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Calcio ed emigrazione italiana nella videoconferenza dei Musei di Genova

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Con la Storia del calcio si può raccontare la storia di un paese … lo abbiamo sempre affermato.

“Smarginando è il Festival che la Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana ha ideato per promuovere e accompagnare l’apertura del nuovo Museo.

Un  museo è vitale tanto più quanto si radica nella sua e in altre città. Il Museo che viene inaugurato in primavera a Genova alla Commenda di San Giovanni di Pré, grazie al Festival  va oltre i propri confini, cercando di tracciare, attraverso approfondimenti tematici  una mappa di  emozioni. Un  itinerario  nei diversi luoghi dell’emigrazione italiana, piccoli Comuni e comunità che attorno al tema della memoria e del ricordo, hanno costruito un racconto popolare, storico, sociale, culturale.

Smarginando si irradia così su tutto il territorio nazionale con iniziative culturali sulle migrazioni attraverso la rete di musei, archivi, biblioteche, associazioni che, in questi anni, il Comitato di Indirizzo del MEI ha incontrato nel suo lavoro di ricerca.

Smarginando: andare oltre quelli  che sono i margini per raccontare di storia e di storie, oltre i limiti del definito, costruendo una geografia emozionale che  restituisca la storia dell’emigrazione partendo da diversi luoghi e  spazi e  utilizzando diversi  linguaggi: arte, cinema,  fotografia, storia,  letteratura, saggistica,  teatro, musica e sport.

 

Videoconferenza
Sport ed emigrazione una storia da raccontare

L’attività sportiva, in particolare quella calcistica, ha rappresentato uno strumento molto importante di integrazione per gli italiani che, spesso alla ricerca di nuove prospettive di vita, hanno lasciato il nostro paese. Da queste esperienze nate a livello amatoriale con l’obiettivo di “creare comunità” lontano dalle proprie terre, si sono formate man mano nei decenni veri e propri club divenuti popolari a livello internazionale ma,  che nel proprio dna, portano ancora quel seme piantato dall’emigrazione italiana. Non solo: tanti sono gli sportivi italo discendenti che hanno portato in alto la bandiera dello sport, aldilà dei colori della bandiera che sventolava, a celebrare un record o un risultato importante.

IL MEI è dunque entrato in contatto con le principali società di calcio del Sud America di origine italiana, coinvolgendole nella creazione di un’importante racconto che metta in luce come lo sport sia stato spesso fedele fotografia della vita degli emigrati italiani, intrecciandosi con avvenimenti  storici, con le diverse condizioni sociale  e con le specificità dei paesi d’immigrazione. A oggi abbiamo raccolto testimonianze di Club argentini, brasiliani ed uruguagi, oltre che australiani. Sono 10 le squadre che hanno fornito i materiali e le documentazioni che saranno visibili nel percorso espositivo del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana e in aggiunta le storie di alcuni atleti italiani, dal pilota Juan Manuel Fangio al ciclista Nino Borsari.

Nell’incontro di giovedì 24 febbraio alle ore 16:00 molte saranno le voci che racconteranno attraverso le specifiche competenze l’importanza del tema sport nell’emigrazione: Romina Deprati e Gina Marques, giornaliste sportive in Argentina e Brasile, due storici Sergio Lodise per il Boca Junior e Osvaldo José Gorgazzi per River Plate racconteranno l’esperienza dei due Club argentini fondati da italiani nei primi Novecento. Inoltre a Andrea Pedemonte, esperto di sport, spetterà di presentare il lavoro di ricerca e raccolta di materiale sullo sport che lo staff MEI sta elaborando per il nuovo Museo: l’obiettivo è quello di costruire un racconto completo di come lo sport abbia influito sulla vita dei nostri emigrati e, al contempo, di come loro abbiano influenzato lo sport dei paesi che li hanno ospitati. Interverrà anche Marco Ferrari, giornalista e scrittore, che parlerà del rapporto tra sport e cultura, Eugenia Porro docente di sociologia, che approfondirà l’associazionismo sportivo dei migranti in Argentina, e Cecilia D’Angelo, responsabile dell’organizzazione territoriale “Coni” firmatario di un protocollo d’intesa con il MEI per la condivisione dei contenuti a livello nazionale di  tutti gli sport e l’emigrazione.

Saranno presenti il Presidente del Comitato di indirizzo MEI Paolo Masini, che ha voluto fortemente inserire il contenuto sport nel percorso espositivo del Nuovo Museo dell’Emigrazione Italiana, e il Direttore del Mu.MA Pierangelo Campodonico, coordinatore scientifico.”

Romina Deprati / MEI – sport

“Una squadra senza frontiere”

 

Gina Marques / MEI – sport

“Gli italiani nel cuore della storia dello sport in Brasile”

 

Osvaldo José Gorgazzi / storico River Plate –

 “El Club Atlético River Plate y su relación con la italianidad”

 

Marco Ferrari  giornalista/scrittore

 “Ahi, Sudamerica! oriundi, tango e fútbol”

 

Sergio Lodise/ storico del Boca Junior

 “Boca Juniors, por Italia” 

 

Eugenia Porro/Università di Roma Tor Vergata

“Lo sport tra identità e integrazione: l’associazionismo sportivo dei migranti in Argentina”

 

Intervengono

Paolo Masini/Presidente Comitato di Indirizzo Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana

Cecilia D’Angelo/ Dirigente organizzazione territoriale CONI

Pierangelo Campodonico/ Direttore dell’Istituzione MuMA

 

Moderatore

Andrea Pedemonte/ MEI- sport

 

Invitati

Antonio Micillo/ CONI Comitato Regionale Liguria

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