La Penna degli Altri

La tradizione magiara

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L’Ungheria, nazionale mitica capace di sfiorare la vittoria Mondiale con una squadra leggendaria. La tradizione calcistica magiara viene narrata da questo articolo di Rivista Contrasti del quale vi proponiamo un estratto.

[…] I Magiari, Prometei senza catene, portano il loro Fuoco in tutto il mondo: in Sud America La Máquina(soprannome dato alla squadra di calcio del River Plate negli anni ’40) fonda i suoi successi sulle basi gettate dal genio tattico di Imre Hirschl – che comunque al River aveva vinto due campionati, ’36 e ’37 –, mentre Izidor Kürschner, dopo anni di trionfi nazionali in Svizzera tra cui la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Parigi nel 1924, emigra in Brasile portando con sé nuovi metodi di allenamento, il modulo WM (o 3-2-2-3) e guidando la nazionale verde-oro alla conquista della terza Copa América. Anche in Italia i magiari scrivono la storia: Árpád Weisz è campione d’Italia con Inter e Bologna mentre Ernő Erbstein, il 4 maggio del 1949, muore portando con sé nella leggenda il Grande Torino.

[…] La rivoluzione ungherese nel calcio raccoglie una Coppa Internazionale (precursore del campionato europeo) e la prestigiosa medaglia d’oro alle olimpiadi ai Giochi di Helsinki nel 1952, dove si mette in luce il capitano Ferenc Puskás e la squadra, in cinque partite, segna la bellezza di 20 gol subendone solo 2. Tra la vittoria olimpica e il secondo posto al mondiale svizzero del 1954 ci sono poi due eventi – o meglio due incontri – decisivi: Inghilterra-Ungheria 3-6 del 25 novembre del 1953 e Inghilterra-Ungheria 1-7 del 23 maggio del 1954. […] Dopo la presa del potere da parte dei comunisti e la collettivizzazione dello sport […] la nazionale di calcio ungherese scompare dai grandi palcoscenici.

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(RIVISTACONTRASTI.IT di Francesco Maria Prisco)

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