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Storie di Calcio

29 Dicembre 1971: il “Profeta del gol” vince il suo primo Pallone d’Oro

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati)

Il 30 dicembre del 1971,  “La Gazzetta dello Sport “, forse con una lieve inclinazione italocentrica, titolava a grandi caratteri: “Giornalisti di 26  Nazioni  per l’elezione dell’europeo ’71. Austria Grecia e Germania Occ. hanno votato per MAZZOLA”.  Poi, nella quarta riga del titolo, più in basso e a caratteri più piccoli, si precisava che c’era stato un “Unanime plebiscito per Cruijff. Solo la Finlandia l’ha trascurato” e sotto la foto del fuoriclasse olandese si vedeva una didascalia che recitava: “Cruijff. Pallone d’Oro 1971”.

L’articolo inizia riassumendo il sistema di votazione: 26 paesi giornalisti partecipanti, in rappresentanza del proprio paese europeo. Giornalisti che possono esprimere cinque preferenze. Al primo giocatore prescelto vanno cinque punti, al secondo quattro, al terzo tre, e via dicendo.

Nel prosieguo dell’articolo vengono indicate le preferenze per ogni singolo giornalista. Il rappresentante italiano fu Ferruccio Berbenni, un giornalista che aveva lavorato per “Il Calcio e il Ciclismo Illustrato”, “Il Corriere Lombardo” e “La Notte”.

Curiosa anche la nota conclusiva della rosea: gli unici quattro punti a favore di Facchetti derivavano dalla seconda preferenza espressa dal giornalista sovietico, Lev Filatov. Si tratta di un cronista che, da un conoscitore della stampa sportiva sovietica, viene descritto come un professionista competente con una predilezione estetica a favore del calcio moderno.

Ma, per tornare al Pallone d’Oro, se “La Gazzetta dello Sport” nel suo articolo si concentra principalmente su giuria e criteri di voto, per conoscere le motivazioni del premio dobbiamo affidarci alla lettura dell’articolo del giornale francese “L’Équipe”.

L’articolo, come accadeva spesso in quegli anni porta la firma di Jean-Philippe Réethacker. Il giornalista francese sottolinea che i Paesi Bassi erano sempre stati una fabbrica di talenti nel corso della loro storia calcistica ma, senza alcun dubbio, nessuno aveva mai avuto il talento, il genio e la classe mondiale di Johan Cruijff,  “L’Olandese Volante”. Non a caso, sottolinea l’autore dell’articolo, questo fuoriclasse conquista il trofeo con un numero di punti doppio in confronto al secondo classificato. È pertanto logico e inevitabile associare il nome del “Profeta del Gol” ai più grandi nomi del calcio europeo, visto che questo fuoriclasse ha saputo portare l’Ajax alla conquista della Coppa dei Campioni. Réethacker continua poi sottolineando che diciannove giurati gli hanno assegnato il primo posto. In questo modo Cruijff ha lasciato solo le briciole ai suoi concorrenti, in particolare a Mazzola che pure aveva realizzato una bella stagione con l’Inter. Del campione interista, l’autore ricorda come senza avere per niente perso le sue indiscutibili qualità tecniche, basate sulla fantasia e l’improvvisazione, il “giocatore numero uno di questo Calcio spietato” aveva saputo affermarsi come artista e operaio, come poeta e contadino. Ma questo non era stato sufficiente né a Mazzola né, d’altra parte, al geniale Best, Pallone d’Oro del ’68, per impedire  a Cruijff di fare terra bruciata dietro di sé.

Nella parte finale dell’articolo, in cui si evocano le figure di Di Stefano e di Pelé, l’autore ricorda due immagini simbolo: una legata a Marsiglia e l’altra ad Amsterdam. La prima, a detta del giornalista, ci mostra Cruijff in fuga dal cerchio di centrocampo ad una velocità stratosferica per poi puntare Carnus, e superarlo senza pietà, segnando così un memorabile gol al Velodromo. La seconda immagine riguarda la partita di ritorno dell’Ajax contro i campioni di Francia, con questi che passano momentaneamente in vantaggio. A partire da quel momento, Cruijff prende le redini del centrocampo e conduce la sua squadra verso la vittoria finale.

La prima immagine è dunque quella del marcatore implacabile familiare agli amanti del calcio da molti anni. Un’immagine che corrisponde a quella di un calciatore eccezionale con una velocità di esecuzione ed una capacità di tiro che ha pochi eguali in Europa e nel mondo. Ma la seconda immagine, quella di Cruijff uomo squadra e regista del gioco è in qualche modo più recente e inattesa. Ed è senza dubbio quest’ultima  immagine che assegna all’olandese un posto nell’Albo d’Oro dei più grandi del calcio.

Il riferimento a Di Stefano sorge spontaneo ma forse, per il cronista francese, quello a Pelé del 1970 è ancora più azzeccato, perché anche l’olandese volante ha quel tipo di genialità che riversa nel suo stile di gioco.

L’articolo si conclude ricordando che: “Anche il gioco aereo non gli è estraneo. Atleta longilineo e dotato di sprint, Cruijff è divenuto un giocatore dotato di resistenza. È senza dubbio il giocatore più completo in circolazione in Europa. Aspettando che, con gli anni, il prodigioso goleador vada incontro ai più oscuri compiti del costruttore di gioco”.

Scheda Tecnica.

Nome e Cognome: JOHAN CRUIJFF.

Nazionalità: olandese.

Nato il : 25 aprile 1947, ad Amsterdam (Olanda).

Altezza:1,80m.

Peso: 71 kg.

Ruolo: attaccante.

Classifica del Pallone d’Oro 1971.

1. Cruijff (Paesi-Bassi, Ajax Amsterdam), 116 punti.

2. Mazzola (Italia, Inter), 57 punti.

3. Best (Irlanda del Nord, Manchester United), 56 punti.

4. Netzer (RFT, Borussia Mönchengladbach), 30 punti.

5. Beckenbauer (RFT, Bayern Monaco), 27 punti.

6. Skoblar (Yugoslavia, Olympique Marsiglia),  Müller (RFT, Bayern Monaco), 18 punti.

8. Chivers (Inghilterra, Tottenham), 13 punti.

9. Keizer (Paesi-Bassi, Ajax Amsterdam), 9 punti.

10. Bene (Ungheria, Ujpest), Moore (Inghilterra West Ham), 7 punti.

12. Rudakov (URSS, Dinamo Kiev), 6 punti.

13. Facchetti (Italia, Inter), Domazos (Grecia, Panathinaïkos), 4 punti.

15. Dzajic (Yugoslavia, Stella Rossa Belgrado), Vogts (RFT, Borussia Mönchengladbach), Pirri (Spagna, Real Madrid), 3 punti.

18. Overath (RFT, Colonia), Lee (Inghilterra, Manchester City), Cooper (Inghilterra, Leeds), Van Moer (Belgio, Standard Liegi), 2 punti. 22. Charlton (Inghilterra, Manchester United), Chesternev (URSS, CSKA Mosca), 1 punto.

 

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classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 , della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020; coautore del libro di didattica dell'italiano "Imbarco Immediato", Fanalex Publishing, Ginevra 2021 e, infine, del romanzo "Dieci Racconti di una Lucertola del Porto di Genova", Urbone Publishing, 2021. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio.com”.

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