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1981 … “C’è troppo calcio in TV”

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

Il grido d’allarme veniva lanciato, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, esattamente quarant’anni fa. La bruciante sconfitta della Juventus, contro la Roma di Lieholm, aveva dato lo spunto per portare a galla una questione che si sarebbe ripresentata, con maggiore fermezza, un decennio dopo.

Protagonista di quella “protesta” velata era stato il Dottor Pietro Giuliano, direttore generale della Juventus, figura fondamentale nella storia bianconera. Una figura importante, silenziosa, decisiva nelle fasi di mercato. Da quando Giampiero Boniperti lo aveva voluto fortemente al suo fianco, nella ricostruzione juventina, era passato tutto il decennio ’70. I due avevano saputo costruire una squadra fortissima, dando vita al ciclo di Trapattoni che avrebbe condotto alla prima coppa europea della storia. Quel 2 Novembre del 1981, un giorno dopo la disfatta firmata Falcao, Giuliano concesse una intervista all’inviato della rosa, “denunciando” il fatto che la televisione stesse distruggendo il calcio, allontanando i tifosi dallo stadio. Motivo della protesta gli incassi non proprio eccellenti delle due sfide contro i cugini del Torino e contro la stessa Roma. Partite di cartello che avevano portato al Comunale soltanto 36.000 tifosi nella sfida ai granata (giocata in casa da questi ultimi) e 27.000 in quella ai giallorossi.

“Signori, la Televisione sta distruggendo il calcio. Ma vi rendete conto: tra Cesena, Como, Cagliari e Roma abbiamo registrato una flessione del 40% rispetto alle prime quattro partite casalinghe della scorsa stagione. […] Io dico e ripeto che sono corresponsabili tutti: anche le società, si capisce. […] Dalle 18 alle 24 di ogni domenica lo sportivo viene letteralmente bombardato. […] O facciamo qualcosa subito o sarà troppo tardi”. (1)

Il direttore Giuliano, già in quel pomeriggio di quarant’anni fa, ci aveva visto lungo. Il calcio italiano riuscirà a mantenere una presenza massiccia dei tifosi durante tutti gli ’80 e i ’90, diventato l’ombelico del mondo calcistico. Sul finire del millennio, però, la situazione incomincerà a cambiare radicalmente, fino ad arrivare a quello strapotere televisivo che sembra ormai governare lo sport più bello del mondo.

 

(1) Fonte La Gazzetta dello Sport del 2 Novembre 1981 (pagina 4)

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Classe '83, viaggiatore instancabile ed amante del calcio e dello sport tutto. Una Laurea in Comunicazione, una tesi sul linguaggio giornalistico sportivo degli anni '80 ed una passione per il collezionismo, soprattutto quello inerente la nazionale italiana. Alla sua attività turistica, associa collaborazioni con giornali del mondo travel. Testata preferita: GLIEROIDELCALCIO.COM"

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