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Gagliardetti & Dintorni di Marco Cianfanelli

Aston Villa – Bayern Monaco 1982: la notte dei “leoni”

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Un connubio assolutamente coerente con la “notte da leoni” quello richiamato dalla storia dietro al gagliardetto del Bayern presentato oggi.

Era l’atto conclusivo dell’allora Coppa dei Campioni che vedeva di fronte i “leoni” dell’Aston Villa – alla loro prima finale nella massima competizione europea – ed i bavaresi. Le foto prima dell’incontro testimoniano lo scambio dei gagliardetti tra il capitano inglese Dennis Mortimer ed il granitico Paul Breitner.

Scambio di Gagliardetti tra capitani prima della finale

La partita terminò con l’affermazione dell’Aston Villa per 1-0 e quella vittoria rimase scolpita nella storia ultracentenaria degli inglesi in quanto ad oggi è l’unica affermazione nel massimo torneo continentale per club. Rimasto tra i ricordi di quella “notte da leoni” il gagliardetto del Bayern, opportunamente incorniciato e con la relativa descrizione – provvista di un “inciampo” che trasformò il cognome del prode capitano inglese da Mortimer a Mortimor – venne collocato, dopo la finale, all’interno dei locali della bellissima e storica tribuna Trinity Road o, per dirla all’inglese, Trinity Road Stand del Villa Park la “casa” dell’Aston Villa.

La storica facciata della Trinity Road Stand

Qui il gagliardetto rimase esposto fino al 2000 quando avvenne qualcosa di particolare. La Società inglese, infatti, decise per un totale rifacimento dello storico ingresso risalente ai primi anni Venti. Ciò fu possibile grazie ad alcuni cavilli burocratici che non tutelavano, dopo restyling precedenti, il valore architettonico dell’edificio ed il conseguente veto all’abbattimento. Soprattutto, altri erano gli interessi poiché l’intenzione era quella di realizzare, all’ingresso della tribuna, il negozio della squadra.

Oltre al dissolvimento della bellezza architettonica della tribuna, la Società decise anche di disfarsi di tutti i ricordi collocati nell’edifico ed in particolare, oltre al gagliardetto odierno, ulteriori relativi alla stessa competizione ed altri di gran pregio e più antichi. Tali reperti calcistici sono un chiaro esempio di come purtroppo le Società calcistiche siano più interessate ai propri interessi economici che non a conservare memoria e testimonianza dei loro trionfi sportivi.

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Originario di Ariccia, nel bel mezzo dei Castelli Romani. Impegnato nel mantenere viva la memoria del calcio studiandone “i colori” che lo contraddistinguono. Studioso di Araldica. Tra i più grandi collezionisti al mondo di gagliardetti. Un sito, www.pennantsmuseum.com , per condividere con i calciofili, italiani ed esteri, il fascino intramontabile dei gagliardetti.

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