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La Penna degli Altri

Chievo Verona, una favola senza lieto fine

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Il sito RIVISTACONTRASTI.IT si sofferma sulla storia calcistica del Chievo Verona, non solo calcio. La prima volta in Serie A nel 2001, poi il sogno chiamato Champions League e poi quella passione unica del patrone del club clivense: disegnare le maglie della sua squadra.

20 anni fa l’inizio della favola…

[…] Il giorno in cui agli asini spuntarono le ali in groppa fu il 3 giugno 2001 quando il Chievo, squadra della frazione di quattromila anime sulla sponda dell’Adige, approdò per la prima volta in Serie A: fu l’inizio dell’ultimo miracolo italiano del calcio di provincia, una favola senza lieto fine, inghiottita dalle grinfie di una notte di mezza estate di venti anni più tardi. […] 

Dalla retrocessione alla Champions League

[…] Anni di bivacchi dopo le stagioni della gloria. Dalla prima retrocessione del 2007, arrivata dopo un clamoroso preliminare di Champions League partorito dal terremoto Calciopoli, il Chievo ha vivacchiato in periferia, schiacciato dal peso del proprio exploit.

Ha pagato lo scotto dell’irruzione dalla classe popolare ai palazzi della media borghesia. Era il Chievo Verona di Gigi Delneri, allenatore eretico cresciuto nel mito del Totaalvoetbal di Michels e Cruyff, di Luciano, che in principio fu ‘Eriberto’, e di Sergio Pellissier, il centravanti sceso dai monti della Val d’Aosta per cavalcare il ciuco con le ali. È stato anche il Chievo di Rolando Maran, che qualcuno battezzò ‘pandoro meccanico’ elogiandone l’esperienza (età media della rosa tra le più alte mai viste in A) e la straordinaria solidità difensiva. Un club che è tornato a vestire i panni di Cenerentola ancor prima della mezzanotte. Una creatura cresciuta in fretta e travolta da una senilità precoce. […] 

La somiglianza a Harry Potter e la passione per le maglie

[…] Ma era soprattutto il Chievo Verona del presidente Luca Campedelli, una somiglianza col maghetto Harry Potter e proprietario della Paluani, l’azienda che produce croissant e famosa per i pandori natalizi. Il patron appassionato di scherma (nel 2011 è stato campione italiano di scherma storica per l’epoca Medievale) e di maglie da calcio. Celebri i suoi disegni sulle divise del Chievo: dalle ispirazioni al Newton Heath (il club che diede i natali al Manchester United, di cui Campedelli è gran tifoso) e ai New York Yankees, fino alle citazioni in latino e ai richiami all’amato Medioevo. Campedelli, seguendo gli insegnamenti del padre Luigi, ripeteva che «il pandoro non può mangiare il calcio» […] 

(RIVISTACONTRASTI.IT di Luca Pulsoni)

Foto WIKIPEDIA 

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