La Penna degli Altri

Pasculli, il campione del mondo che non abbandonò il suo Lecce

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(ILFATTOQUOTIDIANO.IT di Cristiano Vella)

Madeleine, la rubrica del venerdì de Il Fatto Quotidiano, racconta Pasculli. Ecco un estratto.

[…] Il pallone che finisce dietro le spalle di Tacconi, per la seconda volta, il Via Del Mare che esplode: il Lecce batte la Juventus e lui, Pedro Pasculli da Santa Fe si gode lo spettacolo. È la dolce primavera dell’89, inaspettata, visto che ai salentini di Carletto Mazzone toccano una dietro l’altra tutte le grandi: Roma, Milan, Juve, Lazio, Samp, Inter. Da brividi.

[…] Arrivato dall’Argentinos Juniors nel 1985 alla corte di Fascetti, già nel giro della nazionale, Pedro si ambienta subito, segna 6 gol che però non evitano alla squadra di retrocedere. Intanto viene chiamato al Mondiale in Messico. Il suo compagno di stanza in ritiro? Si chiama Diego, ha il numero 10: e di lì a poco l’iniziale del nome andrà di diritto accanto al numero di maglia, con tutti gli effetti che ne derivano.

[…] L’ultraterreno nel letto accanto, il cielo a portata di dito per Pasculli: “E chi se lo dimentica quel mondiale. Dall’esordio con la Corea al gol contro l’Uruguay che ci ha portato ai quarti, fino alla vittoria finale. […] È il sogno di tutti, io l’ho realizzato“

[…] Diego è nella storia, Pasculli è di sicuro in quella del Lecce più amato: “Il ricordo più bello è la promozione in A con Carletto, che persona straordinaria Mazzone. Un padre, io e Barbas siamo andati anche a casa sua ad Ascoli a mangiare, ci ha aiutato in tutto. E devo dire che ogni tanto era bello pure vederlo arrabbiato, le scene le conoscete, no? Un buono vero, Carletto, una delle migliori persone in assoluto che ho conosciuto”.

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Foto WIKIMEDIACOMMONS

 

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