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La Penna degli Altri

Il più grande museo di Maradona in un seminterrato

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MUNDODEPORTIVO.COM (Sergi Sole’) – “El mayor museo de Maradona, en un sótano de Nápoles”… così il Mundo Deportivo, quotidiano sportivo spagnolo,  esprime incredulità e meraviglia per questo fantastico luogo dedicato a Maradona.

“In un seminterrato, a quattro chilometri dall’aeroporto, nel sobborgo settentrionale di Secondigliano in cui disoccupazione e insicurezza raggiungono picchi molto alti, si nasconde il più grande museo dedicato a Diego Armando Maradona mai conosciuto. Un santuario …”

Decine di maglie del Napoli, del Barcellona, del Boca Juniors, del Siviglia, scarpini, guanti per resistere al freddo di Mosca contro lo Spartak, fasce da capitano, foto, autografi, borse, sciarpe, libri, ritagli di giornale, il tutto tra pareti azzurre.

La famiglia Vignati ha raccolto tutto il materiale durante i sette anni, dal 1984 al 1991, di Diego a Napoli. In particolare, Massimo, sesto di undici fratelli, mantiene vivo il ricordo e la passione per il Pibe de Oro in memoria del padre, Mario Silvio Vignati, custode al San Paolo per 37 anni. Sua madre Lucia, invece, era la cuoca di Diego, e sua sorella Raffaella che invece seguiva Dalma e Gianinna, le figlie di Maradona.

“Diego era come un fratello per me. Il lunedì giocavamo a “calcetto” e il martedì mi portava all’allenamento. Utilizzavamo la sua Ferrari. Avevo 10 anni quando è arrivato. Ho trascorso molto tempo insieme a lui…” ricorda Massimo, che dice anche che ha rifiutato parecchi soldi per le “reliquie” di Maradona.

Il Museo è “Inesistente nelle guide turistiche di una città colorata con i graffiti del volto argentino, la collezione costringerebbe a trascorrere un’intera mattinata scoprendo cosa c’è dietro gli oltre 300 oggetti regalati quasi tutti dallo stesso Diego”, prosegue il quotidiano spagnolo.

Alla domanda se teme per la sicurezza della sua collezione quando lascia la sua casa per lavoro, Massimo Vignati è chiarissimo: “Non ho paura e nessuno ha mai cercato di derubarci. Maradona è rispettato a Napoli. Diego non lo tocca nessuno”.

Vai all’articolo originale in lingua spagnola

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