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Gagliardetti & Dintorni di Marco Cianfanelli

La squadra “dei cinque scudi”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Marco Cianfanelli) – Oltre ai campionati europei per le nazionali maggiori, nel corso del 2001 si è disputato anche il torneo, organizzato dall’UEFA, relativo alle selezioni Under 21.

Nella competizione il Portogallo ha gareggiato nella fase a gironi insieme alla Croazia, Inghilterra e Svizzera. Il gagliardetto presentato oggi è quello consegnato al capitano croato prima dell’inizio della gara giocata a Capodistria in Slovenia.

Per la statistica la partita fu vinta dai portoghesi con il risultato di 1-0 e nel seguito della competizione i lusitani arrivarono fino alla finale, estromettendo dapprima gli “azzurrini” ai quarti di finale, per poi essere sconfitti dalla rappresentativa tedesca.

Il gagliardetto con i dettagli dell’incontro, del tutto similare a quello utilizzato dalla nazionale maggiore, riporta anche lo stemma della federazione portoghese che riprende quello apposto sulla bandiera nazionale che sfoggia, al centro, cinque scudi con all’interno altrettanti cerchi bianchi. Per tale ragione la nazionale maggiore portoghese viene appellata come “selecao das quinas” ovvero “la squadra degli scudi”.

Sull’origine di tale simbolo dobbiamo risalire alla storia del Portogallo e la spiegazione non è affatto chiara e avvolta nella leggenda. Qualcuno ricollega gli scudi alle cinque ferite di Gesù sulla Croce, qualcun altro alle ferite riportate dal primo re portoghese Alfonso I durante la battaglia di Ourique, qualcun altro ancora pensa sì a quella battaglia riferendosi però ai cinque re musulmani sconfitti.

Ancora più affascinante la spiegazione delle circonferenze bianche riportate negli scudi, che qualcuno assocerebbe al privilegio di Re Alfonso di coniare monete o per ricordare i trenta denari ricevuti da Giuda per tradire Gesù che, però, non combaciano con le venticinque sfere poste nei cinque scudi.

Versione più prosaica vuole invece che il re Alfonso avesse lo scudo di battaglia su cui era apposto un simbolo di stoffa bianca con una croce blu. A causa dei continui colpi subiti in battaglia tale stemma si ridusse a brandelli lasciando intravedere parti bianche della stoffa, creando così il simbolo ancora utilizzato.

Uno stemma dalla natura controversa ma rappresentativo di una squadra fucina di grandi campioni e di bel gioco.

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Originario di Ariccia, nel bel mezzo dei Castelli Romani. Impegnato nel mantenere viva la memoria del calcio studiandone “i colori” che lo contraddistinguono. Studioso di Araldica. Tra i più grandi collezionisti al mondo di gagliardetti. Un sito, www.pennantsmuseum.com , per condividere con i calciofili, italiani ed esteri, il fascino intramontabile dei gagliardetti.

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