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La Penna degli Altri

Bachini: “Trattato come il Riina del calcio…mi sono sentito umiliato”

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Jonathan Bachini torna sotto la luce dei riflettori con un’ intervista rilasciata al quotidiano Libero. L’ ex calciatore, dopo un intervento delle figlie in TV da Barbara D’ Urso, le quali rivendicavano il fatto che da circa tre anni non hanno un rapporto con il genitore, ha rotto il silenzio parlando del suo passato nel mondo del calcio e di tutto quello che gira intorno ad esso, ma anche della sua condotta durante gli anni da atleta che, seppur non impeccabile, non ha mai danneggiato nessuno se non se stesso.
Una confessione dalla quale emerge un Bachini tutt’ altro che irresponsabile in quanto afferma con spontaneità, sincerità e dignità “Mi vergognavo, sono stato trattato come il Totò Riina del calcio! Ho fatto uso di stupefacenti ma non legati alle partite di calcio ma nella vita quotidiana, in modo saltuario e personale. Ad un test antidoping sono stato trovato positivo alla cocaina e sono stato sospeso. Era la stagione 2004/2005 e il 26 novembre 2004 sono stato squalificato per nove mesi e licenziato dal Brescia, la squadra per cui giocavo. La squalifica viene poi aumentata a un anno dalla Commissione d’appello Federale”.
Nel 2006 va al Siena ma anche qui ricasca nell’errore precedente ed il 3 marzo 2006 viene prima sospeso in via cautelativa per essere poi squalificato a vita con conseguente radiazione.
Una mazzata del genere stenderebbe un leone e lo stesso Bachini lo ammette “E’ stata una mazzata terrificante. Sensi di colpa verso la mia famiglia, i miei figli e nei confronti di chiunque mi volesse bene e avesse riposto fiducia in me. Ci sono ricaduto per delle leggerezze e delle casualità. Non sono mai stato un “tossico” e non ho mai avuto bisogno di andare in un centro per farmi disintossicare. Era veramente e stupidamente casuale”.
Nonostante tutto però la forza, la determinazione, l’orgoglio e la dignità di Bachini lo portano a non abbattersi e provare a ricominciare.
Attualmente lavora come operaio al Porto di Livorno dopo aver fatto in precedenza sia il cameriere che il barista e, seppur non da miliardario, può ritenersi soddisfatto di essere riuscito nella risalita e rinascita dopo un periodo così buio e burrascoso, ma il rammarico per come sia andata la sua vicenda rimane tutto così come egli stesso ricorda “ho ormai da anni una vita normale dove mi spacco la schiena tutti i giorni facendo l’operaio. Però sono contento di questo. La cosa vera è come il mondo del calcio mi ha trattato…”
Oggi Jonathan Bachini tracciando un bilancio sul mondo del calcio parla anche degli amici che gli sono rimasti citando solo Edoardo Piovani e Antonio Filippini, ma riuscendo infine a sintetizzare che “A ventitré anni ero convocato in nazionale e giocavo nella Juventus, spesso alcuni di noi non sono capaci di gestire tutto questo e, anche momentaneamente, si perdono. Penso però che se io avessi sempre e solo fatto l’operaio tutto questo non sarebbe successo.”

(Foto da Wikipedia)

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