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6 giugno 1978 – L’Italia cala il tris all’Ungheria e getta le basi per il futuro

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Francesco Quattrone) – Il 6 giugno di 43 anni fa l’Italia di Bearzot rifila un netto tris all’Ungheria e si qualifica per la seconda fase del Mondiale in Argentina. Una prestazione di livello, come per dimostrare a tutti la forza di un gruppo straordinario. Quella partita può considerarsi l’inizio di un ciclo che poi ha permesso agli Azzurri di compiere imprese e trionfi negli anni successivi. Nonostante le incertezze, i dubbi e il pessimismo che avevano accompagnato l’Italia a questa avventura, grazie a quei novanta minuti giocati da grande squadra, furono sciolti come neve al sole.

Insomma, si riaccende l’entusiasmo: dai fischi al pieno sostegno. La prima nazionale allenata da Enzo Bearzot è stata classifica come la selezione azzurra più forte a non aver mai vinto un mondiale. E già, le stranezze del calcio e la regola sempre lì in mente: non sempre i più forti trionfano.

Infatti, nella spedizione azzurra in Argentina si faceva fatica a trovare una defezione agli undici titolari. Da Zoff, passando per la linea difensiva comandata da Scirea e Benetti e la qualità a centrocampo con Cabrini e Tardelli, fino alla coppia dei sogni Bettega-Rossi. Non si è vinto, vero, ma era solo questione di tempo. La base costruita era forte ed era il primo passo da fare per un futuro glorioso.

LA PARTITA- Dopo un inizio di studio, l’Italia si accende. Pablito Rossi apre le danze alla mezz’ora di gioco e subito arriva il colpo del ko per l’Ungheria con il bis di Roberto Bettega. Non c’è più partita, dominio azzurro in tutti i reparti e a sottolinearlo ancora una volta: ecco il tris di Romeo Benetti. L’Ungheria reagisce solo nel finale su rigore siglando il gol della bandiera.

Una netta prova di forza da parte degli azzurri, come avvertimento alle altre squadre, l’Italia c’è.

Nel post partita il tecnico azzurro prevedeva ciò che sarebbe avvenuto negli anni successivi: “ Con la Francia la squadra è stata inferiore alle aspettative, con l’Ungheria invece ha risposto in pieno. Ma questo complesso è destinato a migliorare. I ragazzi crescono moralmente e fisicamente di giorno in giorno, non ci sono polemiche e non ci sono storie”.

Foto WIKIPEDIA 

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Nato a Rossano (Cosenza), classe 1993, Giornalista e telecronista. La passione per il calcio nasce fin da piccolo, una sorta di seconda vita.

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