Storie di Calcio

24 Settembre 1972: la prima partita in A della Ternana di Viciani

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L’esordio in Serie A della Ternana di Viciani

Era l’inizio dei mitici anni ’70, quelli del calcio totale olandese, dell’Ajax di Cruijff e del Bayern di Beckenbauer. L’Italia dei tanti campionissimi veniva da un mondiale messicano vissuto in prima linea e sfuggito sul più bello contro il fortissimo Brasile di Pelé. Nel 1974 sarebbe andata molto peggio, con un nido azzurro formato da troppi solisti, qualche fenomeno e nessun progetto concreto alle spalle.

In quegli anni, all’interno del panorama calcistico nostrano, un personaggio silenzioso e poco conosciuto costruiva una storia unica e irripetibile. Corrado Viciani da Bengasi, natali libici e famiglia italiana, con un passato da giocatore fatto di tempra e fatica tipiche del mediano.

Dopo le esperienze da calciatore con Fiorentina, Como e Genoa, Viciani aveva deciso di dedicarsi alla panchina e all’applicazione di una rivoluzionaria idea di calcio. Il suo laboratorio sarebbe stato la Ternana del presidente Creonti, compagine capace di dominare il Girone C della Serie C 1967/68 (quello che comprendeva, tra le altre, squadroni del calibro di Lecce, Casertana e Taranto).

Il gioco corto sbanca dunque in Italia, osannato dai tifosi e denigrato dai puristi tricolore. Per Corrado erano importanti i passaggi brevi, il pressing asfissiante, l’organizzazione che vince sulla tecnica.

“Mago non è nessuno, perlomeno fin quando uno poggia le proprie chance sul lavoro e sulla serietà. Si tratta di non preoccuparsi tanto di quello che fanno gli avversari quanto di avere, noi, un gioco nostro proprio”.

Per lui Germania e Olanda non correvano di più ma erano semplicemente meglio organizzati.

Torna a Terni nel 1971 (dopo le esperienze con Atalanta e Taranto) ed è in quel momento che si consacra il suo mito. Insieme al presidente Taddei costruisce, con 40 milioni di Lire, una squadra tenace formata da elementi di esperienza come il capitano Mastropasqua. Vince la Serie B con 50 punti, mettendosi alle spalle niente meno che la mitica Lazio di Maestrelli e Chinaglia (seconda a 49) e porta i rossoverdi per la prima volta in A.

E’ l’inizio dell’apoteosi per un allenatore che avrebbe gettato il seme di un percorso di rinnovamento calcistico di tutto il sistema italiano e che avrebbe ispirato gente come Sacchi e Guardiola, anch’essi ferventi sostenitori di un pallone basato più sulla gestione dell’organizzazione che sul lancio lungo.

“Se per plagio s’intende averli portati a ragionare come gruppo, tutti al medesimo modo, allora è quasi un plagio. Sarebbero dei robot di genio”. 

Il 24 Settembre del 1972, nel mitico Stadio San Paolo di Napoli, la Ternana gioca la sua prima partita in massima serie. Il gol del pungente Damiani sbatte in faccia alla truppa di Viciani le difficoltà della categoria e di quel calcio italiano troppo improntato sulla chiusura. Alla fine del torneo il fere raccoglierà soltanto 16 punti e andrà in B. Rimarrà comunque la capacità di aver portato una piccola rivoluzione in un calcio che rivoluzioni non ne voleva.

 

(GLIEROIDELCALCIO.COM di Andrea Gioia)

Foto WIKIPEDIA

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