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La Penna degli Altri

Il canto dei canarini e quei primi calci con i cappelli di paglia

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Bellissima ricostruzione storica del Signa Calcio da parte del Corriere Fiorentino. Di seguito un estratto …

Erano gli inizi del ‘900 quando la piccola cittadina di Signa, a due passi da Firenze e Prato, conobbe un importante sviluppo industriale con attività legate principalmente alla storica lavorazione della paglia […]  Agli inizi del 1914 infatti il giovane industriale Raffaello Cinelli, ramo cappelli di paglia, si impegnò per la costruzione di un campo sportivo regolamentare che sorse da un laghetto interrato, tra l’Arno e il Bisenzio, tra la ferrovia e lo storico stabilimento della Manifattura, luoghi simbolo della crescente industrializzazione. Scelti i colori giallo e blu probabilmente in onore di quei cappelli di paglia che resero celebre Signa in tutto il mondo, il presidente, dirigente e giocatore Cinelli fondò così una delle squadre di calcio più importanti del territorio fiorentino. Prima dello scoppio della guerra si disputarono amichevoli con le poche squadre di allora, di Pistoia, Prato e Firenze. Solamente dopo il conflitto mondiale, quando la voglia di rinascita delle nuove generazioni riaccese anche l’entusiasmo per lo sport, la S.S. Signa si iscrisse ai campionati della Figc che si stava pian piano riorganizzando. Furono anni di incontri prestigiosi contro la Robur Siena, l’U.S. Fiorentina (un primo tentativo di unificare le forze di diverse società minori della città del giglio), Pistoiese, Empoli e Pontedera. Le cronache del tempo raccontano come il forte campanilismo provocasse spesso delle risse sugli spalti, con partite che finivano in scazzottate e conseguenti squalifiche del campo sportivo.

[…] Con l’avvento del fascismo, che ben presto cominciò ad occuparsi dello sport come veicolo di propaganda, nel ‘26 fu emanata la Carta di Viareggio che vietò l’ingaggio di nuovi giocatori dall’estero […] Il 20 settembre, infatti, il Signa tenne a battesimo la Fiorentina, nata dall’unione della Libertas e CS Firenze. L’avversario apparentemente poco temibile, l’accesa rivalità tra le squadre ma anche la profonda amicizia di alcuni componenti della squadra portarono ad organizzare un’amichevole di precampionato per testare la condizione atletica. E fu così che la squadra canarina vinse contro ogni pronostico con la nuova squadra di Firenze per 2-1. […] Signa divenne anche la squadra contro la quale la Nazionale di Vittorio Pozzo, che alloggiava a Roveta, si confrontò con amichevoli di rodaggio poco prima del trionfo mondiale del ‘34, divenendo un portafortuna per gli azzurri.

Numerosi giocatori di talento hanno indossato la maglia canarina del Signa. Tra questi Egisto Pandolfini (che continuò la carriera in serie A con le maglie di Fiorentina, Roma e Inter) e il fenomeno internazionale Ferenc Puskas che dopo essere fuggito dal proprio paese in esilio politico, ricambiò l’ospitalità degli abitanti di Signa disputando nel gennaio del ‘58 un’amichevole contro una formazione mista dell’Empoli.

Corriere Fiorentino – Francesco Dini

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