La Penna degli Altri

Ritratto di Antonio Sibilia, il presidentissimo dell’Avellino anni ’80

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(RIVISTACONTRASTI.IT di Domenico Rocca – Foto WIKIPEDIA)

Rivista Contrasti ci consegna un ritratto di Antonio Sibilia, il presidente dell’Avellino anni ’80. Ecco uno stralcio.

[…] Gli anni ottanta sono consacrati da tutti come la vetta più alta mai toccata dal calcio nostrano in quanto a qualità e popolarità. […] Sono soprattutto gli anni delle provinciali, di quelle piccole realtà che arrivano per la prima volta nella massima serie sorrette da interi contesti cittadini

[…] Antonio Sibilia fu uno dei personaggi più controversi in assoluto nel panorama calcistico Italiano: un uomo di strada ma dal grande ingegno, capace di costruire da solo un impero edilizio ed economico adattandosi ad ogni evenienza. […] La sua è una carriera che, se da un lato lascia spunti teatrali destinati ad entrare nella hall of fame del calcio anni ’80.

[…] Molto intransigente […] di lui l’allenatore Orrico, licenziato bruscamente, dice che è un uomo di un’altra epoca, rinascimentale. Il commendatore però, dal canto suo, è straordinariamente sicuro:

[…] Con lui l’Avellino approda prima in serie B nel 1973 e poi, nel 1978. […] Nel 1983, mentre si trova al Gallia Hotel di Milano, il centro nevralgico del calciomercato, due agenti lo arrestano nel bel mezzo di una contrattazione con un dirigente del Taranto.

[…] Numerose le partite storiche giocate al Partenio. Tra tutte spicca senza dubbio quel4-0 rifilato al Milan di Baresi nella stagione 83\84, prima giornata di campionato con uno stadio gremito da 40.000 spettatori circa. In quel decennio di permanenza in Serie A sono molti i campioni a passare per l’’Irpinia, colpita nel 1980 da un disastroso terremoto. Dal prima citato Juary, talismano brasiliano che si fece ricordare per la sua frenetica esultanza intorno la bandierina, al peruviano Jeronimo Barbadillo; da Ramon Diaz ”el puntero triste”, come fu soprannominato a Napoli dove non trovò mai spazio, ad uno come Nando De Napoli, che vestirà poi anche la casacca azzurra; ma ce ne sono moltissimi altri.

 

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