Storie di Calcio

L’ultimo saluto a Jackie Charlton

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GLIEROIDELCALCIO.COM – Due fratelli, in una sera d’estate del 1966, alzavano al cielo una piccola coppa dalla grande importanza. Lo stadio era quello di Wembley e l’occasione era il Mondiale organizzato dall’Inghilterra. Finalmente, dopo oltre 70 anni di uno sport da loro creato e spesso snobbato, gli inventori del calcio conquistavano il trofeo più prestigioso, davanti agli occhi compiaciuti di sua maestà la Regina Elisabetta.

Uno difensore e l’altro centrocampista offensivo. Erano cresciuti ad Ashington, i Charlton, una piccola cittadina nel nord est inglese, e avevano costruito due carriere calcistiche di primissimo piano.

Il più grande, Jackie (all’anagrafe nato come John), era un difensore roccioso e fisicamente prestante, capace di diventare una vera e propria bandiera del Leeds United.

Proprio quella squadra, in un comunicato pieno di nostalgia e rispetto, lo ricorda oggi nel giorno della sua scomparsa. Un calciatore che ha segnato una vera e propria epoca per il club, partendo dall’immediato dopoguerra fino all’inizio degli anni ’70. 23 anni tra giovanili e prima squadra, con un record di 773 partite e 96 gol.

In mezzo, quel Mondiale vinto in casa, giocando tutte e sei le partite, compresa quella finale discussa contro la Germania, condita da un gol fantasma ancora oggi contestato.

Noi italiani ce lo ricorderemo alla guida dell’Irlanda nostra avversaria nei quarti di Italia ’90; in quell’occasione, lo stratega Jackie aveva costruito una formazione rognosa e tenace, battuta soltanto dal solito opportunismo di Schillaci e da una parata poco ortodossa del portiere.

Noi de Gli Eroi del Calcio abbiamo voluto rendere omaggio a questo grande giocatore che ha segnato un’epoca del calcio mondiale.

 

Vai al comunicato ufficiale del Leeds United

 

Foto THEFA.COM

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