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La Penna degli Altri

Il racconto di Germania – Olanda del 1974

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Storie di Calcio e la narrazione di una delle finali più incerte mai giocate in un campionato del mondo. Olanda contro Germania, due concezioni calcistiche diametralmente opposte. Ve ne proponiamo uno stralcio.

[…] Siamo ora nel 1974, e il terreno è quello di Monaco di Baviera: non può esistere occasione migliore per riconquistare quel titolo che è lontano dalla Germania da ormai vent’anni. Facile a dirsi, ma dall’altra parte c’è la magica Olanda tutte stelle, la compagine che ha fatto del calcio totale il proprio biglietto da visita. È la festa del calcio atletico, la giornata della muscolarità al potere. I puristi del football storcono la bocca, immaginando più in sintonia con il bel gioco la piccola finale tra Brasile e Polonia, due rappresentative nettamente diverse come impostazione tecnico-tattica rispetto alle magnifiche finaliste.

[…] Il direttore di gara fischia l’inizio e questa storia viene immediatamente smantellata dai fatti: Johan Cruijff riceve il pallone, e quando accenna all’entrata a percussione in area di rigore viene sbattuto giù da Hoeness. Rigore. Non sono trascorsi che una quarantina di secondi dal via e già la partita è ad una svolta. Tira Neeskens, implacabile dagli undici metri e fredda Maier. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe cominciata così? […] L’offensiva dei padroni di casa merita però uno sbocco positivo. Questo giunge al 25′: a tre quarti campo, sull’out sinistro, inizia la fuga di Hölzenbein. Ripetendo un classico errore, nessun olandese gli va incontro direttamente. L’ala avanza ancora, tutti si aspettano il cross. Invece, con grande intelligenza, Hölzenbein prosegue l’azione ed entra autoritariamente in area per cercare il fallo. Jansen, un instancabile mediano alquanto stupidotto in fase di copertura, lo stende. Taylor, come nel primo caso, non ha esitazione alcuna e fischia il penalty. Breitner contro Jongbloed, il portiere matto sempre vestito di giallo. Il terzino non fa una piega, sistema la palla sul dischetto e gela il portiere con una finta impercettibile. Jongbloed, come suo solito, non tenta nemmeno di tuffarsi, quasi non volesse sporcarsi la divisa da canarino. Il gol incassato, tuttavia, non scarica il «matto».

[…] Si giunge cosi verso la fine del primo tempo: molti pensano già al riposo quando Rainer Bonhof scende sulla destra e mette rasoterra al centro per Müller. La tecnica del piccolotto bavarese non è certo quella di un brasiliano, ma il suo fiuto per il fondo della rete non ha pari al mondo. Sul cross del compagno Müller tenta lo stop, che però non gli riesce. La palla rimane tuttavia nel raggio di due-tre metri. Gerd fa due passi indietro e si gira fulmineo toccando verso la porta. Il suo destro non è per nulla irresistibile, viaggia lentissimo. Jongbloed è completamente spiazzato, ridicolmente e colpevolmente appostato sul primo palo. La sfera, mogia mogia, si insacca. 2-1 all’intervallo, la
situazione è capovolta.

[…] Si chiude in festa, la Germania è campione del mondo. […] Franz Beckenbauer alza per primo il trofeo, seguito da Sepp Maier, Breitner, Vogts e tutti gli altri.

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