Gagliardetti & Dintorni di Marco Cianfanelli

La Real

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La Real: il credo calcistico di San Sebastian

Dalle parti di San Sebastian o per meglio dire Donostia – San Sebastian (toponimo ufficiale in basco e castigliano della ridente cittadina basca), gli appassionati di calcio non hanno alcun dubbio sul loro credo calcistico e per il tifo. “La Real”, meglio nota come Real Sociedad, è una vera e propria religione per i tifosi baschi. Una squadra che ha entusiasmato e capace, nel biennio 1980 – 1982, di assurgere al ruolo di assoluta protagonista del calcio spagnolo arrivando anche a disputare, nell’edizione 1982 – 1983, la semifinale di Coppa dei Campioni. 

Torniamo però alle origini del club basco. Esso fu fondato nel 1909 dalla scissione con l’antesignana San Sebastián Sport Club da cui ereditò i colori bianco e blu. Con un balzo all’indietro nel tempo di novantaquattro anni, arriviamo al 1928. La storia di quella partita ve la racconto attraverso il gagliardetto che la Real Sociedad donò al Club Deportivo Europa. Era l’andata della “Copa del Rey” giocata – come testimoniato nel ricamo apposto a tergo del gagliardetto – il 26 febbraio del 1928.

 

Una competizione, quella citata, in cui la squadra basca si fece grande onore fino ad arrivare alla finale persa in modo rocambolesco contro il Barcellona. Successe infatti che le due squadre s’incontrarono per ben due volte con un nulla di fatto. Si rese necessario giocare una terza gara per assegnare il trofeo. 

Quella partita è rimasta negli annali del calcio spagnolo e, probabilmente, mondiale. Non credo, infatti, che in altre competizioni si sia mai fatto ricorso a tre gare prima di aggiudicare un trofeo. 

Le tre finali

Sulla gara esistono anche due simpatici aneddoti: il primo riguarda la sfida a colpi di sonetti tra il poeta basco Gabriel Celay ed il collega catalano Rafael Alberti. Quest’ultimo compose una poesia per ringraziare il portiere del Barcellona per le straordinarie parate nel corso della prima finale. Celay rispose, in maniera sarcastica e pungente e, sempre in versi, sostenne che più che le parate del portiere erano state le topiche dell’arbitro a non permettere alla Real Sociedad di vincere la coppa.

Il secondo aneddoto si riferisce, invece, al fatto che le tre finali si giocarono tra il mese di maggio (due volte) e giugno. Il motivo è che, dopo le due partite inziali, la terza venne giocata soltanto al termine dei Giochi Olimpici di Amsterdam. Nella rappresentativa spagnola facevano parte ben nove giocatori della Real e nessuno del Barcellona che, essendo tutti professionisti, non presero parte ai Giochi. 

Tutto terminò il 29 giugno quando il Barcellona si aggiudicò definitivamente la Coppa al termine della terza finale vinta per 3 – 1. Quella fu anche l’ultima Coppa del Re prima dell’inizio de “La Liga” che, dalla stagione 1928 – 1929, inaugurò le sfide calcistiche iberiche che vedevano, precedentemente, nella sola Coppa occasione di confronto tra le varie compagini spagnole.

GLIEROIDELCALCIO.COM (Marco Cianfanelli)

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