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25 Marzo 1962: il Milan vince a tavolino contro l’Atalanta dopo l’invasione di campo

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

Due giorni prima della partita, Emilio Violanti aveva chiesto a Valcareggi come pensava di fermare Rivera. La risposta del futuro allenatore della Nazionale era stata piuttosto eloquente e pragmatica:

“Col mitra non si può, il regolamento lo proibisce. Allora tenterò con Nielsen, che di classe non difetta, ed ha la falcata ampia del mezzofondista nordico”

Il 25 Marzo del 1962 la sua Atalanta era chiamata a sfidare lo squadrone di Rocco, compagine proiettata verso uno Scudetto quasi certo, alla fine conquistato con 5 punti di vantaggio sui cugini nerazzurri.

Tutti gli indizi portavano verso un incontro combattuto, da giocare con un celato ottimismo della vigilia da entrambi i contendenti. Prima delle 15.00 lo Stadio Comunale sembrava quindi essere pronto per assistere alla sfida tra due veterani delle panchine italiane.

Alle 15.07, però, iniziarono ad esserci le prime avvisaglie di quello che sarebbe successo di li a poco. I cancelli di recinzione interni cedettero in sequenza, uno dopo l’altro, sulla spinta dei tanti tifosi assiepati sulla spalti. L’ombra del fattaccio di Torino dell’Aprile 1961 aleggiava ormai come una sentenza.

In poco meno di mezz’ora il terreno di gioco era ormai diventato territorio neutro all’interno del quale camminavano tifosi con bandieroni al seguito, famiglie con bambini e spettatori incuriositi dall’insolito siparietto.

A nulla erano valsi i richiami diffusi attraverso gli altoparlanti, né i tentativi delle Forze dell’Ordine di riportare la normalità. D’altronde, tutta quella gente, aveva pagato regolarmente il biglietto.

Quello era proprio il punto: la capienza oltre il limite, con un pubblico di paganti che superava di gran lunga i 29.000 previsti.

La decisione finale, naturalmente, sarebbe toccata all’arbitro dell’incontro. Giuseppe Adami era l’esperto direttore di gara chiamato dalla federazione per dirigere quel derby lombardo. Un fischietto di livello internazionale, serio, deciso ad applicare il regolamento alla lettera. Ed infatti quello fece, dopo una serie interminabile di trattative tenutesi all’interno degli spogliatoi.

L’Atalanta voleva giocare, il Milan no. L’Atalanta si appellava sul fatto che i tifosi a muovere i bandieroni erano tifosi milanisti; il Milan, invece, puntava sull’impossibilità di avere gente sul campo durante una partita.

La postilla era rappresentata dal precedente di Adami, il quale si era trovato nella stessa situazione, nello stesso Stadio, il 25 Settembre 1960. Quella partita si era poi giocata regolarmente, nonostante i tifosi non permettessero nemmeno di calciare un angolo per quanti erano.

Alla fine la spuntarono i meneghini, vittoriosi con un due a zero a tavolino ratificato la settimana successiva.

 

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