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Le Provinciali in Serie A- Catanzaro e il suo bomber Palanca “ammazza-romane”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Francesco Quattrone) –  Il Catanzaro, nello spareggio giocato a Napoli il 27 giugno 1971 contro il Bari, vince per 1-0 grazie alla rete di Mammì. Questi gli undici scesi in campo sotto gli ordini di Seghedoni: Pozzani, Marini, Massari, Benedetti, Bertoletti, Busatta, Gori, Franzon, Mammì, Banelli, Ciannameo (dal 68’ Braca). La coppia Ceravolo-Seghedoni porta il Catanzaro nell’Olimpo del calcio, tutta la Calabria è in festa. La stagione 1971/72 in A inizia a Torino contro la Juventus, sconfitta per 4-2. Il girone di andata si conclude con soli 9 punti. Nel ritorno arriva una data storica: 30 gennaio 1972. I giallorossi trovano la prima gioia proprio contro i bianconeri con l’uomo dello spareggio, ancora lui: Mammì. Non basta però per evitare la retrocessione visto il cammino magro, solo 3 vittorie, 15 segni X e 12 ko.

In cadetteria è rimasto per ben quattro stagioni. Poi il Catanzaro riassapora la Serie A nel 1976/77 con Massimo Palanca e Gianni Di Marzio. La permanenza è breve, infatti, si conclude con il penultimo posto in classifica. Dopo l’ennesima caduta si rialza nella stagione 1978/79, la coppia è Ceravolo-Carletto Mazzone.  Il piazzamento è molto buono, il Catanzaro si piazza a metà classifica trascinato dal bomber Massimo Palanca, autore di 10 reti. Altri giocatori da ricordare di quella rosa sono Orazi, Ranieri, Improta, Sabadini e Turone. L’anno successivo cambio di presidenza e con il passaggio a Merlo arriva la completa fiducia a Mazzone.

Però si ritorna al solito campionato turbolento (5 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte) con un terz’ultimo posto ma retrocessione evitata questa volta per decisione della CAF su Milan e Lazio per lo scandalo scommesse. Oltre al pericolo scampato, fa il suo esordio Massimo Mauro, altra bandiera giallorossa nei suoi tre anni di Catanzaro. Poi il salto di qualità personale vicino ai grandi numeri dieci del mondo del calcio: Platini, Zico e Maradona.

Una fetta di storia e merito per tali soddisfazioni va senza alcun dubbio al presidentissimo Nicola Ceravolo (dal 1958 al 1979) artefice della cavalcata fino alla massima serie. Un’impronta che ha lasciato il segno. Non a caso oggi a lui è intitolato lo Stadio e dedicato un Memorial.  Si arriva alla stagione 1980/81 con Merlo che affida la panchina a Burgnich. Scelta azzeccata e ottavo posto in cassaforte grazie ai gol di Palanca (13), vicecapocannoniere della Serie A dietro a Pruzzo. Il tutto porta uno score di 6 vittorie, 17 pareggi e 7 sconfitte. Nella stagione successiva in panchina arriva Pace, e senza Palanca, ma con Bivi si vola al sesto posto con 9 vittorie. Nei ricordi dell’ambiente giallorosso la doppia vittoria sul Milan (3-0 e 1-0 a San Siro) e sul Toro a Torino.

L’icona ancora ben presente nel mondo Catanzaro è solo una, ovvero, Massimo Palanca. Egli vanta 332 presenze e 115 reti tra A e B con la maglia giallorossa. La caratteristica del bomber giallorosso viene descritta in un’intervista della Gazzetta dello Sport del 23 marzo 1981 dopo la sfida contro la Roma terminata 1-1 : “Io con le difese a zona vado a nozze”. E poi un particolare, quando vede squadre romane va sempre in gol. In quella circostanza è arrivato il sesto gol contro la Roma, in totale negli ultimi tre campionati dell’epoca ha realizzato 10 contro i club della capitale. Definito, appunto, “ammazza-romane”.

Poi dal campionato 1982/83 ritrova la Serie B e inizia il declino tra alti e bassi problemi di vario genere. Oggi, il Catanzaro milita in Serie C con vista passato per ricostruire il futuro.

(IN COLLABORAZIONE con Santo Quattrone)

Foto WIKIPEDIA

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Nato a Rossano (Cosenza), classe 1993, Giornalista e telecronista. La passione per il calcio nasce fin da piccolo, una sorta di seconda vita.

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