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La Penna degli Altri

Hooligan: nascita, ascesa e declino

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(ULTIMOUOMO.COM di Indro Pajaro – Foto ANSA)

[…] Il Cambridge Dictionary definisce hooligan «una persona violenta che combatte o provoca danni in luoghi pubblici», indicando nell’hooliganismo la manifestazione di questo comportamento.

[…] Una simile associazione affonda le sue radici alla fine dell’Ottocento, dopo la fondazione della Football Association (FA) e la successiva legalizzazione del professionismo nel 1885. Proprio in quell’anno si registrò il primo caso documentato di violenza da stadio al termine dell’amichevole tra Preston North End e Aston Villa, vinta dai padroni di casa per 5-0. Le squadre furono assaltate con bastoni, pietre, calci e pugni da tifosi impazziti che le cronache dell’epoca definirono «teppisti urlanti» con una efferatezza tale da lasciare a terra incosciente un giocatore del Preston.

[…] L’hooliganismo ebbe un brusco calo – i registridella FA parlano di 71 episodi annotati tra il 1921 e il 1939 (poco meno di quattro per stagione)  – e negli anni del dopoguerra diversi giornali elogiarono a più riprese il comportamento del pubblico nelle finali di FA Cup.

[…] I settori più popolari dello stadio, le cosiddette end, divennero il luogo di aggregazione ideale dove poter affermare la propria autorità basandosi sulla violenza – a discapito di quei tifosi anziani e pacifici che furono in fretta emarginati e allontanati. Era la seconda fase di sviluppo di una devianza destinata a diventare un fenomeno di massa. Le prime avvisaglie vennero certificate nel 1966 dal Chester Report, un’inchiesta sullo stato di salute del calcio nel Regno Unito che mostrò come gli atti di teppismo fossero raddoppiati nei primi cinque anni del decennio rispetto ai precedenti venticinque. Combattimenti tra bande ebbero luogo praticamente ogni fine settimana e la stampa prese a interessarsi di questa spiacevole tendenza con tanto di prime pagine dedicate.

[…] Il 29 maggio 1974, durante la finale di ritorno di Coppa UEFA tra Feyenoord e Tottenham, i sostenitori degli Spurs si scatenarono per le vie di Rotterdam e dentro il De Kuip, inducendo l’allenatore della loro squadra, Bill Nicholson, a prendere il microfono nell’intervallo ed esclamare: «Siete una disgrazia per il Tottenham e l’Inghilterra! È una partita di pallone, non una guerra». Tre mesi dopo si registrò invece la prima vittima connessa all’hooliganismo, il diciassettenne tifoso del Bolton Kevin Olsson, accoltellato mortalmente nei pressi di Bloomfield Road durante una rissa contro i rivali del Bolton.

[…] Il tifo violento contagiò anche gli incontri della nazionale, seguita ovunque da un manipolo di teppisti intenti letteralmente a spaccare tutto – come testimoniato dai danni arrecati e dagli arresti subiti agli Europei del 1980 a Torino, ai Mondiali di Spagna 1982 e in Lussemburgo nel 1983 nella fase di qualificazione a Euro 1984.

[…] Nel frattempo l’hooliganismo aveva assunto i connotati di una spiacevole “disease”che raggiunse il picco nel 1985, annus horribilis del calcio inglese.  […] A maggio fu la volta del rogo di Bradford in uno stadio privo di estintori per paura che venissero usati come armi, ma soprattutto della strage dell’Heysel, che venne assunta come data spartiacque nella storia dell’hooliganismo e dalla quale nacquero tutte le successive leggi in materia.

[…] Nel 1985 la regina Elisabetta II emanò lo Sporting Events (Control of Alcohol etc) Actper contrastare il consumo esagerato di alcolici, all’epoca considerato una delle cause della devianza hooligan, vietandone la vendita e il possesso negli stadi, nelle aree limitrofe, su treni e autobus con la reclusione fino a tre mesi per i trasgressori. L’anno seguente il Public Order Act introdusse gli exclusion order con i quali la magistratura poteva impedire l’accesso negli stadi ai tifosi violenti, costringendoli anche all’obbligo di firma nelle stazioni di polizia.

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