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Arte & Società

La Coccoina e la poesia del calcio

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Antonio Mattera) –

Questo è un articolo per gente di una certa età.

E, in un certo qual modo, fa parte della poesia del calcio.

Infatti, il calcio, per tutti, giovani e meno giovani, è un fantastico viaggio fra ricordi, emozioni, sentimenti e persino odori.

Già, proprio come l’odore della colla Coccoina, quella che usavamo noi “vecchietti” per incollare le figurine dei primi album Panini o altro che fossero.

Prima di lei c’era la mollica di pane o un po’ di farina impastata con acqua.

Dopo di lei la classica figurina adesiva.

Un passo avanti, vero, ma quante emozioni troncate.

Quel barattolino, quella palettina piccola facevano parte della nostra vita di ogni giorno, dallo studio allo svago, e non era difficile trovarla nemmeno sui posti di lavoro.

L’idea della produzione della Coccoina venne all’imprenditore Aldo Balma cuocendo a bagnomaria la fecola di patate e acqua, aggiungendo poi glicerina e olio di mandorla, da qui quell’inconfondibile odore di “dolce”.

Confezionata in un bel barattolo di alluminio (ma io la ricordo anche in plastica), dove riposava almeno un mese prima di essere messa in commercio, al centro aveva l’alloggio per una palettina da usare per spalmarla.

Mmhh, quell’odore di mandorle amare a noi bambini piaceva, eccome!

Posso assicurare, ai giovanotti di oggi, con quasi assoluta certezza, che non ci sia stato uno solo di noi “vecchietti” che non usasse farsi una “sniffata”.

Diciamo che annusare quella colla, che avevamo sempre a portata di mano anche perché non tossica assolutamente (anzi pare che fosse pure commestibile!), era uno di quei piaceri che noi bambini ci concedevamo più frequentemente, una sorta di piacevolezza, quasi una assuefazione a una “droga” innocua.

Eh sì, diciamola tutta, eravamo dei “drogati” di Coccoina!

E penso di essere arrivato, non mi vergogno di dirlo, come altri, persino ad “assaggiarla” con la semplice scusa di pulire la paletta!

Dopo tutto, lo slogan pubblicitario la descriveva così:

“Non è un farmaco ma un solido collante che stupisce e suscita entusiasmo in tutti coloro che lo usano.”

È stata la nostra compagna nei banchi di scuola (chi non ha “azzeccato” i ritagli per le ricerche scolastiche), e nei lunghi pomeriggi dove, dopo lo studio, i più fortunati di noi avevano un album di figurine qualsiasi con il quale viaggiare con la fantasia.

E che le mie non siano esagerazioni lo dimostra che pure Walter Veltroni, nel suo libro “Noi” (Rizzoli, 2010), spiega bene l’utilizzazione e l’effetto della Coccoina nella vita quotidiana di un ragazzo intento a ritagliare le figurine dei corridori del Giro d’Italia pubblicate negli anni Sessanta da “Il Corriere dei Piccoli”:

«Era buonissimo l’odore della Coccoina. Era un positivo effetto collaterale del gioco che più piaceva ad Andrea. Un gioco che si poteva fare da soli, anzi si doveva fare da soli. […] Occorrevano tempo e concentrazione.

La prima condizione era avere una copia non sgualcita del “Corriere dei Piccoli”. Poi forbici, del cartone non troppo rigido e il barattolo grigio di quella meravigliosa crema bianca dall’odore inconfondibile.

Andrea sapeva che il magico pennellino riposto nell’apposito scomparto di ogni confezione circolare tratteneva, indurendola, un po’ di colla e a ogni nuova applicazione bisognava passare e ripassare finché non fosse sciolto anche il più piccolo grumo.

Adorava quella cerimonia e i suoi rituali, compiuti sempre con meticolosa precisione. Un errore, nella curva del taglio o nella sagomatura del cartoncino, poteva essere fatale e segnare la prematura conclusione dell’attività dell’atleta.»

Lasciatemelo dire, la Coccoina non rappresenta solo e semplicemente una colla, un brand di qualità e innovazione in un periodo storico di una bellezza assoluta, ma una fetta della nostra infanzia, quella più bella e quella per cui è facile provare ogni tanto un pizzico di nostalgia.

A suo modo fa parte della poesia del calcio.

Ecco, se posso dare un consiglio, prima di leggere ogni pagina di calcio, grandi o giovani che siate, procuratevi uno di quei magici barattolini di Coccoina.

Apriteli e fate una “sniffata”.

Chi ha una certa età mi avrà già capito, chi è più giovane capirà. Il calcio, quello che tutti noi amiamo, è fatto anche di questo.

 

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Nato a Roma, classe ’68, residente a Ischia. Diplomato Capitano di Lungo Corso, ex sergente Radiotelegrafista M.M. Collaboratore del sito www.acam.it, con pubblicazioni su riviste del settore (Archeologia e Misteri). Autore del sito www.pensolibero.it, Web Writer. Autore di racconti brevi pubblicati in varie antologie come “Dritto al Cuore”, “Lasciami Andare”, “L'Altro”, “Brevi Autori” e “Il Bene o il Male”. Autore dei romanzi “Nel bene, nel male”, “ Genocidio civile” e “Storie di uomini. E di calcio”.

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