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30 aprile 1996 – Capello e la decisione amara di lasciare il Milan

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Francesco Quattrone)- Un amore incondizionato quello tra Fabio Capello e il Milan fin dai tempi in cui indossava gli scarpini. Infatti, concluse la sua carriera da calciatore proprio con i colori rossoneri. Poi, l’inizio della sua nuova vita quella da allenatore proprio qui, dalla Primavera alla prima squadra, portando il Milan a grandi risultati. Nonostante le difficoltà del caso nello sostituire Arrigo Sacchi non era roba semplice.

Eppure, la perplessità iniziale,  vista la sua poca esperienza, si trasforma in uno dei cicli  di successi più vincenti della storia rossonera. Fra il 1991 e il 1996, infatti, la squadra allenata dal bisiaco si aggiudicò quattro scudetti, di cui tre consecutivi (1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996), e una Champions League (1993-1994), e disputò altre due finali della massima competizione continentale per club nel 1993 e nel 1995; stabilì inoltre numerosi primati, tra cui il maggior numero di risultati utili consecutivi in Serie A (58).

Nell’edizione della Gazzetta dello Sport del 30 aprile 1996 arriva la decisione un po’ a sorpresa ma ricca di amore da parte del tecnico rossonero: “Ciao Milan. Ti amo, ti lascio”.

Spiega le sue motivazioni: “L’anno scorso a maggio la società  mi propose quel contratto con le famose clausole che mi obbligavano a vincere uno scudetto e la coppa Uefa. A quel punto io mi sono sentito messo in discussione. Non mi andava di fare il capro espiatorio. D’accordo non avevamo vinto niente, ma venivamo anche da una stagione massacrante cominciata con i mondiali in USA. In quel momento ho deciso di non firmare dicendo a Galliani di non preoccuparsi. Stia tranquillo, ho aggiunto, farfi di tutto pur di vincere il prossimo scudetto. lo amo le sfide, e se lei mi conosce, e mi conosce benissimo, vedrà che mi impegnerò al massimo per centrare anche questo obiettivo”.

La testa però era già a Madrid: “Dopo aver allenato, una squadra come il Milan guidata da un uomo eccezionale come il dottor Berlusconi, non me la sono sentita di dirigerne una italiana. Non avrei potuto venire a San Siro per sedermi dall’altra parte. Ho scelto invece una società come il Real perché è una garanzia che mi dà enormi stimoli per il futuro. Intendiamoci, io non ho ancora firmato, però è solo questione di tempo”.

Infatti, Capello quell’estate diventa il nuovo tecnico del club spagnolo. L’amore per il Milan non si discute, in quella circostanza un po’ di incomprensione, con una porta sempre aperta che rimandano ad una futura collaborazione. Capello ritorna al Milan dopo una sola stagione in Liga: “La mia avventura al Real Madrid finì con una telefonata di Berlusconi che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no”.

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