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Gagliardetti & Dintorni di Marco Cianfanelli

Le Aquile di Lisbona. Gagliardetti e stemmi del Benfica

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Marco Cianfanelli) – 23 Maggio 1990 Vienna, Austria. Un signore di mezza età esce da un lussuoso albergo e s’incammina verso un taxi. “Al cimitero per favore” dichiara con voce stentorea al conducente. Lui è la leggenda del Benfica, la “pantera nera” Eusebio da Silva Ferreira e sta andando a pregare e soprattutto implorare sulla tomba di Bela Guttmann, allenatore ungherese del formidabile Benfica “pigliatutto” degli inizi anni sessanta. Ma perché quel gesto e perché quella circostanza? Torniamo indietro al 1962. Il Benfica ha appena conquistato per la seconda volta consecutiva la Coppa dei Campioni surclassando il grande Real Madrid del colonnello Puskas e della “saeta rubia” Alfredo Di Stefano. Accade che il buon Bela, personaggio determinato e molto incline al Dio denaro, ha una discussione vivace con il presidente del Benfica per questioni di natura economica, un premio per la vittoria della Coppa promesso e poi ritirato dalla dirigenza. Volano gli stracci come si suole dire e al culmine della lite Guttmann pronuncia una fatidica frase “…non vincerete più una coppa per 100 anni…”. E così fu. Di anni ne sono passati meno di cento ma l’anatema di Guttmann è ancora attivo tant’è che il Benfica dal 1962 ha perso ben otto finali di coppe europee consecutivamente, l’ultima in Europa League nel 2014. Quindi anche preghiere e implorazioni di Eusebio sulla tomba del suo allenatore, la mattina della finale persa con il Milan nel 1990, furono vane. L’anatema ancora è vivo e resiste anche se a Lisbona Bela Guttmann è ancora considerato come un idolo insieme a grandi giocatori come Eusebio e Coluna, vero cervello e faro della squadra che incantò l’Europa.

Le aquile di Lisbona nacquero nel 1904 con la denominazione Sport Lisbona e già all’epoca la società adottò simboli e colori ancora presenti nei propri vessilli. Il motto “E Pluribus unum” ovvero “Di tutti uno”, locuzione diffusa e utilizzata anche nello stemma degli Stati Uniti d’America. Lo stemma, invece, ritraeva un aquila nella sua maestosità ad ali aperte e pronta a spiccare il volo, quel gesto che il rapace compie all’inizio di ogni partita casalinga del Benfica un vero rito propiziatorio nella porzione di cielo sopra la maestosa casa del Benfica, lo stadio Da Luz. Occorre attendere il 1908 quando allo Sport Lisbona si aggiunse un’ulteriore società del quartiere cittadino di Benfica. Tale società, Grupo Sport Benfica, praticava il ciclismo e nel suo stemma era riportata la ruota di una bicicletta. La sinergia tra le due squadre fa così nascere lo Sport Lisboa e Benfica e allo stemma si aggiunge la ruota di bicicletta. La storia e la leggenda è fatta. 

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                         Evoluzione dello stemma del club portoghese

Titoli e vittorie, in campo nazionale e internazionale, fanno di questa compagine un’icona del calcio mondiale. Il resto, ciò che fa sì che il Benfica rimanga nell’immaginario dei suoi tifosi e degli amanti del calcio, lo fanno l’estro, la velocità e la potenza della “pantera nera” Eusebio, l’autorità e la classe del capitano Coluna e soprattutto il genio inarrivabile di Bela Guttmann un grandissimo allenatore, un manager a tutto campo che anche in Italia fu apprezzato per le sue capacità avendo trascorso due stagioni come allenatore del Milan. La storia dei rossi passa anche attraverso i suoi gagliardetti, testimonianza storica di vittorie e sconfitte, allegoria dei valori correlati a una grande squadra come il Benfica. 

Di seguito una breve panoramica sugli stendardi del Benfica a partire dal 1957 fino al 2007.

1957: Nel giugno del 1957 viene disputata, a Madrid, l’ottava e ultima edizione della Coppa Latina una competizione a cui partecipavano le squadre vincitrici dei rispettivi campionati in Francia, Spagna, Portogallo e Italia. La modalità fu un quadrangolare in cui il Benfica si oppose dapprima ai francesi del St Etienne prima di essere battuto in finale dal Real Madrid. Il relativo gagliardetto presentava l’usuale forma triangolare in rosso con lo stemma del club centrale insieme alla scritta Coppa Latina.

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                  Gagliardetto Coppa Latina 1957

1957: Passano pochi mesi dalla Coppa Latina e il Benfica incontra, nella terza edizione della Coppa dei Campioni, il Siviglia. Non fu uno scontro che si concluse in gloria per il Benfica che venne eliminato già al primo turno. Il gagliardetto consegnato al capitano della squadra spagnola in occasione dell’incontro perso per 3-1 dal Benfica, riporta l’iscrizione con il ricamo a mano della competizione oltre alla scritta “Ao Sevilla F.C.” classica nei gagliardetti realizzati dai portoghesi. Nel retro questo gagliardetto riportava, su sfondo bianco, i colori della bandiera portoghese e quelli della nazionalità dell’avversaria. Questa usanza venne mantenuta a lungo, almeno fino alla fine degli anni sessanta, e in alcuni casi, come per il gagliardetto della Coppa Latina, la variante era quella di apporre soltanto il verde e il rosso della bandiera portoghese.