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Storie di Calcio

21 maggio 1975. Coppa Uefa al Borussia Mönchengladbach

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Il Borussia Mönchengladbach, 47 anni fa, vinse la Coppa Uefa

 

In questa edizione del 1974-1975, la Coppa Uefa fu vinta dal Borussia Mönchengladbach. Ma vorrei iniziare la rievocazione di questa competizione ricordando che l’altra finalista, il Twente, si era guadagnata la qualificazione UEFA l’anno prima, arrivando seconda nel campionato olandese dietro al Feyenoord per soli due punti. Di quel team olandese, due menzioni speciali vanno fatte per Arnold Mühren (fratello minore di Gerrie) e Frans Thijssen. I due giocatori, tra l’altro, si ritroveranno insieme anche nell’Ipswich Town e nell’81 vinceranno con il club inglese la Coppa UEFA che non erano riusciti a vincere nel 1975 con il Twente.

Il Borussia, invece, era da anni una squadra ai massimi livelli del calcio tedesco, con un palmarès di tre vittorie del titolo nazionale nella prima metà degli anni Settanta e una serie di calciatori della Mannschaft nella propria rosa. Nella sua formazione, insieme ad alcuni giocatori più esperti e maturi, come Berti Vogts e Jupp Heynckes (ormai sulla trentina), troviamo giovani emergenti come il danese Simonsen e l’allora ventenne Uli Stielike.

Presentate, seppur sinteticamente le due finaliste, possiamo riavvolgere il filo della narrazione e partire dalle prime giornate di questa competizione. Prime giornate che ebbero luogo nel settembre 1974. Nei gironi dei trentaduesimi di finale, le squadre più importanti o i club storici più conosciuti erano: Ajax, Amburgo, Atletico Madrid, Borussia Mönchengladbach, Derby County, Dinamo Bucarest, Dinamo Dresda, Grasshopper Zurigo, Inter, Ipswich Town, Legia Varsavia, Napoli, Olympique Lione, Panathinaïkos, Partizan Belgrado, Porto, Rapid Vienna, Real Sociedad, Servette-Ginevra, Torino, Twente e Wolverhampton Wanderers.

Le squadre italiane in Coppa Uefa

Delle squadre italiane, la prima ad essere eliminata fu il Torino, a seguito di un pareggio interno per uno a uno e una sconfitta esterna per tre a uno nei trendaduesimi di finale contro il Fortuna Düsseldorf.  Va detto che in questo doppio scontro con i tedeschi per i torinisti si registrarono assenze importanti: Sala, Pulici, Callioni e Mozzini, più un infortunio di gioco a Zaccarelli a Düsseldorf (Sala e Mozzini già assenti nella partita di andata). Fatale fu comuque il ritorno, in cui i granata dopo essere andati sotto di un gol, ottennero il momentaneo pareggio con Agroppi. Ma alla fine, la partita si concluse con il tre a uno per i tedeschi.

Dai sedicesimi di finale, giocati tra il 22 ottobre e il 6 novembre del 1974 escono vincenti l’Ajax, l’Amburgo, l’Amsterdam, il Baník Ostrava (dopo i tempi supplementari), il Borussia Mönchengladbach, il Colonia, il Derby County (dopo i calci di rigore), la Dinamo Dresda, il Dukla Praga, il Fortuna Düsseldorf, la Juventus, il Napoli, il Partizan di Belgrado, il Real Saragozza, il Twente e il Velež di Mostar.

La seconda squadra italiana ad essere eliminata fu l’Inter, a causa di una sconfitta in casa all’andata per due a uno. Fu una sconfitta subita in modo per certi aspetti sorprendente, dal F.C. Amsterdam: dopo meno di quaranta minuti l’olandese Jansen aveva già realizzato una doppietta. L’Inter accorciò le distanze, con un rigore realizzato da Boninsegna, a poco più una quindicina di minuti dal termine. Ma i nerazzurri non riuscirono più ad andare in gol e quindi persero con una rete di scarto. Di conseguenza, il pareggio per zero a zero al ritorno decretò la fine della loro avventura europea in quella stagione.

Negli ottavi di finale la successiva vittima italiana è il Napoli che non riesce a superare il turno con i cecoslovacchi del Baník Ostrava. I partenopei subiscono una micidiale sconfitta a Napoli, il 27 novembre del 1974, in ragione di due gol subiti nel finale, uno a due minuti dall’altro: all’81 è Albrecht che segna il gol dell’uno a zero. Poi, all’83’, raddoppia Kolelko. Al ritorno l’uno a uno evidentemente non basta per andare avanti.

Ai quarti arrivano Amburgo, Amsterdam, Baník Ostrava, Borussia Mönchengladbach, Colonia, Juventus, Twente e Velež di Mostar. Alla Juventus tocca l’Amburgo. Il Colonia affronta l’Amsterdam. Il Twente deve giocare contro il Velež e il Borussia contro Baník Ostrava. Le semifinaliste saranno Borussia, Colonia, Juventus e Twente. Il calendario prevede un derby tedesco e lo scontro degli italiani con gli olandesi: Borussia-Colonia e Juventus-Twente.

Nella partita di andata, ad Enschede, la Juventus era andata in svantaggio dopo venti minuti, a causa di una rete di Jan Jeuring su un tiro di destro. Al 59, c’era stato il raddoppio olandese con tiro dal limite di Johan Zuidema. Pochi minuti dopo, Altafini aveva accorciato le distanze confermandosi giocatore di esperienza. Gli olandesi però avevano continuato a premere e, verso l’82, avevano ottenuto due corner di seguito, nel giro di un minuto. Sul secondo di questi calci d’angolo arrivava proprio il gol del definitivo tre a uno: cross dalla destra di Overweg e dopo una deviazione la palla finiva a Zuidema che batteva a rete. Al ritorno, l’uomo partita sarebbe stato ancora Zuidema. Suo il gol decisivo al 10’ del primo tempo, in fuga da Cuccureddu e Scirea. Poi, reti inviolate per i restanti ottanta minuti:  Juventus-Twente 0-1.

Nell’altra semifinale, il Borussia vince tre a uno nella partita di andata, giocata al Radstadion di Colonia il 9 aprile, con gol di Allan Simonsen al 23’, Dietmar Danner al 34’ e ancora Simonsen al 60’. Per i padroni di casa da registrare un gol di Hannes Löhr al 52’.  Al ritorno, vittoria di misura per il Borussia, con marcatura di Danner al 48’.

A giocarsi la Coppa Uefa erano dunque rimasti il Borussia Mönchengladbach e il Twente, in una doppia sfida di andata in Germania e ritorno in Olanda. Le date erano state fissate per il 7 e il 21 maggio del 1975.

La prima finale di Coppa Uefa tra Borussia Mönchengladbach e Twente

Della prima partita di andata, giocata in Germania, non c’è molto da dire. L’incontro si concluse zero a zero e, per certi aspetti, è passato alle cronache più per vicende extracalcistiche riguardanti Volkmar Gross, il portiere tedesco del club olandese.

In effetti, il numero uno del Twente rischiò l’arresto proprio nella finale di andata contro il Borussia: un ufficiale giudiziario tedesco si era presentato nello spogliatoio olandese con una ingiunzione di pagamento destinata a Gross, per gli alimenti dovuti alle sue ex mogli: Astrid e Karin. Gross, che nel frattempo si era sposato, per la terza volta, con una ragazza sudafricana, non aveva con sé i 25.000 marchi tedeschi da versare come cauzione e rischiava di essere immediatamente portato in un comando di polizia. Ma il presidente del Borussia anticipò i soldi del pagamento.

Quel giorno Gross fu protagonista di un’ottima prestazione, facendo anche una parata miracolosa e mantenendo la propria rete inviolata. Risultato finale Borussia Mönchengladbach-Twente 0-0. Ma, come vedremo, gli andò molto peggio nella partita casalinga della finale di ritorno, dove prese cinque gol: Twente-Borussia Mönchengladbach 1-5.

Il tabellino della partita di andata.

Düsseldorf, 7 maggio 1975. Rheinstadion (45.000 spettatori circa).

Borussia Mönchengladbach-Twente 0-0.

Arbitro: Károly Palotai (Ungheria).

Borussia Mönchengladbach: Kleff, Vogts, Surau, Wittkamp, Stielike, Bonhof, Wimmer, Danner, Simonsen, Jensen, Kulik.

Twente: Gross, Van Iersel, Overweg, Drost, Orahnen, Thijssen, Pahlplatz, Van der Vall, Bos, Jeuring, Zuidema.

Comunque, in virtù di questo pareggio esterno all’andata, contro un Borussia che era apparso deludente, la squadra olandese risultava favorita nella corsa per la conquista del trofeo. Da notare, però, che il prolifico attaccante renano Jupp Heynckes era stato assente all’andata in Germania ma sarebbe stato presente nel match successivo in Olanda. Forse, è per questo il motivo che i tedeschi ribaltarono completamente il pronostico nella partita di ritorno ad Enschede vincendo per cinque a uno. In effetti, Heynckes fu autore di una tripletta, ispiratore degli altri due gol e protagonista di una prestazione impeccabile.

La seconda finale

Primo tempo. La partita casalinga del Twente inizia subito male: non sono passati neanche due minuti che gli olandesi si ritrovano in svantaggio di un gol. Il gol tedesco nasce da un’azione impostata sul lato sinistro della propria difesa: Heynckes batte un fallo laterale e riceve nuovamente la palla che passa a Wimmer. Wimmer ripassa la palla ad Heynckes che, nel frattempo, si è posizionato al centro del campo e fa spostare l’azione sul lato destro servendo Bonhof.

Il numero cinque tedesco serve nuovamente Heynckes che, in pratica, dopo aver impostato l’azione da una posizione di terzino sinistro e averla proseguita da centrocampista, ora si trova nella zona del campo dell’ala destra. Da lì, il numero undici del Borussia fa partire un assist rasoterra, sul lato opposto dell’area olandese, che Van Ierssel intercetta malamente. La palla arriva a Dammer che crossa al centro per Simonsen. L’attaccante danese del Borussia colpisce forte di destro e la mette dentro: Borussia uno Twente zero.

Al 9’, arriva il raddoppio. Klinkhammer subisce fallo sulla trequarti di sinistra.  Sul pallone va Wimmer e batte corto per Jensen che crossa verso il centro dell’area olandese. A quel punto, Heynckes è bravo a sfruttare una situazione nata da un’incertezza della difesa avversaria e da un rimpallo favorevole: si ritrova il pallone sui piedi a una decina di metri dalla porta di Gross e lo supera con un tiro di destro.

Nella dozzina di minuti successivi, si registrano un paio di corner a favore del Twente. Questi due calci d’angolo però non producono grandi pericoli per la porta tedesca. Invece, c’è ancora una buona occasione del Borussia con Jensen: un suo tiro ravvicinato viene fortunosamente respinto dalla difesa olandese. Al 25’, anche Simonsen avrebbe una nuova occasione di andare in gol ma il suo tiro non centra la porta. Al 35’, c’è il primo vero e grande pericolo per i tedeschi: un forte tiro di van der Vall che assume una traiettoria insidiosa. Ma, Kleff riesce a deviare alto sulla traversa: terzo corner per gli olandesi.

A quattro minuti dal riposo, altra grande occasione di contropiede per il Borussia: Jensen riceve palla poco fuori dall’area tedesca e trova davanti a sé una prateria. Arriva fino alla porta olandese, ma Gross si salva in due tempi: prima con un’uscita di piedi e poi bloccando la palla con le mani. Infine, negli ultimi minuti il Twente avrebbe la possibilità di ridurre la distanza in due circostanze ravvicinate, in entrambi i casi con van der Vall. Ma l’olandese è sfortunato nella prima occasione, in cui un suo tiro finisce sul palo e impreciso nella seconda quando non riesce a centrare la porta. Si va quindi al riposo sul risultato di due a zero per i tedeschi.

Secondo tempo.

Nella ripresa, il Twente cerca subito di rientare in partita. Al 47’ è ancora van der Vall a rendersi pericoloso (sicuramente uno dei giocatori olandesi più intraprendenti quel giorno): un suo tiro dal limite destro dell’area avversaria finisce di poco a lato del sette. Due minuti dopo l’olandese ci riprova, ma questa volta è molto più impreciso. In questa prima fase di gioco è dunque il Twente a portarsi in avanti. Al 50’ c’è una discesa sulla fascia sinistra di Pahlplatz. Ma sulla successiva azione di contropiede tedesca, il Borussia con tre passaggi va in porta e segna il terzo gol: triangolazione Jensen, Wimmer, Heynckes, con quest’ultimo che finalizza con un preciso tiro di controbalzo nel sette. Borussia Twente 3-0.

Nonostante il pesante pesante passivo, il Twente accenna ancora una reazione e ottiene il suo quarto calcio d’angolo della partita. Ma la difesa tedesca non ha cali di concentrazione e il corner olandese finisce in un nulla di fatto. Al 56’, Jensen e Heynckes si rendono nuovamente pericolosi. Dopo 2′ entra Mühren per Bos. Passano altri 2′, altra azione chirurgica dei tedeschi: discesa sulla sinistra di Danner, cross al centro e Heynckes segna con un colpo di testa.

I tedeschi non sembrano paghi del risultato: al 63’, il Borussia ottiene il suo primo corner. Lo batte Bonhof da destra e crossa sull’altro lato dell’area olandese. Lì c’è Jensen che fa da sponda di testa per Heynckes. L’attaccante tedesco colpisce di sinistro e Gross si salva mettendo alto sulla traversa: secondo corner per i tedeschi, ma la successiva esecuzione non è efficace.

Al 66’, entra Achterberg per Pahlplatz. Una decina di minuti dopo, in modo per certi aspetti inaspettato arriva il gol del Twente: su fallo laterale, Drost riceve palla a centrocampo, avanza indisturbato e poi fa partire un forte tiro da una trentina di metri che sorprende Wolfgang Kleff. Con il gol del capitano olandese, il risultato è momentaneamente di quattro a uno.

All’86’, Heynckes si lancia sulla fascia di destra. È sul filo del fuorigioco ma in posizione regolare. Vede libero al centro dell’area il suo compagno di squadra Jensen e lo serve. Su Jensen c’è in marcatura Overweg, ma il difensore olandese è in ritardo e interviene fallosamente da dietro. Del rigore si incarica Simonsen che supera Gross alla sua destra. Il risultato si fissa sul cinque a uno definitivo: vittoria schiacciante del Borussia Mönchengladbach che si porta a casa la coppa Uefa.

Il tabellino della partita di ritorno di Coppa Uefa tra Borussia Mönchengladbach e Twente

Mercoledì 21 maggio. Enschede, Diekman Stadio. Spettatori: 20.000 circa.

Twente-Borussia Mönchengladbach 1-5.

Marcatori: 2’ e 86’ (su rigore) Simonsen (B); 9’, 50’ e 60’, Heynckes (B); 76’, Drost (T).

Calci d’angolo: Twente-Borussia 6-2 (primo tempo 3-0).

Arbitro: Paul Schiller (Austria).

Twente: Gross, Van Iersel, Overweg, Drost, Orahnen, Thijssen, Van der Vall, Pahlplatz (Acthterberg dal 66’), Bos (Mühren dal 58’), Jeuring, Zuidema. Allenatore: Antoine Kohn

Borussia Mönchengladbach: Kleff, Vogts, Surau (Schäffer dal 13’), Wittkamp, , Bonhof, Klinkhammer, Simonsen,Wimmer (Köppel dal 65’), Jensen, Danner, Heynckes.. Allenatore: Heennes Weisweiler.

GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati)

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classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 , della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020; coautore del libro di didattica dell'italiano "Imbarco Immediato", Fanalex Publishing, Ginevra 2021 e, infine, del romanzo "Dieci Racconti di una Lucertola del Porto di Genova", Urbone Publishing, 2021. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio.com”.

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