Storie di Calcio

I 50 anni di Demetrio Albertini

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

26 Maggio 1993, 2 Luglio 2000

In una carriera sontuosa e vincente come quella di Demetrio Albertini, ci sono due date che rimangono impresse. Sembra strano immaginare come chi ha vinto tutto e ancora di più, possa soffermarsi su una Coppa dei Campioni sfuggita sul più bello e un Europeo perso a pochi passi dal trionfo.

Perché Demetrio Albertini da Besane Brianza è uno di quelli abituati a vincere, fin dai tempi del settore giovanile. Il suo Milan, con il suo stile e la sua mentalità, ha forgiato un campione che ha saputo reinventarsi grande dirigente. Cresciuto nel settore giovanile rossonero, fin da prima dell’era Berlusconi, venne inserito in prima squadra dal visionario Sacchi, coraggioso artefice del futuro di quel ragazzo silenzioso, l’uomo che lo buttò nella bolgia del grande Milan nel 1989, in pieno dominio mondiale. E da quel Gennaio 1989, le strade di Demetrio e del Diavolo hanno camminato parallelamente per più di un decennio.

Carattere deciso Albertini, raffinato con il pallone e sicuro delle sue scelte. Come quando decise di lasciare Milano, destinazione Madrid. Meglio togliere il disturbo, in silenzio, piuttosto che rimanere fuori dal progetto. Non avrebbe vissuto il ciclo di Ancelotti, ma con Carlo sarebbe rimasto amico fraterno.

L’altro suo amore pallonaro sarebbe stata la Nazionale. Un percorso di 11 anni, condito da un Europeo sfiorato e due mondiali. Sarebbe andato vicino alla vittoria in quel di Pasadena, così come nella bolgia di Rotterdam. Due allori accarezzati, immaginati, sognati, ma svaniti per colpa di un caldo asfissiante prima e di un pallone telecomandato poi.

I 50 anni di un campionissimo, al quale vanno gli auguri della redazione de Gli Eroi del Calcio.

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