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La Penna degli Altri

Milan – Inter … parenti serpenti

ULTIMOUOMO.COM (Michele Galluzzo) – […] «Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!». Con queste frasi incendiarie Herbert Kilpin faceva nascere a Milano, il 16 dicembre 1899, il Milan Football & Cricket Club, diventandone il primo capitano. Quasi vent’anni dopo – nel 1908 – l’artista pubblicitario Giorgio Muggiani assieme ad altri compagni decise di fondare una nuova squadra di calcio sempre nella stessa Milano e, inebriato dal cielo della notte milanese, propose come colori ufficiali «il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle».

[…] Una data cruciale nella scrittura della storia delle mascotte italiane […] è senza ombra di dubbio il 10 ottobre 1928,  giorno in cui il settimanale Guerin Sportivo arriva in edicola con una prima pagina intitolata ironicamente “L’araldica dei calci”, articolo in cui lo scrittore e disegnatore satirico Carlo ‘Carlin’ Bergoglio assegna a ciascuna squadra del campionato italiano una sua controparte allegorica.

[…] Quanto alle squadre milanesi, nell’articolo di Bergoglio […] Il Milan è rappresentato secondo un’iconografia piuttosto inconsueta con un diavoletto pensoso, appollaiato con i gomiti sulle ginocchia, rannicchiato a metà tra l’indispettito e il mortificato. All’Inter invece […] era toccata una sintesi più propriamente araldica. Il suo scudo viene rappresentato con un biscione, riproducendo esattamente quello presente sullo stemma della casata dei Visconti prima e degli Sforza poi.

[…] Il biscione come simbolo dell’Inter non è quindi una fantasia di Bergoglio, ma anzi tornerà nel logo della squadra nerazzurra in almeno altre due altre occasioni: dal 1960 al 1963 e dal 1979 al 1989, con il celebre scudetto con il serpente dal collarino nerazzurro che seguiva eccellentemente il trend dei loghi modernisti.

[…] Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, per esempio, la mascotte interista sarà spesso fedele all’ambiguo serpente-drago-basilisco che confonde la storia della simbologia milanese, arrivando talvolta ad assumere le sembianze femminili. Per esempio nel 1953 il supplemento alla rivista La Nostra Penna omaggia la vittoria del sesto scudetto dell’inter mettendo in copertina un drago acquatico – quasi un cavalluccio marino – dai tratti femminili disegnato da Mariano Congiu. Questo tipo di rappresentazione sinuosa e tutt’altro che mascolina ritorna anche in una cartolina pubblicata nel 1966, anno del decimo scudetto.

[…] A metà anni Ottanta, dopo mesi di latitanza, Five, abbandonata la ribalta televisiva e cambiato il suo nome in Dudy – nomignolo del secondogenito di casa Berlusconi, Pier Silvio – passa dall’essere la mascotte di Canale 5 a essere la mascotte del Milan. Per evitare incidenti diplomatici però viene accorciata la coda da drago e accentuate le due corna sulla testa. La metamorfosi è compiuta: il serpente, lo stesso cucito in quegli anni sul petto dei cugini interisti, attraverso una parabola tutta mediatica fatta di apparizioni e scomparse è ora un diavolo.

[…]  E pensare che nell’album delle figurine 1986-87, che proponeva per ogni squadra delle serie maggiori una visionaria versione dello scudetto “all’americana”, ai cugini interisti – proprio nel momento in cui si assisteva alla scomparsa del draghetto/biscione berlusconiano dall’iconografia milanista – veniva assegnato il nome di Inter Dragons con tanto di fiamme sputate dalla bocca incendiaria del rettile fantastico. Effettivamente, i draghi sono anche gli animali che sputano fuoco, no? E i diavoli nel fuoco ci sguazzano come sintetizzava compiutamente lo stemma indossato dal Milan dal 1979 a metà anni Ottanta e ideato – per commemorare i primi dieci scudetti – dall’agenzia milanese Zeta

Redazione

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