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6 giugno 1973 – L’Independiente de Avellaneda vince la Copa Libertadores

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati) – L’Independiente de Avellaneda, aveva già vinto per due volte di fila la Copa Libertadores nel 1964 e nel 1965. La conquista di quel trofeo nel 1973 faceva seguito a quella del 1972 e sarà seguiti da altri due trionfi, di quella competizione continentale di club, portando il computo delle vittorie di seguito del titolo a quattro. Si tratta, probabilmente, del più lungo ciclo di conquiste consecutive mai registrato in quel torneo.

La formula della Coppa Libertadores era più o meno la stessa da un paio di anni: diciotto squadre suddivise in cinque gironi. Le prime classificate passano al turno successivo. Turno al quale prende parte anche il detentore del titolo che, in quanto tale, aveva diritto a saltare la prima fase eliminatoria.  Alle semifinali arrivano dunque sei squadre: le cinque vincitrici dei gironi iniziali più il club campione in carica. Si formano quindi due mini gironi, di tre squadre ciascuno, da cui devono uscire due finaliste: le vincitrici dei due mini gironi di semifinale.

Alla competizione parteciparono: Atletico San Lorenzo de Almagro e Independiente de Avellaneda (Argentina); Club Sport Emelec e Deportivo El Nacional (Ecuador); Deportivo Cali e Millonarios (Colombia); Deportivo Jorge Wilstermann e Oriente Petrolero (Bolivia); Cerro Porteño e Club Olimpia (Paraguay); Palmeiras e Botafogo (Brasile); Sporting Cristal e Universitario (Perù); Colo-Colo e  Unión Española (Cile); Nacional e Peñarol (Uruguay).

Visto che tra le squadre appena citate c’è il Cerro Porteño apro una parentesi a proposito di questo sodalizio sportivo. Chi ha un minimo di dimestichezza con lo spagnolo sa che il termine “Porteño” è sinonimo di “Bonaerense”. Per questo motivo, sono rimasto stupito nel vedere tale aggettivo affiancato a questo club paraguaiano dove credo militi ancora il mai dimenticato (dal popolo genoano) Mauro Boselli.

Così, l’insolita associazione tra l’aggettivo “porteño” e un club di calcio paraguaiano, mi ha spinto a fare qualche ricerca: il Cerro Porteño, abbreviazione di Club Cerro Porteño, è una società calcistica di Barrio Obrero, sobborgo di Asunción, in Paraguay, conosciuto come “el club del pueblo”, dato che la maggior parte dei suoi tifosi appartiene alla classe operaia o alle classi sociali inferiori, a differenza di Olimpia e Libertad, formazioni storicamente sostenute maggiormente dalle classi superiori.

La fondazione del Club Cerro Porteño risale al 1º ottobre 1912. La squadra deve il proprio nome alla battaglia combattuta il 19 gennaio 1811 tra le forze di Buenos Aires (i porteños) e l’esercito paraguaiano sul Cerro Mbaé (collina Mbaé, soprannominata da allora Cerro Porteño). Le truppe del Paraguay (che all’epoca era una colonia spagnola) furono abbandonate dal comandante spagnolo, ma continuarono a battersi sotto la guida degli ufficiali paraguaiani, fino a riportare una grande vittoria.

Terminata questa parentesi storica, possiamo tornare alla Copa Libertadores del 1973.

Nei gironi preliminari, la prima classificata del gruppo A fu la squadra argentina del San Lorenzo, mentre nel gruppo D i primi furono i colombiani del Millonarios. Essi, come già detto, insieme ai detentori argentini dell’Independiente, andarono a formare il gruppo A dei semifinalisti. Negli altri gironi preliminari, i primi furono i brasiliani del Botafogo (gruppo B), i cileni del Colo-Colo (gruppo C) che, tra l’altro, schieravano quello che alla fine sarebbe risultato il capocannoniere del torneo (Carlos Caszely), e i paraguayani del Cerro  Porteño. Questi  tre  club  andarono  a  comporre  l’altro mini girone di  semifinalisti, quello del gruppo B.

Dal girone A di semifinale, con cinque punti in classifica, uscirà  vincente l’Independiente, in virtù di una sconfitta e una vittoria con i Millonarios e un pareggio e una vittoria con il San Lorenzo. Dietro, nella classifica di questo mini girone, il San Lorenzo secondo a quattro punti e Millonarios a tre.

Nel girone B,  si afferma come capolista il club cileno del Colo-Colo che, nonostante una sonora sconfitta per 5 a 1 proprio con il Cerro Porteño, finirà primo a 5 punti, grazie alla  vittoria nell’altro  match  con  i  paraguaiani e ad una vittoria e un pareggio contro i brasiliani del Botafogo.

I finalisti sono dunque gli argentini dell’Independiente di Avellaneda e i cileni del Colo-Colo di Santiago.

La sfida tra cileni e argentini inizialmente prevedeva due partite tra andata e ritorno. Ma visto che i due incontri in questione finirono in parità fu necessaria organizzare una “bella”. In effetti, nella partita di andata in Argentina,  dopo essere andati in vantaggio, i cileni furono raggiunti a dieci minuti dalla fine. Mentre a Santiago la partita finì zero a zero. Lo spareggio finale, sul campo neutro di  Montevideo, fu deciso  ai supplementari, quando l’Independiente segno il gol del definitivo due a uno, grazie a Miguel Giachello.

Da notare che, stando alle cronache, ci furono favoritismi a vantaggio dell’Independiente in tutte e tre le partite. Nella prima, il gol argentino era probabilmente da annullare per un’evidente carica irregolare sul portiere del Colo-Colo. Nella seconda partita venne annullato un gol, apparentemente regolare, realizzato da Carlos Caszely e nello spareggio finale ci fu l’ingiusta espulsione di Lionel Herrera.

Dei partecipanti a queste tre finali, mi piace ricordare due argentini e un cileno: Daniel Bertoni, ai tempi appena arrivato all’Independiente e che in seguito avrebbe giocato nel campionato italiano, indossando le maglie di Fiorentina, Napoli e Udinese; Ricardo Bochini, allora diciannovenne, che di lì a pochi mesi avrebbe segnato il gol decisivo della Coppa Intercontinentale, nella finale contro la Juve;  Carlos Caszely, giocatore impegnato contro la dittatura di Pinochet, giustamente ricordato nel film di Eric Cantona, “I Ribelli del Calcio”.

IL TABELLINO.

6 giugno 1973. Stadio Centenario, Montevideo. Spettatori:  50 000.

Independiente-Colo-Colo 2-1

Marcatori: Mario Mendoza, 25′ (1-0); Carlos Caszely, 39′ (1:1); Miguel Ángel, 107′, Giachello (2:1).

Espulsioni. Leonel Herrera (77′).

Arbitro:  José Romei (Paraguay).

Independiente: Miguel Ángel Santoro, Eduardo Commisso, Francisco Sá, Miguel Ángel López, Ricardo Pavoni, Alejandro Semenewicz,
Miguel Ángel Raimondo, Rubén Galván, Daniel Bertoni, Eduardo Maglioni (69′), Mario Mendoza
(75′). Allenatore: Humberto Maschio.
Sostituzioni. Ricardo Bochini (69′), Miguel Ángel Giachello (75′).

COLO-COLO: Adolfo Nef, Mario Galindo,
Leonel Herrera, Rafael González, Alejandro Silva
(75′), Francisco Valdés, Guillermo Páez, Sergio Messen, Carlos Caszely, Sergio Ahumada, Leonardo Véliz (86′). Allenatore: Luis Álamos.
Sostituzioni. Gerardo Castañeda (75′), Alfonso Lara (86′).

Foto WIKIPEDIA 

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Classe 1963, genovese e genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020; della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020. Infine, coautore, con Emmanuel Bonato, del libro di didattica della lingua italiana, “Imbarco Immediato”, Fanalex Publishing, Ginevra, 2021. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

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