina che aveva lottato per il sogno dello scudetto nella stagione precedente, la 98-99, cedendo il passo a squadre numericamente e qualitativamente più attrezzate, il Milan e la Lazio, piazzandosi al terzo posto. Era la Fiorentina di Batistuta, che in quella edizione di Champions League, non aveva nulla da perdere e tutto da conquistare. Era una Fiorentina folle, capace di concretizzare sogni che sembravano irrealizzabili e riuscire in imprese, sulla carta, ritenute impossibili. Come quel 23 novembre 1999. La Champions League era ancora strutturata con la formula del doppio girone e la “viola” si era qualificata alla seconda fase a gironi giungendo seconda fra avversarie di spessore come il Barcellona, l’Arsenal e i campioni di Svezia dell’Aik Solna allenati da quel “volpone” giramondo di Stuart Baxter. Decisiva per il passaggio del turno fu la vittoria del 27 ottobre a Londra, contro l’Arsenal, grazie a un capolavoro balistico di Batistuta. La Fiorentina venne così inserita nel turno successivo in un girone comprendente il Valencia, il Bordeaux e i campioni d’Europa in carica del Manchester United allenati da sir Alex Ferguson. E proprio contro i campioni d’Europa, allo stadio intitolato ad Artemio Franchi, a Firenze, quel 23 novembre 1999, i viola esordirono nella seconda fase a gironi. Davanti al pubblico delle occasioni migliori, in uno stadio completamente esaurito, i cui biglietti dell’attesissimo match furono venduti tutti in pochissimo tempo, Trapattoni si affidò ai suoi “soldatini”, i suoi uomini di sacrificio, tutta corsa, cuore e grinta, Cois, Di Livio, Heinrich e Torricelli, per creare una diga che reggesse l’urto, proteggesse Firicano, Repka e Pierini e facesse ripartire il trio spettacolare Rui Costa, Batistuta e Balbo. Nei primi minuti sembrò che fosse la paura la vera nemica della Fiorentina, imballata, bloccata, dinanzi alle giocate dei “Red Devils”, padroni del campo per una dozzina di minuti e vicini al gol con Paul Scholes, che lambì il palo al decimo minuto di gioco, della porta difesa da Francesco Toldo. Allora successe che i leader si caricarono la squadra sulle spalle, mostrando ai compagni come superare la paura. Manuel Rui Costa, il genio portoghese, pochi secondi dopo il quarto d’ora di gioco, indicò la via. Conquistata la palla sulla trequarti, dopo aver seminato un paio di avversari, esplose un destro dal limite dell’area di rigore inglese che trovò pronto alla difficile risposta il portiere australiano, Mark Bosnich. Cinque minuti più tardi, ancora Rui Costa, servito da Cois, liberò Abel Balbo a circa 25 metri dalla porta difesa da Bosnich, tiro dell’argentino dalla lunga distanza, ma centrale, che non creò problemi e venne facilmente bloccato dal portiere dello United. Le paure iniziali, solo un vago ricordo. I campioni d’Europa in difficoltà davanti al pressing viola e al 24° minuto, ciò che non ti aspetti. Roy Keane, il forte centrocampista della nazionale irlandese e pilastro del centrocampo dei red devils, disturbato da Sandro Cois, effettuò un retropassaggio azzardato che si tramutò in perfetto assist per Gabriel Omar Batistuta, che indossò subito i panni dell’implacabile Batigol, il supereroe che tanto faceva innamorare Firenze, scoccando un destro preciso e potente sul primo palo e portando la Fiorentina in vantaggio. Non tardò la reazione dei campioni d’Europa, ancora affidata a Paul Scholes, ma il suo tiro dal limite dell’area di rigore trovò pronto alla risposta Francesco Toldo. Salì allora la pressione dello United che andò ad occupare la metà campo viola e alla mezzora Dwight Yorke, ottimamente imbeccato, venne anticipato per un soffio da Toldo. Che per il Manchester non era proprio serata lo si comprese ancor più al 41° minuto di gioco.

Il programma della gara

Un calcio di punizione dello specialista David Beckham, respinto da Toldo, dopo aver carambolato sui piedi di Cois si stampò sulla traversa. Ma fu poi ancora la coppia argentina Batistuta-Balbo a inventare calcio e un bellissimo dai e vai, finalizzato dall’ex romanista Abel, trovò ancora pronto alla risposta Bosnich. Primo tempo che si concluse sull’1-0 e l’atteso duello fra il temuto gigante olandese Jaap Stam, uno a cui nei film calzerebbero perfettamente i panni del cattivo e Batistuta, fu senza storia in favore dell’argentino, in campo con la fascia da capitano. Ripresa con la viola subito all’arrembaggio. Dopo appena un paio di minuti Torricelli via sulla fascia destra cambiò versante con uno splendido lancio che trovò pronto Jorg Heinrich accorrente. Diagonale sinistro del tedesco sul secondo palo e palla fuori di poco.  Al 51° minuto il raddoppio viola. Successivamente ad un cross di Ryan Giggs, terminato direttamente sul fondo, Francesco Toldo andò ad effettuare il rinvio. Lunghissimo. A scavalcare il centrocampo. Spizzata di testa di Abel Balbo. Pallone raccolto in fascia, a circa 25 metri dall’area di rigore inglese, da Henning Berg, il quale, disturbato dal pressing di Batistuta, finì col regalare palla all’argentino. Batigol si involò verso l’area di rigore, servendo poi Abel Balbo tutto solo in area. Piatto destro sul primo palo sul quale Bosnich non riuscì a opporsi. 2-0. Apoteosi viola. Stadio Artemio Franchi estasiato. Nonostante Ferguson provò il tutto per tutto, mandando in campo tre giocatori in un colpo solo, Neville per Berg, Solskjaer per Yorke e Sheringham per Cole, la diga viola resse perfettamente, grazie anche ai tanti chilometri di uno stravolto Di Livio, sostituito da Rossitto. I campioni d’Europa si resero pericolosi solo con le punizioni dello “Spice Boy” David Beckham. Per il Trap l’occasione di controllare la partita dall’alto della sua esperienza. Una partita in cui i suoi ragazzi diedero tutto. Quando la lucidità e la stanchezza cominciarono a venire meno, scaturendo in falli e conseguenti ammonizioni, l’ingresso di Bressan e Adani misero nel serbatoio quel poco di benzina utile a portare a casa la vittoria. Al triplice fischio la gioia esplose e con essa la liberazione di tutte quelle emozioni soffocate per novanta minuti dalla tensione. La notte si fece viola e con essa la consapevolezza dell’impresa realizzata. Trapattoni e i suoi eroi, capitan Batigol, Rui Costa, Balbo, Toldo e tutti gli altri, andarono a raccogliere le ovazioni di un pubblico riscattato da un campionato sotto le aspettative. La condivisione di un momento epico. Per sempre nella memoria. Per sempre nel tempo.

 

FIORENTINA-MANCHESTER 2-0
Fiorentina
– Toldo, Firicano, Repka, Pierini (’78 Adani), Torricelli, Cois, Di Livio (’66 Rossitto), Heinrich, Rui Costa, Balbo (’78 Bressan), Batistuta. All. Trapattoni
Manchester – Bosnich, Gary Neville, Stam, Berg (’63 P. Neville), Irwin, Beckham, Keane, Scholes, Giggs, Cole (’63 Sheringham), Yorke (’63 Solskjaer). Ferguson
Arbitro – Heynemann (Germania)
Reti – ’24 Batistuta, ’51 Balbo
Note – Ammoniti Scholes, Keane, Batistuta, Beckham, Cois, Toldo

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Nato nel 1976, ho iniziato ad amare il calcio, dal 1983, da quelle prime figurine attaccate al mio primo album Panini. Un calcio romantico ormai scomparso che aveva il potere di far sognare tutti, proprio tutti. Fotografo artistico, fotoreporter e opinionista sportivo. Racconto la realtà ma amo scrivere di quel passato che mi fa tornar bambino.

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