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La Penna degli Altri

L’allenatore che fece sognare il Cagliari

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Splendido articolo dell’Unione Sarda che racconta la storia di Erbstein, in particolare di quando è stato allenatore del Cagliari …

Di seguito un estratto:

[…] notato dagli osservatori dell’Olympia Fiume (squadra che poi cambia nome diventando Fiumana), si trasferisce in Italia: cinque gol in 18 presenze gli garantiscono l’interesse del Vicenza, squadra di serie B. Ma la sua carriera italiana non decolla perché, nel frattempo, il fascismo ha emanato la Carta di Viareggio che impedisce alle squadre italiane di utilizzare giocatori stranieri.

Decide allora di trasferirsi negli Stati Uniti dove viene ingaggiato dai Brooklyn Wandereres e dove può anche lavorare come agente di borsa […]

E, finalmente, nel 1930, si trasferisce a Cagliari: i rossoblù vincono il girone F di Prima divisione, girone finale sud e ottengono, per la prima volta, la promozione in serie B: una cavalcata epica. Nello spareggio finale, il Cagliari pareggia per 1-1 in casa della Salernitana e, nella partita di ritorno, davanti ai diecimila spettatori dello stadio di via Pola vince per 2-1. L’anno successivo, i rossoblù ottengono un dignitoso tredicesimo posto.  Ma la serie B è un campionato troppo costoso e così la dirigenza deve privarsi dei pezzi pregiati, compreso quell’allenatore dei miracoli. La sua carriera prosegue a Bari, nella Lucchese e a Novara, con risultati sempre positivi.

Ma, nel 1938, il fascismo mostra la sua faccia più deteriore: le leggi razziali costringono Erbstein e lasciare Lucca e trasferirsi a Torino dove può iscrivere le figlie in una scuola privata. Guida i granata che, il 18 dicembre, conquistano la vetta della classifica. Ma proprio quella sera viene convocato in questura: deve lasciare l’Italia e il lavoro.

[…]  Dopo poco riesce a fuggire e a ricongiungersi con la famiglia. E, di nascosto, raggiunge l’Italia dove resta sino alla fine della guerra.

Sarebbe una bella storia. Anche perché Erbstein diventa l’allenatore di quel Torino capace di conquistare cinque scudetti di fila. Di quel Torino da leggenda che, il 4 maggio 1949, termina in maniera tragica la sua gloriosa storia nelle colline di Superga.

l’Unionesarda.it – Marcello Cocco

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