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Libri: “La stella negata al grande Genoa” – “L’espresso di Arturo Bocchini”

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Per la rubrica “Libri” abbiamo raggiunto e intervistato Giancarlo Rizzoglio, autore del libro “La Stella negata al grande Genoa”, edito da De Ferrari, membro del Comitato Storico Scientifico della Fondazione Genoa 1893.

Il campionato è quello del 1924/25, oggetto di contenzioso, dove Giancarlo Rizzoglio ricostruisce la “sua” verità (dobbiamo dirlo visto che è oggetto di contenzioso) che privò gli uomini di Garbutt del decimo scudetto.

Oggi l’ultimo appuntamento con un nuovo estratto.

Si ringraziano ancora la casa editrice De Ferrari per l’opportunità e, ovviamente, il nostro amico Rizzoglio.

Buona lettura.

Il team de GliEroidelCalcio.com

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La rivolta contro la Federazione mette così subito in allarme le Istituzioni della città, tanto che il giorno successivo il Prefetto di Bologna Arturo Bocchini decide di inviare un espresso al Ministero dell’Interno, descrivendo gli avvenimenti ed avvertendo che se la delibera del Consiglio Federale fosse applicata, con conseguente estromissione del Bologna dalle competizioni sportive, potrebbero verificarsi gravissimi problemi all’ordine pubblico. Sarà una combinazione, ma, come detto, Leandro Arpinati diventerà poi sottosegretario del Ministero dell’Interno già nel 1929.

L’espresso di Arturo Bocchini inizia descrivendo brevemente i fatti accaduti alla stazione Porta Nuova di Torino e gli articoli deliberati dal Consiglio Federale nei confronti del Bologna. Dopodiché – forse considerando chi c’è effettivamente dietro all’iniziativa – il tono del Prefetto cerca di sminuire i fatti descrivendo in “platoniche ed entusiastiche manifestazioni” le azioni rivoltose dei cittadini “che per lo sport hanno spiccata passione”.

Ma poi non può esimersi dal riportare fedelmente cosa in effetti è accaduto in Piazza Nettuno:

… al comizio in Piazza Nettuno parlò l’avv. Capitano Galliano, consigliere municipale, che dopo aver fatto una sommaria esposizione della vertenza dette lettura del seguente ordine del giorno approvato tra il vivo entusiasmo dei radunati: “La cittadinanza bolognese riunita in imponente pubblico comizio; preso atto del rivoltante sopruso che i dirigenti della Federazione Italiana Giuoco Calcio vorrebbero consumare ai danni del Bologna F.C. unicamente colpevole di avere esercitato e di voler esercitare l’insopprimibile diritto di difesa contro accuse del tutto infondate e per responsabilità assolutamente inesistenti; Dichiara tutta la propria simpatia e solidarietà al Bologna F.C. nella santa battaglia cui lo hanno trascinato gli Enti Federali, i quali, dopo aver dato ripetute prove di grossolana insipienza, di evidente partigianeria e perfino di mendacio tenterebbero ora di rifarsi della perduta autorità ricorrendo all’intimidazione ed al terrore e mediante il sacrificio premeditato di una fra le Società federate che più onora il calcio italiano ed è vanto e decoro della città di Bologna; e ritenendo che l’offesa colpisca insieme col Club sportivo l’intera cittadinanza: invita il Bologna F.C. a non piegarsi al pazzesco ultimatum della Federazione promettendo di non desistere dall’agitazione oggi iniziata fino a che non vengano spazzati via “anche come perturbatori della quiete pubblicai manipolatori del più gretto parlamentarismo sportivo, tutti coloro insomma che si sono dimostrati indegni di reggere le sorti della grande e rigogliosa famiglia calcistica nazionale”.

“Per quanto la vertenza tra il football club di Bologna e gli organi delle Federazioni qui non potrò dar luogo che a platoniche ed entusiastiche manifestazioni – conclude Bocchini nella sua missiva –, credo opportuno riferirne a cotesto On. Ministero per le conseguenze che essa potrà avere sull’ordine pubblico in altre città sulle quali la squadra del Bologna, in virtù del deliberato della Federazione, potrebbe essere ritenuta esclusa dalle gare sportive”.

Quindi il Prefetto – non si sa se spinto in qualche modo dalla direzione fascista della città – di fatto chiede agli organi ministeriali di intervenire sulla Federazione affinché annullasse quanto deliberato il 18 luglio.

Siamo quindi di fronte ad una gravissima ingerenza delle Istituzioni – e quindi del regime – sulla F.I.G.C., all’evidente scopo di modificarne i deliberati a favore del Bologna.

Non solo, ma dalla rivolta capitanata da Galliano sono evidenti i veri obiettivi delle autorità fasciste bolognesi: “spazzare via… i manipolatori del più gretto parlamentarismo sportivo, tutti coloro insomma che si sono dimostrati indegni di reggere le sorti della grande e rigogliosa famiglia calcistica nazionale”, ossia un programma che raggiungerà puntualmente il suo termine alla fine del campionato.

Chi è dunque Arturo Bocchini?

Bocchini è semplicemente una figura chiave del regime fascista.

Addirittura si potrebbe dire che, dopo Mussolini, nel Ventennio non ci sarà persona in Italia dal potere politico più forte del suo.

Per questo motivo chiamato anche il “viceduce”, Bocchini, oltre alla fulgida carriera prefettizia, diventerà dal 1926 fino al 1940 capo assoluto della Polizia e dal 1933 anche responsabile dell’OVRA, i servizi segreti del partito fascista.

Ma, cosa molto importante, è anche legato da stretta amicizia con Arpinati.

È infatti Bocchini che nel 1923 indica Arpinati a Benito Mussolini come figura più adatta per sedare i conflitti interni tra le diverse fazioni del fascismo, e come colui capace di pacificare soprattutto i fascisti antigovernativi, vero problema politico del regime.

L’ascesa di Arpinati è quindi favorita proprio dai buoni rapporti con Bocchini, sul quale ora si appoggia l’iniziativa di far abrogare i provvedimenti della F.I.G.C. contro il Bologna e di sovvertirne di conseguenza i quadri dirigenziali.

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