La Penna degli Altri

Calcio, tutti i campionati interrotti nella storia

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GQITALIA.IT (Adriano Stabile) – […] nella primavera del 1915 quando, a causa dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, il nostro calcio si fermò improvvisamente senza più riprendere davvero fino al 1919. Il 23 maggio 1915, dopo settimane di apprensione, indiscrezioni e con alcuni calciatori già sottratti ai campi verdi per essere arruolati nell’esercito, la Federcalcio fermò il campionato, che allora non si chiamava ancora Serie A (ma Prima Categoria) e che era diviso in svariati gironi, tra nord, centro e sud Italia. Alle 14.30 di quel giorno di maggio di 105 anni fa, con le squadre già schierate per disputare sfide come il derby Milan-Inter e Genoa-Torino, gli arbitri lessero il comunicato che fermava tutti i tornei, con rinvio dei match a data da destinarsi. Le proteste per lo stop al calcio non mancarono, ma furono sovrastate dal sentimento interventista comune nell’Italia dell’epoca. La guerra durò oltre tre anni, molto più di quanto si sperasse, e il campionato italiano 1914-15 non venne mai concluso. Moltissimi calciatori partirono per il fronte e in tanti non tornarono più a casa: morirono atleti come Virgilio Fossati, Claudio Casanova, Gino Goggio, Felice Milano e Carlo Galletti, nomi pressoché sconosciuti oggi, ma all’epoca di primo livello perché giocatori della nazionale italiana. Alla fine della Grande Guerra lo scudetto venne assegnato d’ufficio al Genoa, primo in classifica nel girone settentrionale al momento dell’interruzione, ma ancora oggi quel titolo è conteso […]

La sospensione dei tornei calcistici, in tutto il mondo, evoca purtroppo guerre e disordini, come accaduto nel 1939 all’Inghilterra, che visse un campionato di appena tre giornate. Il 26 e il 30 agosto si disputarono i primi due turni della First Division, antenata della Premier League odierna, il 1° settembre la Germania di Hitler invase la Polonia dando inizio al secondo conflitto mondiale, […] il titolo non venne mai assegnato anche perché il campionato, in Inghilterra, restò sospeso per 7 anni. In quelle settimane non poteva non fermarsi il campionato polacco, bloccato a fine agosto dall’invasione tedesca: il torneo, iniziato il 26 marzo 1939, venne interrotto alla 14ª giornata con il Ruch Chorzow, primo in classifica, che non si vide mai assegnare quel titolo. Non si era invece fermato il calcio in Austria, paese annesso da Hitler nel 1938: il campionato austriaco è continuato sotto il controllo della federcalcio tedesca fino alla stagione 1944-45, interrotta a inizio aprile (con il Rapid Vienna in vetta), dopo nove giornate, quando le truppe sovietiche erano ormai alle porte di Vienna. L’Unione Sovietica, dal canto suo, aveva conosciuto lo stop ai campionati di calcio nel giugno 1941, quando le truppe tedesche avevano sfondato i confini russi, costringendo l’Armata Rossa alla ritirata fin quasi a Mosca. Il massimo torneo sovietico venne fermato dopo 12 giornate, con Dinamo Tbilisi e Dinamo Mosca prime in classifica e private della possibilità di conquistare il titolo. Quindici anni più tardi, nell’autunno 1956, i russi si trasformarono da vittime a carnefici con la repressione violenta della rivoluzione ungherese: la Nemzeti Bajnokság, la Serie A magiara, venne interrotta con poche gare ancora da disputare e lo scudetto, nonostante l’Honved Budapest fosse prima con un buon margine, non venne attribuito. L’effetto di quel momento storico fu la fuga all’estero delle grandi stelle del calcio ungherese, capace di produrre una nazionale che aveva sfiorato il titolo mondiale nel 1954: i più forti di tutti, Ferenc Puskas, Zoltan Czibor e Sandor Kocsis, andarono a giocare con Real Madrid e Barcellona. Kocsis morì nel 1979 senza essere mai più tornato in patria, mentre gli altri due hanno rivisto l’Ungheria dopo la caduta del muro di Berlino del 1989 […]

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