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La Penna degli Altri

L’arrivo di Diego e l’illusione juventina

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Mediapolitika prende in esame Diego e la sua unica stagione juventina. Ecco un estratto.

[…] Diego Ribas da Cunha, brasiliano di nascita, origini italiane, classe 1985, di professione calciatore e più precisamente fantasista, uno di quelli che tratta il pallone con dolcezza e dai cui piedi può nascere sempre qualcosa di bello ed anche pericoloso. Non è alto (1 metro e 73 centimetri) ma agile, non è il miglior giocatore nella storia del Brasile ma può emergere come uno dei più talentuosi della sua generazione, tanto che dopo gli inizi in patria nel Santos (la squadra che fu di Pelé), Diego sbarca in Europa, prima al Porto dal 2004 al 2006, poi in Germania al Werder Brema dove esplode definitivamente facendo innamorare di lui mezza Europa. Il brasiliano si scopre pure goleador, in tre anni di Bundesliga disputerà 84 gare realizzando 38 reti, oltre a decine di assist.

[…] Diego diventa ufficialmente juventino agli inizi di giugno del 2009 ed il 9 luglio viene presentato a centinaia di tifosi in delirio: 23 milioni di euro nelle casse del Werder Brema, maglia numero 28 per il sorridente brasiliano, uno dei colpi più apprezzati dell’estate 2009 in Italia. […] Roma-Juventus del 30 agosto 2009 rimarrà per sempre il giorno della grande illusione juventina, l’emblema dell’annata. La squadra di Ferrara gioca una partita sontuosa, mette in ginocchio l’ultima Roma del primo ciclo spallettiano, ma soprattutto mette in mostra il talento di Diego, autore di una prestazione maiuscola e di 2 dei 3 gol con cui la Juve sbanca l’Olimpico.

[…] Ma è proprio nel momento più bello che la luce si spegne: la Juve smette di vincere e Diego va in difficoltà, non sa rinnovarsi, i suoi dribbling vengono capiti dai difensori avversari che ora lo aspettano e non gli permettono di saltarli come faceva all’inizio. Anche in Europa le cose non vanno meglio e i bianconeri sono a rischio eliminazione già nella fase a gironi della Coppa dei Campioni.

[…] Diego lascia la Juventus e l’Italia dopo un solo anno, accolto da ali di folla entusiasti per quel colpo e volato via nell’indifferenza generale. Ha scelto probabilmente il momento sbagliato per sbarcare in serie A, con una Juventus ancora incerta su come riorganizzarsi ed autrice di numerosissimi errori in sede di calciomercato, nonché di scelte in dirigenza e in panchina. Forse osannato più del dovuto, ma alla fine trattato peggio di quel meritava, risucchiato da un ingranaggio che in quell’annata a Torino si è ingolfato un po’ per tutti.

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(MEDIAPOLITIKA.COM di Marco Milan)

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