La Penna degli Altri

La sfortunata cavalcata del Livorno 1997/98

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(MEDIAPOLITIKA.COM di Marco Milan – Foto MUSEOAMARANTO)

[…] Può una stagione piena di vittorie non portare alcun risultato concreto?

[…] L’estate del 1997 è festosa a Livorno dopo la promozione della squadra toscana dalla C2 alla C1 (invocata per 8 anni con in mezzo pure fallimento e ripartenza dai dilettanti), arrivata ai playoff nella vittoriosa finale di Reggio Emilia contro la Maceratese. Un ritorno attesissimo dalla piazza livornese che ora vuole tentare la scalata alla serie B, categoria dalla quale manca dal lontano 1972 e che il presidente Achilli vorrebbe regalare ad una città ferita nell’orgoglio da troppo tempo. […] Il Livorno viene collocato nel girone A della C1 e per inserirsi nella lotta promozione dovrà vedersela con le grandi favorite Cesena e Cremonese (neo retrocesse dalla B), con Como e Modena, nonché con formazioni dal minor blasone ma dall’estrema organizzazione, quali Lumezzane, Alzano e Brescello.

[…] La partenza del Livorno è a dir poco stupefacente e ben presto della squadra di Stringara iniziano ad occuparsi anche le cronache sportive che solitamente non trattano la serie C: i toscani, infatti, inanellano una serie impressionante di vittorie.

[…] I giornali, lunedì 27 ottobre, danno ampio spazio al primato dei livornesi, perfino la Domenica Sportiva dedica un bellissimo servizio sulla vittoria dei labronici; Stringara getta acqua sul fuoco e predica calma, ma pure in città l’euforia è alle stelle.

[…] In tutto l’ambiente livornese inizia a serpeggiare il timore che quella stagione sia maledetta, ma ciò nonostante la tifoseria carica e sostiene la squadra in vista dei playoff a cui, oltre al Livorno, partecipano anche Cremonese, Alzano e Lumezzane. Gli amaranto giocano la semifinale contro l’Alzano, pareggiano in Lombardia 0-0 l’andata il 31 maggio, quindi vincono con qualche sofferenza la gara di ritorno all’Ardenza per 3-2 una settimana più tardi.

[…] La finale si gioca il 14 giugno 1998 a Perugia, una città invasa da 20.000 livornesi, arrivati in Umbria con un treno speciale, 60 pullman ed oltre 4.000 mezzi privati e che sono praticamente il doppio degli avversari sugli spalti. Fa caldo a Perugia, le squadre si temono e si studiano, ma il Livorno (che può solo vincere, contrariamente agli avversari) sembra avere qualcosa in più, ha rabbia e voglia di rivalsa nei confronti di una stagione che gli ha forse tolto qualcosa immeritatamente e non ha alcuna intenzione di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano dopo quell’avvio da record che, purtroppo, adesso non conta quasi più nulla. I 20.000 del Curi esplodono, poi, quando Geraldi mette la palla alle spalle del portiere della Cremonese, ma l’urlo si strozza subito nella gola dei livornesi perché il gol è annullato per un millimetrico fuorigioco dell’attaccante amaranto. E’ forse questa la stoccata finale ad una stagione così drammaticamente sfortunata? Ancora no, perché l’agonia del Livorno deve raggiungere ancora il suo picco massimo: i toscani nell’ordine colgono una traversa con De Vincenzo, sfiorano il vantaggio con un colpo di testa di Bonaldi respinto sulla linea, quindi reclamano un calcio di rigore per una trattenuta sullo stesso centravanti. Poi, allo scadere dei tempi supplementari, la beffa col gol su punizione di Guarnieri al 119′ che certifica la promozione della Cremonese e frantuma definitivamente i sogni del Livorno.

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