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La Penna degli Altri

“Tutto il calcio minuto per minuto”… 60 anni di storia ed emozioni

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IL MESSAGGERO (Piero Mei) – […] C’era il transistor, la radiolina da tenere incollata all’orecchio, a una certa ora della domenica, sfidando il “gomito del tennista”. Cera, dal 10 gennaio 1960, ‘Tutto il calcio minuto per minuto”, le voci calde dei telecronisti, il galateo di non interrompersi mai per i primi tre anni, quando diventò di prammatica quello «Scusa Ameri, scusa Ciotti» e via citando le celebrities del tempo. C’era il “calcio romantico” […]  Era un’altra cosa, ma che bella cosa, «la domenica mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone» […]`Tutto il calcio minuto per minuto” in ritardo non era mai e quello «scusa» che andava nell’etere, “on air” diremmo oggi, se obbligava a riconoscere la voce narrante per capire da dove veniva la novità, però ti lasciava il dubbio di capire se aveva segnato la squadra del cuore, e allora potevi brindare con lo sponsor, oppure consolarti, ma sempre con lo sponsor. in fondo cominciava la sarabanda. Quel «clamoroso al Cibali» ha del proverbiale: l’aggettivo che trovò Sandro Ciotti dette subito il segno, il Catania era in vantaggio sull’lnter […] Poi, alla fine della giornata calcistica che era in un giorno solo, il riepilogo dei risultati, la schedina in mano a spuntare 11-X-2, che fine ha fatto la schedina? Fu anche, sessant’anni fa, una specie di prova generale per quello che la Rai avrebbe poi fatto a favore dello sport era l’anno di Roma olimpica […] l’emozione aveva una voce: la voce, sempre inconfondibile di un grande radiocronista. Di quelli che non urlavano, non smaniavano come stessero raccontando la guerra mondiale, non spiegavano la tattica come fosse la teoria di Einstein o di altri auto presunti cervelloni del modulo. Semplicemente emozionavano. Che è pure più difficile.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – “Tutto il calcio minuto per minuto compie sessant’anni”, viva “Tutto il calcio minuto per minuto”. Nell’epoca delle pay tv, dei social, delle partite spalmate su più giorni e più fasce orarie, la trasmissione assomiglia sempre di più a una riserva indiana. Se c’è ancora un tocco di romanticismo in questo football moderno dominato dagli interessi, dagli “spezzatini”, dai fuorigioco analizzati al microscopio, quel tocco lo dà proprio “Tutto il calcio minuto per minuto”. Nessuna immagine in HD può ricreare la magia che regalavano le voci della radio, soprattutto tra gli anni Sessanta e la prima parte dei Novanta, quando per vedere i primi gol bisognava aspettare “90° minuto” con Paolo Valenti e i suoi “pupazzoni”. Generazioni di italiani sono diventati grandi con quelle voci mitiche. Hanno amato il calcio perché gliel’hanno fatto amare loro con racconti magari non sempre fedeli, a volte pasticciati, con poca tattica, ma molto colore e passione. Quelle voci sono state, per decenni, gli occhi degli adulti e dei ragazzini attaccati alla radiolina.

La prima puntata di “Tutto il calcio” è del 10 gennaio 1960. Fino ad allora, dal 1936, la radio aveva trasmesso soltanto il secondo tempo di una partita, mai annunciata in anticipo per non danneggiare gli incassi delle società. Gli altri risultati e poche note di cronaca venivano telefonati in redazione dagli inviati e poi girati a Nicolò Carosio, che li leggeva alla fine della sua partita. Fino al 1960, quando si pensò di allargare il numero dei campi. La pulce all’orecchio l’aveva buttata già negli anni Cinquanta Guglielmo Moretti che da ragazzo, in Francia, aveva ascoltato una trasmissione (“Sports et musique”) che ogni domenica pomeriggio raccontava “minuto per minuto”, soprattutto il campionato di rugby. Ma i rigidi tecnici dell’epoca avevano sempre detto: “Non si può fare”. Moretti continuò a parlarne con Sergio Zavoli, Nando Martellini e Roberto Bortoluzzi fino a quando l’imminente Olimpiade di Roma — che avrebbe richiesto collegamenti multipli dai campi di gara — convinse tutti che si doveva provare. Il debutto Ottenuto il via libera (con riserva) di Figc e Lega Calcio, e dopo un mese di prove a circuito chiuso, si partì il 10 gennaio 1960. Con cinque campi collegati (e non tre come detto da anni erroneamente): Milan-Juventus con Nicolò Carosio, Bologna-Napoli con Piero Pasini, Fiorentina-Sampdoria con Amerigo Gomez, Roma-Lanerossi Vicenza con Enrico Ameri, Genoa-Spal con Nico Sapio. A dirigere “l’orchestra”, dallo studio centrale di corso Sempione a Milano, c’era Bortoluzzi […] Fino al 1976 “Tutto il calcio” non aveva sigla: era annunciato dallo spot della Stock di Trieste «famosa nel mondo per i suoi brandy». Poi fu usato un frammento di Caravan nella versione di Eumir Deodato. Ma per tutti la “vera” sigla è A taste of honey nella versione di Herb AlperteThe Tijuana Brass (dal 1982 al 1987 e poi dal 1994 a oggi). […] «Scusa Ameri» fu il marchio di fabbrica della trasmissione per oltre trent’anni, da quando proprio Ameri, il 31 dicembre 1961, tolse la parola al collega di Catania per comunicare il gol del romanista Manfredini a San Siro contro l’Inter. E un’interruzione di troppo, il 27 aprile 1975, fu all’origine dell’insulto di Enrico all’amico-rivale Ciotti in diretta («ma come si fa a essere così coglioni come questo»); colpa di un tecnico che si scordò di abbassare il potenziometro […]

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