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Stefano Maccoppi: “Baresi ha trasformato il nostro ruolo… Scirea era elegante”

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Stefano Maccoppi, ex tra le altre di Como e Piacenza, ha rilasciato un’intervista a SPORTPIACENZA.IT, a firma Giacomo Spotti (Foto Sportpiacenza.it)

Di seguito alcuni estratti.

SPORTPIACENZA.IT  (Giacomo Spotti) – […] Partiamo dagli esordi in Serie A. Sei a Como e arriva la Juventus di Platini. Com’era Le Roi?
[…] “Bellissimo da vedere soprattutto per me che in fondo in fondo ho sempre simpatizzato per la Juventus. […] Juve – Como […] Aldo Serena non riesce a controllare un pallone, io mi fiondo in anticipo e mi scontro con Pioli. Fallo. […] Platini, guarda Pioli, e con grande calma gli dice “ehi Stefano non preoccuparti, se sei in difficoltà tu passa il pallone a me anche se ne ho addosso tre o quattro”
Se dico Gaetano Scirea?
[…] «Abitavamo vicini da piccoli, in quella zona milanese sono nati anche Collovati, Trapattoni e Maldera».
Conservi ricordi splendidi.
[…] «Io ero ancora giovane, i nostri genitori lavoravano alla Pirelli. Un giorno vedo la maglia dell’Ajax stesa sul balcone, ci aveva appena giocato contro»
Alziamo di un po’ l’umore dai. Pasquale Bruno era davvero così cattivo?
[…] «Più che cattivo era semplicemente il fatto che per lui non c’era alcuna differenza tra partita e allenamento. A quei tempi i difensori menavano, vero, lui era un “animale” da  questo punto di vista ma attenzione perché era anche un bel giocatore»
Hai un altro fratello, Stefano Borgonovo.
[…] «Nella sua vita ha avuto tante problematiche alle articolazioni e spesso lo hanno operato. Mi ha colpito come nel suo libro spiega dell’incontro con una zingara che gli predisse una vita bellissima ma poi anche un dramma»
Karl Heinz Rummenigge?
[…] «Mamma mia quanto era duro» […] «Giuro che potevi sentire i suoi muscoli quasi mettersi in moto»
Maradona?
[…] «Eh, cosa dire, se non che era semplicemente straordinario»
Che anni, i migliori?
[…] «Era un calcio diverso. Pensa che nel mio Como c’era Dirceu, cioè uno che arrivava da tre Mondiali giocati col Brasile»
Si arriva a fine decennio e ti ritrovi a marcare Van Basten. Qui cosa ci dici?
[…] «Il Cigno era fortissimo, per me rimane il miglior numero 9 che ho visto. […] Onestamente quando giocavi contro Van Basten lo dovevi ammirare perché era perfetto»
Ci interessa molto il giudizio su un giocatore : Lothar Matthaus
[…] «Matthaus punta Albiero sulla destra, rientra e fa un gol alla Del Piero tanto per capirci. Giuro che il pallone mi è sibilato vicino alla testa e sentivo distintamente il fischio del tiro tanto era potente»
Baggio?
[…] «Talento sconfinato e animo bellissimo»
La Juve del Trap e di Platini, il Napoli di Maradona e Careca, il Milan degli olandesi, l’Inter dei tedeschi, la Samp di Vialli e Mancini, ancora il Milan degli Invincibili e la prima Juve di Lippi. Quale tra queste squadre era la più impressionante per forza?
[…] «Il Milan di Sacchi era incredibilmente devastante perché aveva semplicemente tutto devo dire che contro di loro ho anche fatto dei buoni risultati. »
E c’era Baresi, altro difensore che ha scritto pagine di storia. Meglio lui o Scirea?
[…] «Baresi è importante perché in fondo ha trasformato il nostro ruolo. […] Scirea però era elegante e quindi dico Scirea».

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