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La Penna degli Altri

Io sono Catania … Massimino Angelo

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(STORIEDICALCIO.ALTERVISTA.ORG di Tommaso Cardarelli – Foto WIKIPEDIA)

Il sito Storie di Calcio racconta la storia di Angelo Massimino, storico presidente del Catania. Ecco un estratto.

 […]  Angelo Massimino […] rilevò la squadretta dei tranvieri catanesi che giocava nel campionato Dilettanti, le mise il nome di Massiminiana perché fosse chiaro che era la squadra della famiglia e covò il progetto ambizioso e di rivincita di opporre un giorno la Massiminiana al Catania e batterlo. Poiché la Lega considerò irregolare il campo spelacchiato dove la Massiminiana giocava […] ordinò al fratello Salvatore di dipingere di verde il terreno.

 […] Massiminiana faceva più spettatori del Catania, e questo fu il primo successo. Il secondo fu la scoperta di “Petru o turcu”. Era Pietruzzo Anastasi, 16 anni, magro e scuro, che giocava forsennatamente a pallone e riparava termosifoni. Al Catania non lo avevano voluto.  […] Era il 1969. In una stagione, conquistò la Serie A. Debutto memorabile. Al Cibali scese la Juve con Pietruzzo Anastasi centravanti. I bianconeri strappano la vittoria a un quarto d’ora dalla fine, gol di Bettega. Il conte Cavalli, accompagnatore ufficiale della Juve, a fine partita si dirige verso Massimino e gli stringe la mano.

[…] Per il suo secondo campionato in Serie A spese sei miliardi. Ai giornalisti annunciò: «Sto partendo per un paese che non vi posso dire per comprare due brasiliani». Acquistò Luvanor, 22 anni, e Pedrinho, 26. Il primo doveva essere il nuovo Zico e il secondo più veloce di Falcao. Rinfacciò a Di Marzio. […] Acquistò Andrea Carnevale, che aveva 22 anni. Si scagliò contro l’arbitro Benedetti. […] Gridò al complotto affermando che gli avevano mandato Benedetti per non farlo vincere: con l’arbitro romano il Catania, in sei gare, non aveva mai vinto. Si scagliò contro Magni D’Elia: col primo aveva perso in casa contro il Verona, col secondo non era riuscito a battere l’Ascoli.
[…]   Acquistò Troja a 32 anni, Claudio Ranieri a 31 e Walter Novellino a 33. Chiamò Bulgarelli a fargli da general manager. Prese a calci il giocatore Sabadini che reclamava stipendi arretrati.
[…] Lasciò il Catania nel 1987 con un deficit di 5 miliardi. Rientrò negli anni Novanta per battersi contro la radiazione della società, esclusa dai campionati per una esposizione debitoria di 7 miliardi. Ricorse al Tar, ricominciò dai Dilettanti. Quando, tempo dopo, Matarrese confidò: «Col Catania abbiamo sbagliato », lui se ne uscì così: «Ti voglio bene, Matarrese».

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