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Libri: “Renato Pieraccioli – Un uomo, un padre, uno sportivo”. Corso allo Stadio “Berta” con il C.T. Vittorio Pozzo

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Per la rubrica “Libri” abbiamo raggiunto e intervistato Manila Pieraccioli e Sauro Barbagli, autori del libro “Renato Pieraccioli – Un uomo, un padre, uno sportivo”, edito da Aska Edizioni.

E’ il racconto della vita di un uomo, ma soprattutto di uno sportivo, scomparso improvvisamente dopo un derby calcistico.

Nel 1944 dopo la fine di una partita amichevole con la squadra di San Giovanni V.no di lui si perderà ogni traccia a seguito di tafferugli avvenuti, negli spalti e fuori dal campo di gioco, per il risultato della partita. Molte sono state le ipotesi, nessuna è stata confermata. L’unica verità è la scomparsa di un uomo che ha fatto del settore giovanile e del calcio un obiettivo, raggiungendo traguardi di eccellenza per una città di provincia, in epoche in cui ancora non si conosceva bene l’importanza determinante dell’allenamento.

Oggi un estratto del libro in cui si narra del corso frequentato dal Pieraccioli nel luglio del 1943 dove affinò la formazione tecnico-professionale allo stadio Berta di Firenze (successivamente divenuto “Franchi”) avendo come relatore, tra gli altri, anche il C.T. Vittorio Pozzo e con la supervisione del Marchese Ridolfi presidente della F.I.G.C.

Il team de GliEroidelCalcio.com

 

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L’affinamento della sua preparazione: corso allo stadio “Berta” con il C.T. Vittorio Pozzo

Pieraccioli nel 1943 completa anche la sua formazione tecnico – professionale partecipando ad un corso nazionale presso lo stadio Berta a Firenze.

Questo gli permette di essere incluso nell’elenco, a quel tempo non molto numeroso, degli allenatori nazionali e di dare dimostrazione della sua innata capacità organizzativa e passione per lo sport.

Il corso che frequentò era suddiviso in trenta lezioni, dirette dal C.T. Vittorio Pozzo, durante il quale vennero trattati tutti gli aspetti della disciplina calcistica.

“Il C.T. Pozzo ha rievocato le lezioni dimostrative di ginnastica impartite dal prof. Corrias, dimostrando la necessità e l’importanza che la preparazione fisica del giocatore e come in questo il prof. Corrias sia riuscito efficacemente ad avvalorare l’efficacia dei sistemi di ginnastica a corpo libero. Ha pure annunciato che tali lezioni verranno pubblicate in dispense mentre la Federazione ha in animo di creare anche un giornale che tratterà di tecnica e di altri argomenti inerenti al gioco del calcio. E’ in seguito passato a ricordare gli insegnamenti del prof. Ghidoli sui sistemi di pronto soccorso in caso di infortunio dei giocatori nonché le istruzioni del prof. Viziano circa le cautele igieniche dei calciatori ed i criteri scientifici sulla loro alimentazione. Ha parlato poi della tecnica di gioco individuale illustrata dal collega Zappa soffermandosi ancora ad esaminare il pro e il contro nella dibattuta questione del “sistema.”

Ha preso la parola l’ing. Barassi, segretario della Federazione, che ha illustrato i vari argomenti trattati durante il corso nei riguardi della posizione dell’allenatore e dei regolamenti annessi; dopo aver accennato ad argomenti che toccano la vita sindacale dell’allenatore e il progetto di previdenza a favore della categoria, l’ing. Barassi s’è soffermato sul gioco scorretto e sulle punizioni che col nuovo regolamento vengono inflitte, dimostrando le ragioni morali che hanno indotto la Federazione ad attuarle.

L’ing. Barassi ha concluso, applaudito, elevando un plauso a quanti con la loro opera danno vita ad uno degli sport più giustamente popolari.”

Partecipanti al corso di formazione allo stadio Berta di Firenze 1943 (Foto autografata da Vittorio Pozzo)

Partecipanti al corso di formazione allo stadio Berta di Firenze 1943 (Foto autografata da Vittorio Pozzo)

Pozzo naturalmente teneva lezioni teoriche che mettevano in evidenza l’idea calcistica dell’epoca, ben diversa da quella che siamo abituati ad ascoltare nei programmi sportivi televisivi.

“Pozzo ha impostato la sua lezione partendo da due principi fondamentali del calcio moderno:

1) la tattica dei passaggi brevi con la palla a terra, rapidità di smarcamento, chiamato tipo di gioco scozzese;

2) gioco alto, a larghi passaggi, tipo inglese.

Il curioso è che analogamente ai due tipi di gioco si dà la preferenza a tipi opposti di giocatore, in quanto il gioco scozzese preferisce dei giocatori di non eccessiva statura, del tipo che il prof. Viziano ha definito brevilineo, mentre il gioco inglese preferisce il giocatore alto, longilineo. Hanno subito seguito le teorie del gioco scozzese Vienna, Praga o la Germania del sud, cioè la Baviera, mentre il tipo di gioco inglese ha trovato seguaci nel nord della Germania, in Danimarca e negli altri paesi scandinavi.”

Il corso si concluse con un rapporto tenuto dal Marchese Ridolfi, presidente della F.I.G.C. il quale ringraziò gli insegnanti che avevano prestato la loro competenza tecnica-scientifica, con particolare riguardo a Pozzo, ed annunciò che questi tipi di aggiornamenti si sarebbero tenuti a cicli biennali per non lasciare sguarnita la federazione di allenatori competenti e preparati.

Il corso di preparazione permise quindi a Renato di entrare in contatto con quelli che erano gli allenatori di tutte le serie calcistiche nazionali e di svolgere localmente anche attività per la Federazione calcistica come la scelta dei migliori calciatori della vallata per la creazione di una squadra rappresentativa regionale.

“A Montevarchi l’allenatore Pieraccioli selezionerà gli elementi migliori delle due squadre valdarnesi per formare la rappresentativa regionale che si incontrerà il 10 con la Fiorentina. Un torneo a carattere provinciale, sarà organizzato prossimamente a Montevarchi.”

Renato si dedicò quindi molto alla ricerca della perfezione del suo operato e raggiunse nella compagine degli allenatori della sua zona l’eccellenza teorica e tattica, legata anche ad una competenza di tipo scientifico che prima di allora non era conosciuta negli ambienti montevarchini, infatti in questo periodo gli allenatori in possesso di competenze derivate da corsi di formazione specifici erano molto rari.

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