IL SOLE 24 ORE (Paco Guarnaccia) – Roberto Mancini ha rilasciato una bella e lunga intervista a “Il Sole 24 Ore”, dove si ripercorre la sua splendida carriera e si commenta lo stato attuale in cui versa il nostro paese. Di seguito un estratto.

[…] Qual è stata la più importante, nelle vesti di calciatore?

Il campionato con la Sampdoria (nel 1990) senza alcun dubbio. È stata un’impresa impossibile da pensare e, forse, anche impossibile da ripetere.

[…] Chi era il difensore avversario più duro da incontrare quando giocava? Riccardo Ferri. Contro di lui era sempre difficile: era bravo tecnicamente, veloce e – diciamo – picchiava il giusto. Eravamo molto amici visto che avevamo fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili insieme. Del resto, Pietro Vierchowod giocava con me alla Samp

E quello più difficile da affrontare da Mister, invece?

Difficile dirlo, perché solitamente un allenatore basa la preparazione della partita studiando la squadra avversaria in generale. Poi certo, può succedere di incontrare Messi, che se è in giornata, non puoi fare nulla. Ecco, direi che pensi un po’ di più al singolo giusto se incontri giocatori come Messi, Cristiano Ronaldo o Ronaldo l’altro, “il Fenomeno”. Anzi, a pensarci bene, direi lui: è stato il calciatore migliore in assoluto a essere arrivato in Italia dopo Maradona. Io ho sfidato quel Ronaldo sia da giocatore sia da allenatore. Mi ricordo la finale di Coppa Uefa del 1998 a Parigi contro l’Inter. Giocavo nella Lazio e in campionato li avevamo dominati vincendo q-o in casa nostra, all’Olimpico, e 5-1 a San Siro. Poi siamo arrivati in finale e lui quel giorno lì… Ecco, direi che era abbastanza in forma…

[…] … Genova

È stata la città dove ho vissuto di più, in un momento particolare: abbiamo costruito una squadra impensabile che poteva contare su un presidente come Enrico Mantovani, che era il migliore al mondo.

[…] A proposito di gol, quelli da lei segnati. I suoi preferiti?

Ne ho fatti tanti… Sicuramente il gol di destro al volo contro il Napoli di Maradona, nel 1990, quando con la Samp vincemmo al San Paolo. Ma il più particolare è stato quello di tacco che ho realizzato con la maglia della Lazio a Buffon in un Parma-Lazio del 1999

Era la Lazio, quella, che si aggiudicò il secondo scudetto nella storia del club.

Una squadra spettacolare, un gruppo che avrebbe dovuto vincere molto di più rispetto a quello che ha ottenuto. C’erano grandi giocatori ed erano tutti bravi ragazzi

Redazione

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