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Copa Rio 1951: il primo Mondiale per Club

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La prima Copa Rio 1951

L’atto del competere ha da sempre contraddistinto la storia dell’umanità, sin dalla sua prima comparsa sulla Terra. Con il trascorrere del tempo questa competitività è passata dall’avere in palio la vita stessa al gioco,
diventato poi sport con l’introduzione delle regole, trovando nel calcio, forse, la sua sublimazione. Da quando gli inglesi avevano esportato questo gioco codificato con la palla di porto in porto in giro per il mondo, là dove attraccavano le navi del fiorente mercato internazionale che vedeva proprio nell’Inghilterra e nelle sue capacità marinaresche il suo dominatore, il gioco stesso venne caratterizzandosi secondo le modalità e le caratteristiche autoctone, fino a creare delle vere e proprie scuole che avevano la necessità di confrontarsi per migliorare.

La grande divisione politica che si viveva agli inizi del Novecento in Europa, e che avrebbe portato a due catastrofici conflitti mondiali, impediva che ci fosse un unico ente organizzativo, solo nel 1954, a pace apparentemente raggiunta e a ricostruzione avviata, in piena “guerra fredda” fu fondata la Uefa, che poi avrebbe organizzato le attuali competizioni europee, sia per club sia per nazionali, mentre in Sud America, l’altro grande polo calcistico internazionale, esisteva già la Copa America per nazioni, dal 1916, invece a livello di club si sarebbe dovuto aspettare il 1960 per vedere l’inizio della Copa Libertadores, omologa della nostra Coppa Campioni.

La voglia di confrontarsi era comunque tanta e nel 1951 la federazione brasiliana, sotto l’egida della Fifa, pensò di organizzare un torneo internazionale sulla falsariga del mondiale del 1950, nefasto per i padroni di casa. La denominazione ufficiale, abbastanza pomposa, fu “Torneo Internazionale dei Club Campioni”, ma sarebbe stato più noto come Copa Rio. Nonostante la denominazione, il torneo era a inviti e non per qualificazione, le gare si svolsero a Rio de Janeiro e a San Paolo, che ospitarono i due raggruppamenti rispettivamente allo Estadio Maracanà e allo Estadio Pacaembù.

Nel primo furono sorteggiati i brasiliani del Vasco da Gama, gli austriaci dell’Austria Vienna, gli uruguaiani del Nacional di Montevideo e i portoghesi dello Sporting Lisbona; nel secondo finirono i brasiliani del Palmeiras, con i padroni di casa che perciò partecipavano con due squadre, i francesi del Nizza, gli jugoslavi della Stella Rossa Belgrado e la Juventus per l’Italia. Come si può notare, in questo contesto mancava una squadra che rappresentasse l’Argentina, non si sa se invitata o meno a inviare una sua rappresentante.

Nella stagione 1950/1951 campione d’Italia si era laureato il Milan, i bianconeri arrivarono solo terzi, ma accettarono di partecipare al torneo “mondiale”. Era, comunque, un’ottima squadra, che aveva vinto l’anno prima e avrebbe rivinto la stagione successiva a quella di svolgimento del torneo sudamericano.La Juventus era guidata in panchina dall’inglese Jesse Carver, che fu il primo ad applicare il gioco a zona nel campionato italiano, vincendo subito il titolo con i bianconeri, che ruotavano intorno all’estro di Giampiero Boniperti, giovandosi anche di campioni come Giovanni Viola in porta, di Carlo Parola, dei danesi Karl e John Hansen, dell’estro funambolico di Ermes Muccinelli e della praticità offensiva dell’altro danese, Karl Aage Praest.

 

Per la Juventus, inclusa, come abbiamo visto, nel raggruppamento di San Paolo, il girone vide un percorso netto di tre vittorie, superando la Stella Rossa nel primo match con un rocambolesco tre a due, grazie a una doppietta di Boniperti e al gol decisivo, su calcio di rigore, di Karl Hansen; con lo stesso punteggio il Nizza nella seconda gara, con i gol di John Hansen, Praest e Muccinelli; vincendo contro il Palmeiras in maniera netta l’ultima gara, un secco quattro a zero frutto delle reti di Karl Hansen, Praest e una doppietta di Boniperti.

 

Il primo posto avrebbe permesso alla Juventus di incontrare in semifinale la seconda del girone di Rio, l’Austria Vienna, mentre il Vasco da Gama avrebbe affrontato il derby con il Palmeiras. Il regolamento del torneo prevedeva per le partite decisive match di andata e ritorno, la prima partita tra italiani e austriaci si concluse con uno spettacolare tre a tre, con Ernest Stojaspal e Praest sugli scudi autori di una doppietta a testa, a fissare il risultato aperto dalle reti di Kominek e Muccinelli.

Due giorni dopo non ci fu partita, la Juventus si impose per tre a uno, grazie ancora a una doppietta di Muccinelli e al gol di Boniperti, cui rispose il solito Stojaspal nel finale di gara, senza cambiare le sorti della partita. In finale i bianconeri avrebbero trovato quel Palmeiras già affrontato, e agevolmente superato, nel girone. Si trattava quasi di un derby, perché il Palmeiras nasceva come Palestra Italia, fondato nel 1914 da immigrati italiani, che avrebbe in seguito cambiato il suo nome, ma mantenendo la sua anima italiana.

L’esito della doppia finale avrebbe arriso ai brasiliani: all’Estadio Maracanà, mercoledì 18 luglio del 1951, davanti a quasi sessantamila spettatori, ai locali bastò la rete di Rodrigues Tatu a ipotecare la vittoria, sancita quattro giorni dopo, domenica 22 luglio 1951, sempre al Maracanà ma stavolta davanti a centomila spettatori, che assistettero ad una partita vibrante. La Juventus passò subito in vantaggio con Praest, nella ripresa ci fu il primo pareggio dei Verdao ancora con Rodrigues, con Liminha che trovò poi il definitivo pareggio dopo che la Juventus era andata di nuovo in vantaggio con Boniperti, fissando il punteggio sul due a due, consegnando quella prima edizione della Copa Rio al Palmeiras.

Ci sarebbe stata una seconda edizione l’anno dopo con la vittoria della Fluminense, ma il torneo non ebbe più seguito. Successivamente quella edizione del 1951 è stata valutata dalla Fifa, nel 2014, come il primo torneo per club di livello mondiale, pur non riconoscendone una ufficialità. Per la Juventus fu una bella esperienza, coronata dal titolo di cannoniere per Boniperti e Praest, non della vittoria finale, la prima, forse, delle tante vittorie internazionali negate per i bianconeri.

Le finali

18/07/1951
Palmeiras  1-0  Juventus
Estádio do Maracanã – Rio de Janeiro (DF)
Spettatori: 56.961 (43.001 paganti)
PALMEIRAS: Fábio, Salvador, Juvenal, Túlio, Luiz Villa, Dema, Lima, Ponce de Leon, Liminha, Jair Rosa Pinto,
Rodrigues. All.: Ventura Cambon
JUVENTUS: G.Viola, A.Bertucelli, S.Manente, Mari, R.Ferrario, A.Piccinini (R.Bizzoto), E.Muccinelli, Karl Hansen,
Bonipertti, John Hansen, K.H.Praest. All.: Jesse Carver
Arbitro: Franz Grill (AUS); Assistenti: Edward Greigh (ING), Gaby Tordjman (FRA)
Marcatori: 22’ Rodrigues (P)

22/07/1951
Palmeiras  2-2  Juventus
Estádio do Maracanã – Rio de Janeiro (DF)
Spettatori: 100.093 (82.892 paganti);
PALMEIRAS: Fábio Crippa; Salvador, Juvenal, Túlio, Luiz Villa, Dema; Lima, Ponce de León (Canhotinho),
Liminha, Jair e Rodrigues. All.: Ventura Cambon
JUVENTUS: Viola, Bertucelli, Manente, Mari Jacomo, Parola, Bizzoto, Muccinelli, Karl Hansen, Bonipertti, John
Hansen, Praest. All.: Jesse Carver
Arbitro: Gaby Tordjman (Francia). Assistenti: Greig (ING), Papovic (IUG)
Marcatori: 18’ Praest (J); 47’ Rodrigues (P); 63’ Boniperti (J); 77’ Liminha (P)

GLIEROIDELCALCIO.COM (Raffaele Ciccarelli)

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