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La Penna degli Altri

Volpati ricorda Gianni Mura: “…ha reso indissolubile il suo rapporto con l’Hellas”

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CORRIERE DI VERONA (Francesco Barana) – Domenico Volpati ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere di Verona per ricordare Gianni Mura…

“Mura portava Bagnoli in palmo di mano, lo stimava immensamente ed erano entrati in confidenza, e si sa che con il mister non era proprio facile…Mura si innamorò della nostra squadra al punto che la sua empatia per l’Hellas è sempre rimasta viva negli anni, anche dopo quel grande ciclo, non è mai scemata. Fino a un paio di anni fa ci vedevamo, lui saliva in Trentino, perché sua moglie è di Baselga di Piné, a mezz’ora da casa mia. Poi ultimamente non stava bene ma ci sentivamo al telefono. E stato l’unico giornalista che ho fatto entrare in casa per un’intervista, era l’estate del 1985. Il nostro rapporto è nato lì, anche se ci eravamo conosciuti qualche mese addietro proprio durante il campionato dello scudetto, anche se fino ad allora ci eravamo scambiati poche battute. Ci seguiva come inviato, si alternava o accompagnava a Brera. Poi veniva da Milano in settimana per gli allenamenti, in genere al martedì, poi si fermava a cena. Negli anni ‘80 andavamo alla Bottega del Vino e prima di sedersi a tavola era obbligatoria la tappa a vedere la cantina. Non era solo la storia di Davide contro Golia, anche, ma non solo. Il fatto è che mentre noi stavamo vincendo quel campionato, lui a sua volta si era reso conto di assistere da una posizione privilegiata a qualcosa di irripetibile. Credo che sia l’unicità la leva, il “cosa” abbiamo fatto e il “cosa” lui ha potuto raccontare ha reso indissolubile il suo rapporto con l’Hellas”.

“Mi stimava come calciatore e poi lo incuriosivo, era colpito che mentre giocavo in serie A studiassi anche medicina. Mura mi disse che era rimasto affascinato dalle parole che il suo maestro Brera, che allora non avevo mai avvicinato, era solito spendere per me e che perciò aveva un motivo in più per conoscermi. Solo una volta, durante una serata a Bologna in ricordo di Bulgarelli, non mi rivolse apposta la parola, forse avevo detto qualcosa che non gli era andato giù, ma finì lì. Di recente mi chiamava per chiedermi consigli odontoiatrici (Volpati ha esercitato per anni come dentista, ndr ), ma di noi ricordo soprattutto le grandi chiacchierate sulle nostre due comuni passioni, i vini e la Francia. Leggevo, come tanti del resto, i suoi straordinari pezzi sul Tour e quando citava un ristorante di qualche località lo chiamavo per approfondire o per rimproverarlo bonariamente se aveva sbagliato l’indirizzo”.

 

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