La Penna degli Altri

A Brescia chi va tra i pali passa alla storia

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CORRIERE DELLA SERA – […] a Brescia chi va tra i pali spesso passa alla storia, oppure — è capitato cinque volte — finisce in nazionale […]

Tutto partì nel 1915 con Giuseppe Trivellini, nativo di Gottolengo, che a diciannove anni debuttò con l’Italia dei grandi in un’amichevole contro la Svizzera. La prima guerra mondiale, scoppiata poco dopo, gli fece perdere il fratello Luigi, a sua volta centrocampista del Brescia, non la passione per il calcio: in nazionale marcò altre sei presenze, resta il recordman di sempre tra le rondinelle. Fu poi lui ad allevare Giuseppe Bepi Peruchetti, valtrumplino, per tutti la Pantera nera, soprannome che gli fu attribuito quando difese — con una divisa all black -—i pali dell’Inter. Prima, dal 1928 al 1935, divenne il miglior portiere in Italia con la maglia del Brescia fino al passaggio in nerazzurro, cui seguì quello alla Juventus durante la seconda guerra mondiale, in cui rischiò la vita: i fascisti lo condannarono a morte con l’accusa di avere fornito armi ai partigiani, la Liberazione lo salvò e divenne allenatore.

Toccò a Luca Marchegiani seguire la scia dei due miti del passato, ma si dovette aspettare fino al 1992. Cinque anni prima, venne scovato nello Jesi e acquistato dalle rondinelle, dove tuttavia era chiuso dall’ex campione del mondo Ivano Bordon […] venne ceduto dopo un anno e mezzo al Torino, prima della cessione alla Lazio di cui fu bandiera. Nel mezzo, un Mondiale nel 1994 con tre partite disputate per sostituire lo squalificato Pagliuca.

Sia Emiliano Viviano sia Alessio Cragno, l’ultimo staffettista […] hanno esordito in azzurro. […] Entrambi sono stati forgiati da Giacomo Violini, storico preparatore ai tempi di Corioni […] tutto è iniziato da Brescia.

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