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Musetti, tutti con il fiato sospeso: non era mai successo prima

Che Lorenzo Musetti fosse arrivato al Roland Garros in fiducia lo si era capito già dal primo turno. Il toscano ha dimostrato, giorno dopo giorno, di avere in tasca non solo il talento puro, ma anche una solidità mentale sempre più rara tra i tennisti della sua generazione.

A confermarlo è stata l’ultima, straordinaria prestazione contro Holger Rune, uno dei talenti più esplosivi del circuito, che Musetti ha piegato con autorità in quattro set: 7-5 3-6 6-1 6-2. Una battaglia durata oltre tre ore, nella quale Musetti ha saputo alternare momenti di altissima scuola tennistica a fasi di controllo e contenimento. Dopo aver vinto un primo set rocambolesco e mentalmente dispendioso, l’azzurro ha incassato il ritorno del danese nel secondo parziale, per poi prendere il largo nel terzo e quarto con un tennis fluido, intelligente, ricco di soluzioni.

Con il 67% di punti vinti con la prima di servizio, e una percentuale superiore al 70% nei due set conclusivi, Musetti ha imposto ritmo e strategia, limitando gli errori e sfruttando con cinismo quelli di Rune, autore di ben 57 gratuiti. La vittoria è l’ennesima conferma della crescita di un giocatore che ha imparato a gestire le pressioni e a dominare la scena quando serve.

Primi quarti a Parigi per Musetti: il salto di qualità è servito

Per Lorenzo Musetti, questa non è una vittoria come le altre. È un passaggio simbolico, tecnico, emotivo. Per la prima volta in carriera, il tennista carrarino accede ai quarti di finale del Roland Garros, il torneo che forse più di ogni altro si sposa con il suo tennis elegante e raffinato. Un traguardo che premia il lavoro svolto negli ultimi mesi e che ora si traduce in ambizioni concrete. Ad attenderlo ci sarà Frances Tiafoe, avversario tosto ma battibile, specie con il Musetti visto contro Rune.

Primi quarti a Parigi per Musetti: il salto di qualità è servito – Glieroidelcalcio.com (screen Youtube)

Il tabellone potrebbe poi riservargli un’eventuale semifinale con Carlos Alcaraz, in quella che sarebbe una rivincita affascinante dopo l’incrocio degli Internazionali d’Italia. Ma prima di alzare lo sguardo, Musetti dovrà fare un passo alla volta, confermando quella tenuta mentale che oggi sembra il vero valore aggiunto del suo tennis.  Questo Roland Garros è già una svolta per il toscano, che finalmente si affranca dal ruolo di promessa e si prende quello di protagonista. Il talento non è mai mancato, ora anche il rendimento comincia a seguirlo. La sensazione è che il meglio debba ancora venire, ma intanto Musetti c’è, e Parigi lo sa.

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