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Storie di Calcio

28 ottobre 1975 – Il Perù vince la Coppa America

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Dopo otto anni di interruzione, nel 1975 riprendeva il cammino della Coppa America, la più antica competizione continentale nella storia del calcio, giocata per la prima volta nel 1916

per GLIEROIDELCALCIO Massimo Prati

Quella del 1975 fu l’edizione in cui venne adottata per la prima volta la denominazione di “Coppa America”, fino ad allora il titolo ufficiale della competizione era stato “Campionato Sudamericano delle Selezioni” o “Campionato Sudamericano di Football”. Quell’anno, cambiò anche la formula del torneo: non ci fu più una singola nazione organizzatrice ed ospitante e non ci fu più un girone unico: si decise per una competizione itinerante, con tre gironi e partite di andata e ritorno nei rispettivi paesi. Dai tre gironi dovevano quindi uscire tre semifinaliste alle quali era previsto si aggiungesse l’Uruguay che, in qualità di detentore del trofeo, sarebbe entrato in gioco solo in quella fase della competizione. Questo tipo di formula, e la partecipazione di dieci federazioni affiliate, comportò una maggiore durata del torneo, che infatti coprì il periodo tra il 17 luglio e il 28 ottobre.

Da notare, infine, la mancanza di teste di serie. Aspetto -quest’ultimo- che portò Argentina e Brasile a trovarsi insieme nello stesso girone.

Il gruppo A era appunto formato da Argentina, Brasile e Venezuela. Del gruppo B facevano parte Bolivia, Cile e Perù. Infine, nel gruppo C erano presenti Colombia, Ecuador e Paraguay.

Tra le squadre di maggiore tradizione, la selezione nazionale Argentina e quella del Cile furono eliminate nei gironi iniziali mentre Brasile e Uruguay uscirono dopo le sfide di semifinale.

In effetti, nel primo girone del Gruppo A si qualificò il Brasile ai danni di Venezuela e Argentina: Brasile otto punti, Argentina quattro punti e Venezuela zero punti. Clamorosa fu la sconfitta del Venezuela subita dagli argentini. Questi ultimi si imposero con uno schiacciante 11 a 0. Ancora oggi, a proposito di quell’incontro, sul sito ufficiale dell’Associazione Argentina di Football c’è un resoconto che parla di “Goleada Histórica”. Vista l’eccezionalità di quel risultato, propongo al lettore il tabellino della partita.

10 agosto, 1975. Stadio Gigante de Arroyito, Rosario Central

Marcatori: 8′, 41′, 61′, Mario Killer; 14′, Rubén Américo Gallego; 39′ Osvaldo Ardiles; 53′ e 82′, Mario Kempes; 58′ e 64′, Mario Zanabria; 80′, José Bóveda; 86′, Leopoldo Luque.

Arbitro: Pedro Reyes (Perú).

Argentina: Hugo Gatti, Hugo Rebottaro, José Luis Pavoni, Daniel Killer, Mario Killer, Osvaldo Ardiles (Julio Asad), Rubén Américo Gallego, Mario Zanabria (Daniel Valencia), José Bóveda, Leopoldo Luque, Mario Kempes. C.T. César Luis Menotti

Venezuela: Arizoleta, Ochoa, Useche, Marquina, Orlando Torres, Alejo González, Mendoza, Páez, Rivas, Iriarte (Rubén Torres), Iván García (Acurcio). C.T. Walter Roque.

Ma, al di là di questa storica vittoria, resta il fatto che l’Argentina guidata da César Luis Menotti, con Osvaldo Ardiles e Mario Kempes tra i propri ranghi, fu eliminata dai verde-oro in ragione di una sconfitta in Brasile per una doppietta di Nelinho in rimonta sul gol di Julio Daniel Asad e per una sconfitta al ritorno in Argentina, a causa di una rete brasilera realizzata da Danival.

Passando al secondo girone, possiamo dire che il Perù si impose grazie a giocatori del calibro di  Capitan  Héctor Chumpitaz  in difesa e Teófilo Cubillas, Hugo Sotil e César Cueto in attacco (questi ultimi due migliori marcatori della loro nazionale) e anche Enrique Casaretto o Percy Rojas. I peruviani pareggiarono la prima partita del girone, in una trasferta in Cile, e poi vinsero tutte le altre partite.

Di questo girone, stupendo il gol di Oblitas nella partita di ritorno col Cile, giocata il 20 agosto del 1975 nell’Estadio Nacional de Lima, davanti a 60.000 spettatori.

Nei primi minuti c’era stato subito l’uno a zero per il Perù, grazie ad un gol di Percy Rojas, nato da un tiro ravvicinato, sugli sviluppi di un corner. Al 32′, arrivò il raddoppio. Lancio dal lato sinistro del centrocampo di Cubillas (forse era Chumpitaz: le immagini non sono nitide). Il pallone tagliò diagonalmente la metà del campo cileno e trovò Percy Rojas sul limite destro dell’area avversaria. “L’argentino” della Blanquirroja fece un paio di numeri in quel tratto di campo, si liberò di un avversario e poi crossò al centro dell’area. Lì c’era Juan Carlos Oblitas, marcato da due o tre cileni. Il delantero peruviano controllò la palla di destra, spalle alla porta, e dopo un doppio palleggio segnò uno splendido gol in rovesciata. La partita finì tre a uno per i padroni di casa (reti di Rojas, Oblitas e Cubillas) e permise al Perù di accedere alla semifinale.

Nel Gruppo C passò la Colombia a scapito di Paraguay ed Ecuador. Particolarmente sentita, la lotta tra Colombia e Paraguay. Su un sito di lingua spagnola dedicata al calcio sudamericano si può leggere che “Ad Asunción la partita fu rovente e, verso il finale del primo tempo, Ernesto Díaz segnò per la Colombia. Sembra che, al momento del gol, il colombiano disse qualcosa di sgradito al portiere avversario, Ever Almeida, e da lì si scatenò una tremenda rissa. La polizia entrò in campo e farne le spese furono i colombiani Willington Ortiz, Alfonso Cañón, ‘Mosca’ Caicedo, Pedro Zape, ‘Toto’ Rubio e tutti gli altri. Fu malmenato anche il tecnico Efraín ‘El Caimán’ Sánchez”.

Alla fine l’arbitro sospese l’incontro e il Conmebol assegnò la vittoria a tavolino alla Colombia che si qualificó per la semifinale del torneo: Colombia prima del girone a 8 punti, Paraguay secondo a tre punti ed Ecuador ultimo a un punto.

Le semifinaliste erano dunque Brasile, Colombia e Perù, ai quali si aggiunse l’Uruguay, squadra detentrice del trofeo. Il calendario prevedeva Colombia-Uruguay e Brasile-Perù. Gli incontri di andata e ritorno erano fissati per il 21 settembre e il 1⁰ ottobre per Colombia e Uruguay e per il 30 settembre e il 4 ottobre per Brasile e Perù.

SEMIFINALE COLOMBIA-URUGUAY

Per il resoconto delle due partite possiamo affidarci ad un servizio su “El Tiempo” sapendo che, trattandosi di un quotidiano di Bogotà, non offre certo un punto di vista imparziale. Quindi bisognerà integrare il resoconto con informazioni ricavate da altri giornali, da altre fonti, da altre pubblicazioni.

La partita di andata

“El Tiempo” giustamente enfatizza il risultato di tre a zero a favore dei colombiani. Nel suo reportage, c’è però l’omissione di un dettaglio importante. Omissione rappresentata dal non menzionare il fatto che l’uruguagio De Los Santos fu espulso, dopo poco più di un quarto d’ora di gioco del primo tempo. La “Celeste”, quindi, giocò quasi l’intera partita in dieci. Detto questo, va sottolineato che, nonostante l’inferiorità numerica, l’Uruguay si difese bene per tutto la prima frazione di gioco. Fu questo probabilmente il motivo per cui, a metà del primo tempo e all’inizio del secondo, il tecnico colombiano fece due cambi. Sostituzioni, tra l’altro, che si rivelarono sicuramente azzeccate. Infatti, poco dopo l’inizio della ripresa fu proprio uno dei due subentrati a portare in vantaggio i padroni di casa. Parlo di Edgar Angulo, bravo a sfruttare un traversone di Ernesto Díaz e a superare il portiere uruguagio.

Il secondo gol colombiano, verso il 20′ del secondo tempo, nacque ancora su un assist di Díaz, ma in quel caso fu Ortiz a finalizzare l’azione.

Cambiamenti di ruoli e di tipo di partecipazione all’azione, ma gli artefici della vittoria colombiana furono sempre gli stessi: Díaz, Angulo e Ortiz. Ad un minuto dal termine arrivò il terzo gol: Angulo servì Ortiz che passò la palla a Diaz il quale segnò con il classico colpo di testa che i sudamericani chiamano la “palomita”. La partita di andata finì così. I colombiani si preparavano alla trasferta di Montevideo forti di un vantaggio di tre reti a zero.

Il tabellino della finale di andata (fonte: Asociación Uruguaya de Fútbol).

Bogotà, 21 settembre 1975. Stadio El Campín. Spettatori: 40.000 circa

Colombia-Uruguay 3-0

Marcatori: 52′, Angulo; 66′, Ortiz; 89′, Diaz.

Espulso: 17′, De Los Santos (Uruguay).

Arbitro: César Orozco (Perú).

COLOMBIA: Zape, Segovia, Zárate, Escobar, Bolaño,  Umaña, Retat (Lóndero, 45′), Calero, Ortiz, Díaz, Castro (Angulo, 25′). Allenatore: Efraín Sánchez.

URUGUAY: Corbo, De Los Santos, Olivera, González, Acosta, Mier, Forlán (Lorenzo, 75′), Unanue, Silva, Morena, Ocampo (Morales, 70′). Allenatore: Juan Alberto Schiaffino.

La partita di ritorno

Diciamo subito che, secondo il non imparziale punto di vista dei colombiani, gli uruguagi la misero subito sul piano fisico. La stampa di Bogotà parla di tre infortunati tra i colombiani: una lesione muscolare, un colpo alla rotula e addirittura una commozione cerebrale. Le proteste degli ospiti nei confronti dell’arbitro portarono all’espulsione di Efraín Sánchez “El Caimán”, del suo secondo e del massaggiatore.

La ricostruzione di quella giornata, sempre nella versione dei colombiani, continua con una testimonianza di Ponciano Castro che sottolinea d’entrata il grande merito del portiere Zape, capace di neutralizza due rigori, dopo che aveva subito un primo gol anch’esso su penalty. Nel servizio giornalistico, a quel punto il racconto passa da Castro proprio a Zape. Il numero uno spiega che il primo rigore fu trasformato da Fernando Morena mentre in occasione del secondo riuscì dapprima a respingere e poi a bloccare il pallone ma, in quel frangente, subì una carica e un calcio da Morena che aveva cercato di tirare a rete. In quella circostanza, Zape subì una lussazione della spalla che lo avrebbero tormentato per due anni. Comunque, sempre secondo la rievocazione del portiere colombiano il suo compagno di squadra Oswaldo ‘el pescadito’ Calero riuscì a riposizionare l’omero di Zape e il portiere fu in grado di giocare i restanti quaranta minuti.

Comunque, come sottolineato nella conclusione dell’intervista a Zape, anche grazie ai due rigori parati da lui, il risultato finale fu di uno a zero per gli uruguagi. Forti dei tre gol di vantaggio segnati all’andata, i colombiani si erano conquista un posto in finale.

Il tabellino della finale di ritorno (fonte: Asociación Uruguaya de Fútbol).

Montevideo, 1⁰ ottobre 1975. Estadio Centenario di Montevideo, Uruguay.

Uruguay-Colombia1-0

Marcatori: 17′, Fernando Morena.

Arbitro: Luis Hormazábal (Cile).

Guardalinee: Edison Pérez (Perù), Ángel Norberto Coerezza (Argentina)

URUGUAY: Corbo, González, Peruena (80′), Chagas, Mier, Carrasco, Acosta, Silva, Lorenzo (61′), Morena, Forlán. Sostituzioni: Pereyra (80′), Revetria (61′). C.T. Juan Alberto Schiaffino

COLOMBIA: Zape, Segovia, Zárate (45′), Escobar, Bolaño, Umaña, Retat, Calero, Ortiz (45), Díaz, Castro. Sostituzioni: Caicedo (45′), Soto (45′).

C.T. Efraín Sánchez.

SEMIFINALE BRASILE-PERÙ

La partita di andata

Come orgogliosamente sottolineato dal quotidiano di Lima “El Comercio”, in un articolo uscito all’indomani della trasferta peruviana in Brasile, quell’incontro fu un “sensazionale e categorico trionfo”.

Il match ebbe luogo alla vigilia di un altro storico evento sportivo: il terzo e ultimo incontro di boxe che si svolse il giorno dopo, a Manila, tra Joe Frazier e Cassius Clay, con quest’ultimo vittorioso per K.O. tecnico.  Fu un evento che attirò l’attenzione del mondo e anche il cronista peruviano accenna a quell’incontro di pugilato prima di passare alla cronaca della semifinale di Coppa America, precisando che il duello tra Joe Frazier e Cassius Clay sarà trasmesso via satellite. Inoltre, dietro le porte e ai lati del campo, erano stati collocati dei pannelli pubblicitari che ricordavano l’imminenza dell’incontro di boxe.

Quel giorno, il Perù passò in vantaggio al 19′ grazie a un bel gol di destro di Enrique Casaretto che, entrato in area brasilera a seguito di una verticalizzazione di Cubillas, fece partire un tiro imprendibile per il portiere Raúl: un tiro basso, teso e angolato. Verso il 23′, il Perù avrebbe avuto anche una buona occasione per raddoppiare, grazie ad una bella discesa di Casaretto sulla sinistra e al conseguente suo traversone nel centro dell’area avversaria. Ma Cubillas perse il tempo e non riuscì a colpire il pallone in maniera efficace. Nel primo tempo, il Brasile cercò di recuperare lo svantaggio ma non andò oltre una bella discesa sulla destra di Roberto Batata e un paio di punizioni dal limite. Per completezza di informazione, aggiungo che negli ultimi cinque minuti il Brasile reclamò due rigori che però, giustamente, non furono concessi dall’arbitro. In quei minuti finali, da segnalare anche un bel calcio di punizione di Chumpitaz che costrinse Raúl alla deviazione sopra la traversa.

Ma nel secondo tempo, al 50′ arrivò il pareggio verde-oro, grazie ad un gol di Roberto Batata che superò Sartor con un tiro di destro, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Nelinho. Al 78′ il Brasile reclamò per la terza volta il rigore. Ma anche in questo caso l’arbitro fece segno di proseguire. All’80’, sugli sviluppi di un’azione che nacque sulla sinistra grazie ad Oblitas, Casaretto si ritrovò il pallone nell’area piccola ma non riuscì ad andare a rete. Poi seguirono altre due reti peruviane. A poco meno di una decina di minuti dal termine, Cubillas riporto in vantaggio i peruviani su calcio di punizione, con un tiro eseguito splendidamente. Il suo fu un calcio quasi da fermo: il fuoriclasse peruviano fece giusto un paio di lenti passi lateralmente e poi calciò senza rincorsa un tiro di destro a rientrare che oltrepassò la barriera brasiliana e andò a infilarsi nel sette alla sinistra di Raúl. Passarono un paio di minuti e Oswaldo Ramirez avrebbe avuto anche l’occasione di segnare la terza rete, ma si coordinò male al momento del tiro da una distanza ravvicinata. I brasiliani reagirono e cercarono il pareggio. Ci andarono vicini all’87’, con un pericoloso colpo di testa di Batata ma Sartor riuscì a parare. A quel punto, si confermò il detto del “gol mancato, gol subito”: lungo lancio di Sartor, un paio di batti e ribatti e poi la palla arrivò a Casaretto, che superò Raúl con un sinistro da fuori area. La palla colpì la parte bassa e interna del palo alla sinistra del numero uno dei verde-oro. La partita finì con la vittoria dei peruviani che, forti del loro tre a uno, si apprestano a ricevere i brasiliani in casa propria. Ma, come vedremo sull’esito di quella sfida di andata e ritorno non era ancora stata detta l’ultima parola.

Il tabellino della finale di andata (fonte: “El Comercio”)

30 settembre1975. Stadio Mineirão di Belo Horizonte, Brasile. Spettatori 37.000 circa.

Brasile-Perù 1-3. Marcatori: Enrique Casaretto 19′ e 88,’; Roberto Batata, 50′; Cubillas, 81′.

Arbitro: Miguel Ángel Comesaña (Argentina).

Guardalinee: Barreto (Uruguay), Robles (Cile).

BRASILE: Raúl, Nelinho, Miguel, Piazza, Getulio, Wanderley, Gerardo (Zé Carlos), Palhinha, Roberto Batata, Roberto (Rainaldo), Romeu.

PERÙ: Sartor, Soria (Navarro), Meléndez, Chumpitaz, Díaz, Quesada, Ojeda, Cubillas, Ramírez, Casaretto, Oblitas.

La partita di ritorno

Per i peruviani, l’incontro di semifinale a Lima partì ben presto in salita: dopo solo dieci minuti i brasiliani andarono in vantaggio su autorete di Julio Meléndez. Su un rilancio della difesa peruviana, la palla era arrivata sulla sinistra a Zé Carlos, in un punto poco fuori dall’area. Il centrocampista brasilero aveva colpito di prima intenzione e, nella sua traiettoria verso la porta avversaria, il pallone era stato appunto deviato da Julio Meléndez che aveva spiazzato il proprio portiere.

Nel secondo tempo, Zé Carlos si trasformò da marcatore in uomo assist. Al 61′, il centrocampista verde-oro prese palla poco prima della trequarti e fece un passaggio per Campos. Quest’ultimo effettuò un semplice controllo di palla a seguire e poi fece partire un bolide da una trentina di metri che si stampò sul sette alla destra di Sartor.

Ma, al di là degli aspetti tecnici, da un punto di vista narrativo sono interessanti i risvolti e i retroscena legati a questa partita.

Il due a zero a favore del Brasile al ritorno, annullava la vittoria per tre a uno in Brasile dei peruviani. Questo perché, ai tempi, non vigeva ancora la regola in base alla quale in caso di parità si dava più peso ai gol in trasferta.

D’altra parte il regolamento di allora non prevedeva la possibilità di uno spareggio in semifinale. Non restava che stabilire il passaggio del turno con un sorteggio.

La vicenda, come accennato nella pagina internet della peruviana “America TV”, è passata alla storia come quella della “pelota, más fría”: la pallina più fredda. Il sorteggio si basava sul fatto che una bambina avrebbe dovuto estrarre da un sacchetto una delle due palline che si trovavano all’interno. Una pallina riportava il nome del Perù e l’altra, ovviamente, quello del Brasile. Il sospetto, per certi aspetti divenuto una specie di leggenda metropolitana, è che per facilitare la scelta al tatto, quella indicante il nome del Perù era stata tenuta a lungo in un congelatore. I dubbi a riguardo erano anche aumentati dal fatto che la bambina scelta per l’estrazione era stata Verónica Salinas, nipote di Teófilo Salinas, peruviano e Presidente della C.S.F. (Confederazione Sudamericana di Fútbol). Secondo quel sospetto, dunque, alla bambina furono date istruzioni affinché tirasse fuori la pallina più fredda. Tuttavia, a riguardo non si sono mai trovate prove. E quella della “pelota más fría” resta solo ipotesi non suffragata dai fatti.

Sia quel che sia, il Perù andò in finale ed era destinato a sfidare la Colombia guidata da Efraín Sánchez, detto ” El Caimán”.

Il tabellino della finale di ritorno (fonte: José Nicolas Carluccio, “L’Almanacco della Copa América”, Urbone Publishing).

4 ottobre 1975. Stadio Alianza di Lima, Perù.

Perù-Brasile 0-2

Marcatori: 10′, Meléndez (P), autorete; 61′, Campos (B).

Arbitro: Arturo Ithurralde (Argentina).

PERÙ: Sartor, Soria, Meléndez, Chumpitaz, Díaz, Quesada, Rojas, Cubillas, Casaretto, Oblitas, Ramírez (Ojeda). Allenatore: Marcos Calderón.

BRASILE: Raúl, Nelinho, Vantuir, Piazza, Getulio, Wanderley, Zé Carlos, Batata, Gerardo (Palhinha) Campos (Dinamita), Romeu. Allenatore: Osvaldo Brandão.

LE TRE FINALI TRA PERÙ E COLOMBIA

Per la contesa del titolo, partiamo dai resoconti di Hérnan Peláez Restrepo e di Camilo Tovar, cronisti sportivi de “El Tiempo”, il più importante quotidiano della Colombia.

LA PRIMA FINALE

La prima finale si giocò giovedì 16 ottobre 1975 allo Stadio El Campín di Bogotà. Vinse la Colombia uno a zero e, l’indomani, “El Tiempo” titolò che era stato colombiano il passaggio dei vincitori. All’interno delle sue pagine, in un articolo firmato da Camilo Tovar, si poteva leggere che “fu sufficiente che un calcio di punizione tirato di sinistro da Ponciano Castro incontrasse le gambe aperte del portiere Sartor per trovare una strada aperta verso la rete degli Incas al 39′ minuto del primo tempo”.

All’indomani di quella vittoria colombiana, il quotidiano di Bogotà faceva prova di grande ottimismo, in uno sei suoi articoli il titolo recitava: “Colombia ad un passo dal titolo”.

Il tabellino della prima finale

Colombia, Bogotà, 16 ottobre 1975. Estadio El Campín.

Colombia-Perù 1-0

Marcatori: 18′, Ponciano Castro.

Arbitro: Miguel Ángel Comesaña (Argentina).

Colombia: Pedro Zape, Arturo Segovia, José Zárate, Miguel Escobar, Oscar Bolaño, Diego Umaña, Oswaldo Calero, Eduardo Retat, Carlos Emilio Rendón (José Ernesto Díaz), Hugo Horacio Lóndero, Ponciano Castro. C.T.  Efraín Sánchez.  Sostituzioni: José Ernesto Díaz

PERÙ: Ottorino Sartor, Eleazar Soria, Julio Meléndez, Héctor Chumpitaz, Rubén Toribio Díaz, Alfredo Quesada, Percy Rojas, Geronimo Barbadillo Santiago Ojeda, Oswaldo Ramírez, Juan Carlos Oblitas. C.T. Marcos Calderón. Sostituzioni: (51′).

LA SECONDA FINALE

La finale di ritorno si giocò il 22 ottobre nello Stadio Nazionale di Lima e la vittoria andò ai padroni di casa che batterono i colombiani due a zero.

L’inviato speciale de “El Tiempo”, Hérnan Peláez Restrepo nel titolo del suo articolo sottolineava che il verdetto su chi dovesse portare la “Corona” del vincitore era stato rinviato. Il cronista sportivo di Bogotà continuava dicendo: “di fronte ad una squadra rivale che non è stata in grado di esprimere il suo gioco vibrante, rapido e aggressivo, gli Incas hanno rimontato la sconfitta dell’andata subita a Bogotà per uno a zero otto giorni fa. Un autogol del centrale José “Boricua”  Zárate,  al 18′, e un gol su colpo di testa di Oswaldo “Chachito” Ramirez al 43′: sono queste le marcature realizzate dal Peru “.

Rispetto a Zárate, a mio parere, più che l’autorete in sé, dovuta ad un retropassaggio al proprio portiere calibrato male e  da distanza ravvicinata, è da ritenere colpevole per non avere seguito e difeso, col corpo una palla calciata dai peruviani che avrebbe potuto “accompagnare” sul fondo. Invece quella palla fu recuperata da Oblitas prima che uscisse e da lì nacque l’azione del primo gol blanquirroja, proprio su autorete di Zárate. Quanto alla seconda rete, molto bella la scelta di tempo di Oswaldo Ramirez che anticipò l’uscita del portiere avversario.

Il tabellino della seconda finale

Perù. 22 ottobre 1975. Estadio Nacional di Lima.

Perù-Colombia 1-0

Marcatori: 25′, Hugo Sotil.

Arbitro: Ramón Barreto (Uruguay).

PERÙ: Ottorino Sartor, Eleazar Soria, Julio Meléndez, Héctor Chumpitaz, Rubén Toribio Díaz, Alfredo Quesada, Percy Rojas (51′, Oswaldo Ramírez), Santiago Ojeda, Teófilo Cubillas, Hugo Sotil, Juan Carlos Oblitas. C.T. Marcos Calderón. Sostituzioni: Oswaldo Ramírez (51′).

Colombia: Pedro Zape, Arturo Segovia, José Zárate, Miguel Escobar, Oscar Bolaño, Diego Umaña (55’, Eduardo Retat), Oswaldo Calero, Willington Ortiz, Víctor Campaz, Jairo Arboleda, José Ernesto Díaz (85′  Ponciano Castro). C.T.  Efraín Sánchez.  Sostituzioni: Eduardo Retat (55′). Ponciano Castro (85′).

LA TERZA FINALE

Lo scontro decisivo fu disputato sul campo neutro dello Stadio Olimpico della Città di Caracas, di fronte a circa 30.000 persone. In realtà, nel ricordo di Pedro Ruiz, centrocampista della nazionale peruviana, quella partita non fu giocata in campo neutro ma in trasferta, perché c’era una forte presenza di tifosi colombiani e gli stessi venezuelani sostenevano la nazionale della Colombia. Anche per questo, sempre a detta di Ruiz, a fine match i peruviani rientrarono rapidamente nella loro ambasciata a Caracas.

L’incontro fu diretto dall’arbitro uruguayano Ramón Barreto Ruiz. La vittoria andò al Perù che vinse grazie ad un gol segnato da Hugo Sotil al 25′.

Per il quotidiano “El Tiempo” a seguire l’incontro fu ancora Hérnan Peláez Restrepo che scrisse: “Nonostante la sconfitta, la Colombia può comunque celebrare l’arrivo in finale della massima competizione di calcio continentale: un evento senza precedenti […] Hugo Sotil ha impresso il suo sigillo all’incontro. Pur non raggiungendo i livelli spettacolari di Cubillas è stato costantemente una spina nel fianco per Escobar e Zárate”.

In effetti, Hugo Sotil fu autore di una buona prestazione e di un bel gol di rapina.

Al 25′, a seguito di vari attacchi, il Perù conquistò un fallo laterale sulla trequarti di destra. Lo batté Soria che chiese e ottenne uno scambio con Alfredo Quesada, su colpo di testa.  Ricevuta nuovamente la palla, Soria fece partire un cross verso l’area avversaria che provocò una serie di rimpalli della difesa colombiana: prima Segovia e poi Zárate fecero dei rinvii per allontanare il pericolo dalla propria area. Al secondo rinvio, il pallone finì tra i piedi di Cubillas che lo calciò di potenza verso la porta difesa da Zape. Il tiro venne per l’ennesima volta intercettato dai colombiani e, sul rimpallo, Sottil fu bravo a rubare il tempo agli avversari e a segnare il gol dell’uno a zero, che poi sarebbe stato il risultato definitivo.

Un’ultima annotazione per ricordare che in questa partita Zape parò un rigore a Cubillas.

Il tabellino della terza finale.

Colombia. 28 ottobre 1975. Estadio Olímpico Universidad Central del Venezuela, Caracas. 30.000 spettatori.

Perù-Colombia 2-0

Marcatori: 18′, Juan Carlos Oblitas, 44′ Oswaldo Ramírez.

Arbitro: Juan Silvagno (Cile).

Note: 66′, Zape para un rigore a Cubillas

PERÙ: Ottorino Sartor, Eleazar Soria, Julio Meléndez, Héctor Chumpitaz, Rubén Toribio Díaz, Alfredo Quesada, Percy Rojas, Geronimo Barbadillo (Pedro Anselmo Ruiz), Santiago Ojeda, Oswaldo Ramírez, Juan Carlos Oblitas. C.T. Marcos Calderón. Sostituzioni: Pedro Anselmo Ruiz.

Colombia: Pedro Zape, Arturo Segovia, José Zárate, Miguel Escobar, Oscar Bolaño, Diego Umaña, Oswaldo Calero, Eduardo Retat, Jairo Arboleda, Hugo Horacio Lóndero, Ponciano Castro. C.T.  Efraín Sánchez.

 

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Classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Pubblicazioni:“Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020; Seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020; "Imbarco Immediato. Didattica dell'italiano. A1", Fanalex Publishing, Ginevra 2021; "Dieci Racconti di una Lucertola del Porto di Genova", Urbone Publishing, 2021 e, infine, "Il Calcio Anni Settanta. Primo Volume 1969-1974", Urbone Publishing , 2022. Prossime uscite editoriali: "Les Suisses Pionniers du Football Italien", Éditions Mimésis France, settembre 2022; "Decollo. Didattica dell'italiano. A2", Fanalex Publishing, Ginevra, autunno 2022. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

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