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Il volo incosciente del Castel di Sangro …. tra gloria e intuizioni dello “sciamano” Osvaldo Jaconi

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Danilo Sandalo) – Una favola, spesso è stata definita tale la storia del Castel di Sangro, piccola realtà abruzzese di circa 5500 abitanti che a metà anni 90 ha scritto pagine di storia importanti in ambito calcistico, che definire romantiche rappresenterebbe ancora oggi un eufemismo dal quale è difficile discostarsi.
Una fioca luce nella nebbia, che piano piano diviene sempre più nitida, fino ad arrivare a brillare come un diamante, facendosi notare nell’ ambiente circostante del calcio professionistico, quel mondo del pallone in cui si trovano i grandi campioni, una sorta di galà della modernità e della vanità dove risiedono vizi e virtù della nostra contemporaneità.
Il Castello non ha paura di tutto questo, non si vergogna di partecipare “al ballo delle celebrità” per paura di poter sfigurare, ma quasi incoscientemente si butta a capofitto nell’ impresa con la coscienza di chi sa che l’ impresa può farla.
Cuore impavido e temerario quello della piccola “Cenerentola” abruzzese, sempre pronta ad affrontare ostacoli ardui che sanno spesso di lontane e medievali storie cavalleresche, in cui il cavaliere è pronto ad affrontare qualsiasi controversia ed ostacolo sapendo che la meta finale è rappresentata dalla conquista del cuore dell’amata. Allo stesso modo gli eroi calcistici di questa piccola realtà erano pronti ad affrontare ogni domenica ogni sorta di avversario per conquistare il cuore dei tifosi ed appassionati di calcio di ogni angolo d’ Italia e, perché no, anche d’ Europa e del mondo intero, dal momento che la storia del Castel di Sangro attirò le attenzioni dello scrittore americano Joe McGinniss il quale scrisse un libro sull’ epopea della squadra intitolato “The miracle of Castel di Sangro”.

Non si sa perché certe cose accadono nella vita, ma sicuramente nel momento in cui avvengono sono destinate a rimanere impresse negli anni a venire. Sono situazioni da cui trarre una morale o un esempio da proporre alle generazioni future, raccontate in maniera quasi leggendaria come se fossero appunto vicende cavalleresche dalla tonalità epica.

A tal punto che come in ogni storia medievale che si rispetti non può mancare il “mago” il quale con la sua saggezza e conoscenza crea la giusta alchimia affinché le situazioni possano prendere il verso desiderato verso nobili aspirazioni. Colui che in questa storia recita le veci di questa figura è senza dubbio l’allenatore Osvaldo Jaconi. Una figura suprema, dai contorni sciamanici, che riesce a trasmettere il suo carisma a tutta la squadra, rendendola consapevole delle proprie capacità oltre i propri stessi limiti. Lo fa con delle frasi ad effetto capaci di colpire nell’ animo e nella dignità di ognuno, così come avvenne nel 1995 subito dopo la semifinale di andata dei playoff di Serie C2, persa a Livorno per 4-2.

Durante la settimana scrisse sulla lavagnetta la nota frase di Albert Einstein che recitava “Secondo le leggi della fisica, il calabrone non potrebbe volare per via della forma e del peso, in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare”. Il colpo ad effetto di quella metafora fu la vittoria per 2-0 che qualificò gli abruzzesi per la finale di Ascoli contro il Fano, terminata 3-3 e vinta successivamente ai calci di rigore per 7-5.
Ma non finisce qui. L’ anno successivo dopo aver disputato un campionato di vertice in Serie C1, chiuso al terzo posto alle spalle della vincitrice Lecce di Giampiero Ventura e dell’ Ascoli del bomber Mirabelli, il piccolo Castello si ritrova a giocarsi la finale dei playoff per la promozione in Serie B proprio contro i bianconeri marchigiani sul neutro dello Stadio “Pino Zaccheria” di Foggia.
In settimana Jaconi si era reso protagonista di un altro colpo di genio, simile a quello dell’ anno prima, scrivendo ancora sulla lavagna dello spogliatoio “Niente di splendido fu mai scritto se non da coloro i quali osarono credere che, dentro di loro, qualcosa era superiore alle circostanze”.

Mister Jaconi con l’allora Presidente del Castel di Sangro Gabriele Gravina oggi Presidente della FIGC (Foto cronachefermane.it)

Ancora una frase ad effetto che fece scatenare la forza e la determinazione dei suoi ragazzi.
Il 22 giugno alle 16:30, in un caldo quanto afoso pomeriggio di inizio estate si affrontano “Davide contro Golia”. L’ incontro termina 0-0, si va ai supplementari ed al 119’ minuto con il risultato di parità, in attesa dei rigori, mister Jaconi prende in mano la situazione e si rende protagonista di un’idea folle quanto bizzarra, ma che alla fine si rivelerà vincente: richiama in panchina il portiere titolare De Juliis e manda in campo Pietro Spinosa. Una decisione simile a questa del resto era già stata presa dal mister nella precedente sfida di semifinale contro il Gualdo quando all’ 88’ minuto Jaconi mandò in campo D’ Anna al posto dell’idolo di casa Bonomi.

Con il risultato sullo 0-0 aveva tolto un calciatore estroso per un difensore, ma al 90’ sarà proprio il nuovo entrato a siglare il gol vittoria. A questo punto gli attributi del mago e sciamano non sono più fuori luogo.
Stessa storia a Foggia dove ci sono voluti ben 14 rigori per decretare la vittoria degli abruzzesi e sarà proprio Pietro Spinosa a neutralizzare il rigore decisivo calciato da Manuel Milana.
È fatta! Il Castel di Sangro vola in Serie B, grazie alle prodezze dei suoi calciatori, ma soprattutto grazie alle intuizioni strabilianti del suo allenatore, e come un calabrone non sente il peso della ribalta e quasi inconsciamente continua il suo volo senza pensare di non poter volare.
La favola del Castel di Sangro continuerà per altre due stagioni nella cadetteria, ma questa è un’altra storia.
Il percorso del Castello fino all’ approdo in Serie B ci insegna quanto la leggerezza sia alla base della riuscita dei sogni della vita, di quanto l’uomo fin dall’antichità abbia sempre sognato di volare e quanto la paura del volo stesso abbia provocato talvolta cadute rovinose.
Con questo risultato la piccola squadra abruzzese dimostrò al mondo quanto sia importante coltivare i propri sogni e liberarsi dalle zavorre per raggiungere orizzonti non visibili all’umana vista. In volo.

Appassionato di filosofia, letteratura e sport con un passato da calciatore. Tecnico marketing di promozione e comunicazione turistica, laureato in Scienze Sociali per lo sviluppo e la cooperazione internazionale. Collabora con DilettantiPuglia24, CalcioWebPuglia (dove è incaricato di narrare le vicende dell'US Lecce), Metis Magazine, MondoCalcioNews e ora... con GliEroidelCalcio

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